Antimicrobico-resistenza. Appello società scientifiche a Istituzioni: “Solo uniti potremo contrastarla”

Antimicrobico-resistenza. Appello società scientifiche a Istituzioni: “Solo uniti potremo contrastarla”

Antimicrobico-resistenza. Appello società scientifiche a Istituzioni: “Solo uniti potremo contrastarla”
L’appello congiunto di Matteo Bassetti (Sita), Claudio Mastroianni (Simit) e Francesco Menichetti (Gisa) in occasione della della Settimana mondiale della consapevolezza antimicrobica e della Giornata europea degli antibiotici. Tre le azioni prioritarie per Sita, Simit e Gisa: prevenzione delle infezioni ospedaliere; prevenzione della resistenza agli antibiotici eliminandone l’uso inappropriato; ottimizzazione del trattamento dei pazienti gravi”. Auspica anche “la revisione delle schede di Aifa”.

In occasione della Settimana mondiale della consapevolezza antimicrobica e della Giornata europea degli antibiotici di domani, le società scientifiche Simit (Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali), Sita (Società Italiana Terapia Antinfettiva) e Gisa (Gruppo Italiano per la Stewardship Antimicrobica) lanciano un appello forte e chiaro alle Istituzioni chiedendo più attenzione sul tema.

“Per arginare e affrontare il problema dell’antimicrobico-resistenza, è indispensabile fare network e non procedere con iniziative individuali – spiega in una nota Marco Falcone, segretario Simit – E’ opportuno quindi che le istituzioni, insieme alle società scientifiche, assumano iniziative idonee a tutelare le strutture ospedaliere e i pazienti dai rischi della diffusione dei microrganismi resistenti agli antibiotici”.

“Tre sono gli elementi determinanti nella lotta alla antimicrobico-resistenza – dichiara Francesco Menichetti, presidente Gisa – un efficace e sistematico programma di controllo delle infezioni in ospedale, utilizzando personale addestrato ed indicatori di risultato; l’implementazione della diagnostica microbiologica rapida, oggi disponibile non in modo omogeneo nei nostri ospedali; un uso appropriato degli antibiotici, secondo le esigenze epidemiologiche e cliniche, non privando i pazienti con infezioni gravi causate da germi MDR, della possibilità di ricevere tempestivamente i nuovi antibiotici”.

“È molto importante il ruolo della prevenzione vaccinale nel contrasto all’antimicrobicoresistenza – aggiunge Claudio Mastroianni, presidente Simit – Proteggere le persone più fragili con i vaccini evita la comparsa di infezioni batteriche e quindi un uso indiscriminato di antibiotici sia nella popolazione adulta che in ambito pediatrico. E’ quindi fondamentale implementare le campagne vaccinali soprattutto negli adulti, promuovendo percorsi organizzativi e diffondendo la cultura vaccinale sia tra i cittadini che operatori sanitari”.

“Dobbiamo promuovere l’uso appropriato degli antibiotici non solo attraverso l’educazione dei medici prescrittori, ma anche parlando alla gente degli effetti negativi di un uso sbagliato – conclude Matteo Bassetti, presidente Sita – Parlare a scuola e sui media dell’antibiotico -resistenza è molto importante. La resistenza batterica è già una realtà e rappresenta un vero rischio per l’umanità, un problema globale che causa ogni anno centinaia di migliaia di morti”.

Nella nota, le tre società scientifiche sottolineano come su 9 milioni di ricoverati negli ospedali italiani, ogni anno si registrano da 450 a 700 mila casi di infezioni ospedaliere (IO). “Le infezioni colpiscono dal 5 all’8% dei pazienti durante la degenza, in special modo gli assistiti in terapia intensiva. L’1% delle infezioni ospedaliere risulta letifero, con circa 7.000 decessi l’anno. L’impatto economico del fenomeno è stimabile in circa 1 miliardo di euro all’anno, cifra che grava sul bilancio sanitario e che viene quindi sottratto ad azioni di prevenzione e a risorse per il corretto utilizzo dei nuovi antibiotici”.

La resistenza agli antibiotici dei microrganismi responsabili delle infezioni ospedaliere rappresenta “un grave problema prevalentemente alimentato dall’uso inappropriato di questi farmaci salva-vita (inutili in quasi il 50% dei casi in cui sono prescritti)”. Per queste ragioni, “occorre migliorare l’utilizzo degli antibiotici e favorire l’accesso a quelli di nuova formulazione, diminuendo l’uso inappropriato e perciò inutile degli stessi”.

Sono tre le azioni ritenute prioritarie da Simit, Gisa e Sita per diminuire il numero delle infezioni all’interno delle aziende ospedaliere e territoriali e di contenere l’uso inappropriato di antibiotici. “Prevenzione delle infezioni ospedaliere, implementando le norme di buona pratica assistenziale. Obiettivo misurabile: calo pari almeno al 30% rispetto ai dati dell’anno precedente delle infezioni da Clostidium difficile e delle infezioni da bacilli gram-negativi resistenti ai carbapenemici”. Poi “prevenzione della resistenza agli antibiotici, eliminandone l’uso inappropriato attraverso la diagnostica microbiologica rapida e protocolli terapeutici orientati al paziente e alla epidemiologia locale. Obiettivo misurabile: calo del consumo dei carbapenemici e dei fluorochinoloni, pari al 30% rispetto al dato precedente”. Infine “ottimizzazione del trattamento dei pazienti gravi con l’obiettivo di diminuire morbilità gravi e mortalità attraverso l’utilizzo tempestivo mirato e appropriato di nuovi farmaci antibiotici con il supporto di diagnostica rapida e valutazione del rischio infettivo del paziente”. Auspica anche “la revisione delle schede di Aifa”.

18 Novembre 2022

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