Antidepressivi in gravidanza. Rischi per i nascituri

Antidepressivi in gravidanza. Rischi per i nascituri

Antidepressivi in gravidanza. Rischi per i nascituri
Maggior rischio di complicazioni alla nascita e negli anni a seguire per i bimbi esposti durante la gravidanza a terapie con antidepressivi. Questi i risultati di due nuovi studi scientifici a confronto.

(Reuters Health) – Secondo due nuovi studi, i bimbi esposti in utero a un comune tipo di antidepressivi, potrebbero presentare un maggior rischio di complicazioni poco dopo la nascita e negli anni seguenti. Uno studio suggerisce che i neonati hanno più probabilità di necessitare della terapia intensiva dopo la nascita se le madri avevano assunto in gravidanza inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI). L’altra ricerca ha riscontrato che gli stessi bambini potrebbero presentare un maggior rischio di disturbi dell’eloquio e del linguaggio negli anni successivi.
 
I legami tra gli SSRI e questi tipi di esiti alla nascita erano già stati osservati in studi non ritenuti così affidabili, ha affermato la Dott.ssa Eva Pressman, dell’University of Rochester Medical Center di New York. Anche in presenza di queste associazioni, ha continuato, le donne dovrebbero prendere decisioni sull’uso di inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina dopo aver parlato con i medici delle loro specifiche situazioni.
 
"Se non si applicano le specifiche della situazione, si può arrecare più danno che beneficio evitando un farmaco”, ha detto Pressman, non coinvolta nei nuovi studi. “Cure personalizzate diventano estremamente importanti”.
 
Ulrika Norby, della Lund University in Svezia, ha analizzato insieme ai colleghi i dati relativi a quasi 750.000 nascite nel paese dal 2006 al 2012. Circa il 2% dei bambini è stato esposto in utero a SSRI. Secondo i risultati pubblicati online il 25 ottobre sulla rivista Pediatrics, circa il 14% dei neonati esposti a tali inibitori sono stati ricoverati nell’unità di terapia intensiva neonatale dopo la nascita, rispetto all’8% di coloro che non sono stati esposti al farmaco. Il rischio aumentato era più pronunciato quando le madri avevano assunto SSRI nelle fasi avanzate della gravidanza.
"La stragrande maggioranza dei bambini esposti a SSRI durante la gravidanza non ha presentato problemi che richiedevano cure neonatali”, ha affermato Norby. “L’aumento del rischio di malattie gravi è ristretto nel singolo caso”.
 
Nel secondo studio, i ricercatori hanno analizzato i dati relativi a più di 56.000 bambini, la maggior parte dei quali aveva meno di nove anni, per capire se chi era stato esposto agli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina mentre era nell’utero, aveva più probabilità di presentare problemi cognitivi. I bimbi sono nati tra il 1996 e il 2010 in Finlandia. Circa il 28% era stato esposto a SSRI durante la gravidanza. Un altro 17% è nato da madri depresse ma che non avevano assunto farmaci per combattere la condizione durante i nove mesi. Il rimanente 55% è venuto alla luce da madri che non avevano assunto SSRI e non erano depresse.
 
Secondo il Dr. Alan Brown della Columbia University di New York e colleghi, tra cui ricercatori dell’Università di Turku in Finlandia, non sono stati evidenziati legami tra l’esposizione agli SSRI nell’utero e disturbi motori o nell’apprendimento scolastico nei bambini. Tuttavia, come riferito su JAMA Psychiatry il 12 ottobre, per quelli le cui madri avevano assunto in gravidanza almeno due farmaci SSRI, il rischio di disturbi dell’eloquio e del linguaggio era il 37% più elevato rispetto a coloro le cui madri erano state colpite da depressione ma non avevano assunto farmaci e il 63% più elevato rispetto ai bambini nati da donne non depresse.
"Esiste una possibile associazione tra SSRI durante la gravidanza e ritardi nell’eloquio e nel linguaggio”, ha dichiarato Brown.
 
In un report congiunto del 2009, l’American College of Obstetricians and Gynecologists e l’American Psychiatric Association hanno affermato che depressione e antidepressivi in gravidanza risultano correlati a conseguenze negative per i neonati. Tali organizzazioni dicono che alcune donne con depressione da lieve a moderata possono essere trattate con la psicoterapia da sola o con i farmaci. Inoltre, fanno sapere che durante la gravidanza sono necessarie confronti continui tra lo psichiatra e il ginecologo della paziente.
 
"Ogni situazione è unica e deve essere discussa con il medico responsabile del trattamento”, ha continuato Norby. “È importante non interrompere un trattamento senza consultare un medico. Condizioni psichiatriche non trattate possono avere conseguenze negative profonde per madre e figlio”.
 
Fonte: Pediatrics 2016. JAMA Psychiatry 2016.
 
Andrew M. Seaman
 
(Versione Italiana Quotidiano Sanità/Popular Science) 

Andrew M. Seaman

27 Ottobre 2016

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