Anziani. C’è correlazione tra andatura lenta e deterioramento cognitivo

Anziani. C’è correlazione tra andatura lenta e deterioramento cognitivo

Anziani. C’è correlazione tra andatura lenta e deterioramento cognitivo
Il rapporto tra frequenza e velocità della camminata e deterioramento delle capacità cognitive è stato oggetto, in passato, di alcuni studi. Una metanalisi condotta in Cina ha passato in rassegna la letteratura scientifica evidenziando un rapporto positivo fra i due parametri.

(Reuters Health) – Secondo una nuova metanalisi svolta in Cina, le persone anziane con un’andatura lenta sono esposte a un maggior rischio di deterioramento cognitivo e demenza. Alcune ricerche avevano rilevato una correlazione tra andatura a disfunzione cognitiva, ma fino a oggi non era stata studiata sistematicamente la portata dell’associazione e la possibile presenza di un rapporto frequenza-risposta. Per indagarla, Minghui Quan e colleghi della Shanghai University of Sport in Cina hanno revisionato 17 studi prospettici sull’andatura. Sette erano incentrati sul deterioramento cognitivo, sette sulla demenza e tre includevano entrambi gli esiti.
 
La metanalisi
I 10 studi sul deterioramento cognitivo hanno coinvolto quasi 10.000 partecipanti, mentre i 10 studi in cui uno degli outcome era la demenza hanno incluso più di 14.000 persone. I camminatori più lenti presentavano l’89% di rischio in più di deterioramento cognitivo (intervallo di confidenza al 95%, 1,53 – 2,31), ma non sussisteva alcuna relazione lineare tra andatura e rischio di deterioramento cognitivo. Il rischio di demenza risultava del 66% più elevato negli individui con la più lenta andatura rispetto a quelli con il passo più veloce (IC 95%, 1,43 – 1,92). Tre studi hanno incluso dati sul rapporto dose-risposta e hanno riscontrato un rischio relativo di deterioramento cognitivo di 1,13 per ogni calo in decimetri al secondo nell’andatura (IC 95%, 1,08 – 1,18).
 
Le conclusioni
“L’andatura potrebbe essere un indicatore della funzione cognitiva per molte ragioni”, osservano Quan e colleghi. “Per esempio, il passo risulta associato alla forza muscolare e la perdita di muscolo è legata a infiammazione, stress ossidativo e altri fattori connessi alla funzione cognitiva”. Camminare non è un’attività automatica, aggiungono i ricercatori, perché “richiede una coordinazione senza interruzioni di diversi sistemi neurologici che includono attività motorie, sensoriali e cerebellari”.
 
“Poiché uno studio clinico randomizzato su andatura e funzione cognitiva potrebbe non essere fattibile per considerazioni pratiche – concludono i ricercatori – sono necessari studi di coorte ben concepiti, su larga scala e prospettici per determinare i valori soglia specificati in base a età, sesso e popolazione per l’andatura, al fine di potenziare l’efficacia ed efficienza di questo indicatore precoce di deterioramento cognitivo e demenza”.

Fonte: Journal of Gerontology: Medical Sciences 2016

Reuters Staff

(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science) 

16 Gennaio 2017

© Riproduzione riservata

Farmaci innovativi. L’accesso è bloccato dalla burocrazia: per un professionista su due il nodo sono piani terapeutici, note e autorizzazioni
Farmaci innovativi. L’accesso è bloccato dalla burocrazia: per un professionista su due il nodo sono piani terapeutici, note e autorizzazioni

I farmaci innovativi sono riconosciuti come una grande opportunità clinica. Ma tra la possibilità teorica di prescriverli e l’accesso reale del paziente continua a esserci un passaggio critico: la burocrazia....

Ema: 104 nuovi farmaci in un anno. La sfida è battere le carenze con l’intelligenza artificiale
Ema: 104 nuovi farmaci in un anno. La sfida è battere le carenze con l’intelligenza artificiale

Trent’anni fa nasceva a Londra un’agenzia che oggi, in silenzio, accompagna la salute di 450 milioni di europei e di innumerevoli animali. Nel 2025 l’Ema festeggia il suo trentesimo compleanno...

Salute materna. Lancet: l’emorragia post-partum colpisce 27 mln di donne e provoca 43mila morti ogni anno. Nuovo piano globale per ridurre i decessi
Salute materna. Lancet: l’emorragia post-partum colpisce 27 mln di donne e provoca 43mila morti ogni anno. Nuovo piano globale per ridurre i decessi

L’emorragia post-partum continua a rappresentare una delle emergenze ostetriche più gravi a livello mondiale. Secondo una nuova serie di articoli pubblicata su The Lancet, questa complicanza colpisce ogni anno circa...

Valproato e rischio disturbi nei figli. L’Ema frena: “Dati incoerenti, nessun nesso certo”
Valproato e rischio disturbi nei figli. L’Ema frena: “Dati incoerenti, nessun nesso certo”

Il valproato, farmaco ampiamente utilizzato contro l'epilessia e il disturbo bipolare, finisce ancora una volta al centro dell'attenzione del regolatorio europeo. Ma questa volta il verdetto è di segno diverso...