Antiaggreganti: negli anziani rischio emorragico aumentato, ma PPI possono contrastarlo

Antiaggreganti: negli anziani rischio emorragico aumentato, ma PPI possono contrastarlo

Antiaggreganti: negli anziani rischio emorragico aumentato, ma PPI possono contrastarlo
Secondo i risultati dell’ Oxford Vascular Study, pubblicati da Lancet, il rischio di un sanguinamento maggiore associato all’uso di farmaci anti-piastrinici aumenta sostanzialmente con l’età, ma l’uso di inibitori della pompa protonica (PPI) può impedire tale sanguinamento, fino al 74% per quanto rigurda il tratto gastrointestinale superiore.

(Reuters Health) – I farmaci antiaggreganti piastrinici sono noti per aumentare il rischio di sanguinamenti importanti, in particolare quelli del tratto gastrointestinale superiore, ma i PPI possono ridurre tale rischio nel 70-90% dei casi. Tuttavia la prescrizione di entrambi i  farmacinon è una pratica di routine, a causa delle preoccupazioni per gli effetti avversi. Il rischio di sanguinamento gastrointestinale superiore associato all’uso di anti-piastrinici aumenta con l’età, ma non è chiaro se l’età avanzata, da sola, possa giustificare la prescrizione di routine di questi farmaci insieme ai PPI.

Lo studio
Per approfondire la questione Peter M. Rothwell e colleghi dell’Università di Oxford hanno analizzato i dati su più di 3.100 pazienti, di cui 1.582 di età superiore o uguale a 75 anni e, f 577 con un’età superiore a 85 anni. Si è visto che il rischio di emorragia non era correlato all’età e il rischio di sanguinamenti maggiori non aumentava con l’età nei pazienti under 70. Al contrario, il rischio annuale di sanguinamenti maggiori aumentava notevolmente oltre i 70 anni ed è stato significativamente più elevato nei pazienti di età inferiore a 75 anni e meno,  rispetto a quelli di età inferiore a 75 anni a tre anni (rischio aumentato di 2,73 volte) e a 10 anni ( 3,10 volte maggiore rischio).

Inoltre, i pazienti di età superiore ai 75 anni hanno avuto sanguinamenti più severi e risultati peggiori di sanguinamenti non fatali, rispetto a quelli di età inferiore ai 75 anni. E ancora, con il crescere dell’età il rischio di sanguinamenti maggiori stimati per essere attribuibili al trattamento con antiaggreganti piastrinici si è avvicinato al rischio di eventi ischemici stimati prevedibili. Sulla base di una precedente metanalisi in cui l’uso di PPI riduceva il 74% dei sanguinamenti del tratto gastrointestinale superiore, il numero necessario per trattare (NNT) con PPI per prevenire un importante sanguinamento gastrointestinale superiore a cinque anni di follow-up è diminuito con l’età crescente: da 80 nei pazienti di età inferiore ai 65 anni, a 75 per i pazienti di età compresa tra i 65 ei 74 anni, a 23 per i pazienti di età 75-84 anni e fino a 21 per i pazienti di età di 85 anni o più. Il NNT con PPI per prevenire un evento del tratto gastrointestinale superiore disabilitante o fatale ha seguito un modello simile.

Fonte: Lancet 2017

Will Boggs MD

(Versione italiana Quotidiano Sanità/ Popular Science)

Will Boggs

27 Giugno 2017

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