Anziani. Gli antipertensivi non aumentano il rischio di cadute

Anziani. Gli antipertensivi non aumentano il rischio di cadute

Anziani. Gli antipertensivi non aumentano il rischio di cadute
Secondo uno studio effettuato a Boston su 598 anziani, gli ACE inibitori e i calcio-antagonisti migliorano la funzionalità muscolare. Ciò potrebbe spiegare la loro correlazione con un rischio inferiore di cadute.

(Reuters Health) – Un nuovo studio prospettico ha riscontrato che, contrariamente a ciò che spesso si teme, un farmaco antipertensivo non aumenta il rischio di cadute in anziani sani e residenti in comunità. I risultati, pubblicati online su Hypertension, contraddicono un articolo del 2014 su JAMA Internal Medicine, secondo cui esisteva un elevato rischio di gravi lesioni dovute a cadute negli anziani che assumevano farmaci per abbassare la pressione, soprattutto fra coloro che erano già caduti precedentemente. Lo studio, guidato da Lewis Lipsitz, direttore dell’ Institute for Aging Research all’Hebrew Senior Life e professore di Medicina alla Harvard Medical School di Boston (USA), ha seguito per un anno 598 uomini e donne anziani che soffrivano di ipertensione. I partecipanti avevano un età compresa tra i 70 e i 97 anni e facevano parte dello studio Maintenance of Balance, Independent Living, Intellect and Zest in the Elderly Study di Boston (conosciuto anche come MOBILIZE Boston Study).

Al basale, l’89,5% dei soggetti coinvolti assumeva antipertensivi, tra cui gli inibitori del recettore dell’angiotensina (12,8%), gli inibitori dell’enzima convertitore dell’angiotensina (ACE) (34,7%), gli alfa-bloccanti (7,1%), i beta-bloccanti (51,9%), i calcio-antagonisti (29,3%) e i diuretici (47,0%). Durante il follow-up, 267 partecipanti (44,7%) sono caduti 541 volte. Il numero di cadute a persona andava da 0 a 17. 82 anziani (13,7%) sono caduti all’aperto,127 (21,2%) in spazi chiusi, 44 sia all’aperto che al chiuso (7,4%) e 164 (27,4%) si sono feriti in seguito alla caduta.14 pazienti sono caduti, ma non hanno saputo dare spiegazioni riguardo all’episodio. Le valutazioni – effettuate sottoponendo 311 pazienti a Doppler Transcranico -hanno riscontrato un flusso di sangue cerebrale (CBF) medio di 39,0 cm al secondo in coloro che erano caduti, e di 42,3 cm/s per quelli che non avevano subito cadute.

Un’analisi multivariata non ha mostrato nessuna relazione rilevante tra l’uso generale di antipertensivi e il rischio di cadute. Mentre nessuna categoria di farmaci ipertensivi è risultata associata a un maggior rischio di cadute. I pazienti che assumevano calcio-antagonisti avevano il 38% in meno di rischio di cadere e il 43% in meno di farlo in uno spazio chiuso. I soggetti sotto l’effetto di ACE inibitori avevano il 38% in meno di possibilità di cadute dannose. I pazienti caduti prima dell’inizio dello studio erano anche esposti a un minor rischio di qualsiasi tipo di caduta se sottoposti a terapia con calcio-antagonisti o ACE.

I ricercatori hanno riscontrato che, al basale, l volume del flusso ematico cerebrale era 43.3 cm/s per i pazienti in cura con calcio-antagonisti e di 40,0 cm/s in coloro che non assumevano questo tipo di farmaci. Inoltre, il volume del flusso ematico cerebrale era più elevato anche nei soggetti a cui venivano somministrati inibitori dell’ACE, sebbene non ci fosse una differenza rilevante dal punto di vista statistico.
 
“È stato dimostrato che gli ACE inibitori e i calcio-antagonisti migliorano la funzionalità muscolare – ha osservato Lewis Lipsitz – e ciò potrebbe spiegare la loro correlazione con un rischio inferiore di cadute, mentre un elevato volume del flusso ematico cerebrale potrebbe giustificare una parte del rischio ridotto di cadute associate ai calcio-antagonisti”."C’è un ampia varietà di trattamenti tollerabili dagli anziani”, ha commentato Kenneth Madden, della University of British Columbia e responsabile di Geriatria al Vancouver General Hospital (Canada), che ha revisionato lo studio”.

"Ad esempio, quando le persone invecchiano, specialmente se soffrono di ipertensione, anche i meccanismi fisiologici volti ad assicurare una continuità del flusso ematico al cervello potrebbero non funzionare. In questi casi, il trattamento con ipertensivi potrebbe portare a svenimenti”.

FONTE: Hypertension 2015

Anne Harding
(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science) 

Anne Harding

14 Maggio 2015

© Riproduzione riservata

Ema. Via libera a 12 nuovi farmaci, tra cui impianto oculare rivoluzionario e primo orale per la psoriasi
Ema. Via libera a 12 nuovi farmaci, tra cui impianto oculare rivoluzionario e primo orale per la psoriasi

Il Comitato per i medicinali per uso umano (Chmp) dell'Agenzia europea per i medicinali (Ema), riunito dal 20 al 23 luglio 2026, ha raccomandato l'approvazione di dodici nuovi farmaci e...

Prontuario farmaceutico, il Governo verso il cambio di rotta. Stop alla revisione per classi terapeutiche: si punta a una “pulizia” mirata e a rinegoziazione dei prezzi
Prontuario farmaceutico, il Governo verso il cambio di rotta. Stop alla revisione per classi terapeutiche: si punta a una “pulizia” mirata e a rinegoziazione dei prezzi

Una significativa correzione di rotta sulla revisione del Prontuario farmaceutico nazionale. È quanto sarebbe emerso, secondo quanto apprende Quotidiano Sanità, nel corso di un incontro che si è tenuto nei...

Disforia di genere, SIP e ACP rispondono al Garante Infanzia sulla guida contestata: “Strumento informativo e formativo, non una linea guida clinico-terapeutica”
Disforia di genere, SIP e ACP rispondono al Garante Infanzia sulla guida contestata: “Strumento informativo e formativo, non una linea guida clinico-terapeutica”

La Società Italiana di Pediatria e l’Associazione Culturale Pediatri intervengono nel dibattito sviluppatosi intorno alla guida “Oltre lo sguardo. Guida pratica su varianza di genere, orientamenti sessuali e omogenitorialità per...

Cieca, torna a vedere grazie ad un trapianto di una parte della retina e del segmento anteriore da un occhio all’altro. Prima volta al mondo, presso le Molinette di Torino
Cieca, torna a vedere grazie ad un trapianto di una parte della retina e del segmento anteriore da un occhio all’altro. Prima volta al mondo, presso le Molinette di Torino

Primato mondiale per la sanità italiana presso la Città della Salute e della Scienza di Torino. Per la prima volta nella storia della medicina, l'équipe della Clinica Oculistica universitaria dell'ospedale...