Anticoncezionali e depressione. Cosa c’è di vero? Il punto della Sic

Anticoncezionali e depressione. Cosa c’è di vero? Il punto della Sic

Anticoncezionali e depressione. Cosa c’è di vero? Il punto della Sic
La Società italiana della contraccezione prende posizione contro i facili allarmismi, commentando le notizie apparse di recente su una possibile correlazione tra uso di contraccettivi orali e l’insorgere di depressione. "Dubbi e stereotipi si superano con un buon rapporto tra medico e paziente. Altri lavori di recente pubblicazione continuano ad affermare gli effetti positivi della contraccezione ormonale sulla comparsa dei tumori".

La medicina progredisce e gli studi di moltiplicano. I recenti articoli su una correlazione tra uso della pillola anticoncezionale e depressione rischiano di creare confusione e inutili allarmismi. "I sensazionalismi non supportati da più che approfonditi dati scientifici non fanno altro che creare panico e distorcere la realtà. E’ necessario pensare a un atteggiamento serio e costruttivo". Così Annibale Volpe, past president della Sic, Società Italiana della Contraccezione commenta le notizie apparse di recente su una possibile correlazione tra uso di contraccettivi orali e l’insorgere di depressione.
 
"Non bisogna creare confusione basandosi su conclusioni mal interpretate e fuorvianti che non evidenziano i molti vantaggi della contraccezione ormonale che, noi della Sic, abbiamo più volte ribadito e riaffermiamo con convinzione”, prosegue.

Tutto nasce dalla pubblicazione su Jama Psichiatry di una ricerca dell’Università di Copenaghen sui diversi tipi di contraccettivi e che fa riferimento alla pillola con solo progesterone che sembra aumenti il rischio di utilizzo di antidepressivi. In particolare, a rischio depressione sarebbero le giovani tra i 15 e i 19 anni (23% di possibilità in più rispetto a chi non usa contraccettivi ormonali di avere la necessità di prendere anche degli antidepressivi) perchè il progesterone avrebbe un effetto negativo sull'umore portando ansia e depressione. Non si arriva alle stesse conclusioni quando si parla di pillola combinata estro-progestinica. La correlazione poi sarebbe smentita da alcune donne che, al contrario, hanno avuto effetti positivi sul proprio umore dopo l'assunzione della pillola anticoncezionale.
 
Gli studiosi spiegano, nella relazione conclusiva dello studio, che il collegamento tra anticoncezionale e depressione è maggiore negli adolescenti per le implicazioni psicologiche tipiche dell’età: la ricerca dell’amore romantico e gli sbalzi d’umore tipici della gioventù, una fase della crescita in cui si è alla ricerca del proprio ruolo nella società. Non è dunque solo la pillola il motivo del loro cattivo umore. Inoltre capita non di rado che una donna inizi ad assumere la pillola in periodi particolari della sua vita e che i cambiamenti d'umore potrebbero essere dovuti anche a fattori diversi rispetto all'assunzione di ormoni.

Per comprendere la relatività di queste osservazioni c’è uno studio pubblicato sull'American Journal of Epidemiology da un gruppo di ricercatori della Columbia University di New York che ha rilevato un fenomeno opposto: fra le oltre 6mila donne tra i 25 e i 34 anni coinvolte nella ricerca l'assunzione della pillola non è risultata associata a un aumento del rischio di depressione, anzi, le donne che assumevano contraccettivi a base di ormoni hanno riportato meno sintomi della depressione rispetto a quelle che si affidavano ad altri metodi o che non prendevano nessuna precauzione anticoncezionale. Quindi è coerente la conclusione dello studio danese che in effetti non vuole dimostrare che la pillola determina la depressione e pertanto rimane uno dei metodi anticoncezionali più sicuri. I ricercatori stessi sottolineano che manca la dimostrazione del chiaro rapporto causa-effetto e della necessità di ulteriori studi che valutino se la depressione è davvero un potenziale esito avverso dei contraccettivi ormonali.

“Dobbiamo far capire che l’uso della pillola contraccettiva non causa direttamente la depressione, non c’è alcuna chiara evidenza che lo provi. – così interviene sull’argomento Franca Fruzzetti, ginecologa dell'Ospedale Santa Chiara di Pisa e membro del direttivo Sic -. La ricerca danese non afferma in alcun modo che la pillola non sia un metodo contraccettivo adeguato, ricordiamo infatti che la sua efficacia (se assunta correttamente) è del 99% e che è possibile che altri fattori contingenti possano essere in qualche modo correlati alla depressione. Il messaggio importante che ci passa questo studio è che le donne dovrebbero essere informate in maniera adeguata e che, ancora una volta, è fondamentale il rapporto tra medico e paziente. E’ essenziale che i ginecologi siano molto chiari con le pazienti, soprattutto quando prescrivono contraccettivi orali”.

"A fronte di questi dati assolutamente isolati altri lavori di recente pubblicazione continuano ad affermare gli effetti positivi della contraccezione ormonale sulla comparsa dei tumori ed in particolare su quello dell'ovaio, patologia legata nella donna ad un rischio elevato di mortalità e per il quale non esiste ad oggi la possibilità di attuare nessuno screening atto a rilevarne l'esistenza in fase iniziale", conclude la Sic.

13 Ottobre 2016

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