Apnee ostruttive del sonno. Con stimolazione del nervo ipoglosso, miglioramenti simili alla cPAP

Apnee ostruttive del sonno. Con stimolazione del nervo ipoglosso, miglioramenti simili alla cPAP

Apnee ostruttive del sonno. Con stimolazione del nervo ipoglosso, miglioramenti simili alla cPAP
Per chi soffre di apnee ostruttive del sonno, la stimolazione chirurgica del nervo ipoglosso costituisce una valida alternativa alla ventilazione meccanica a pressione positiva continua (cPAP). E’ quanto emerge da una ricerca USA, che ha confrontato le due metodiche utilizzando alcune scale di misurazione della patologia e degli obiettivi funzionali.

(Reuters Health) – I pazienti con apnee ostruttive del sonno (OSA) trattati con stimolazione del nervo ipoglosso (HNS), che innerva la lingua, hanno un miglioramento della qualità di vita, insonnia, sonnolenza e sintomi depressivi, paragonabili a quelli associati alla terapia con ventilazione meccanica a pressione positiva continua (cPAP). A osservarlo è una ricerca guidata da Harneet Walia del Miami Cardiac and Vascular Institute, in Florida, e pubblicato da JAMA Otolaryngology – Head and Neck Surgery.

I ricercatori americani hanno analizzato i dati relativi a pazienti con OSA, di cui 85 hanno ricevuto il trattamento HNS e 217 sono stati trattati con la cPAP. Un miglioramento significativo è stato osservato nei punteggi del Patient Health Questionnaire-9 (PHQ-9) per HNS rispetto a cPAP, differenza media -1,48; con miglioramenti simili nei punteggi di Epworth Sleepiness Scale (ESS), Functional Outcomes of Sleep Questionnaire (FOSQ) e Insomnia Severity Index (ISI).

In particolare, i tassi di differenze tra HNS rispetto a cPAP erano del 65% vs. 55%, per i punteggi ESS, 59% vs. 31% per il FOSQ, 29% vs. 24,4% per il PHQ-9, e 47% vs. il 36,4%, per l’ISI. Alla valutazione a un anno, poi, l’HNS ha mostrato miglioramenti significativi nel 61% dei pazienti, per ESS, nel 55%, per FOSQ, nel 30%, per PHQ-9, e nel 44%, per l’ISI.

“Visto che le OSA sono un disturbo diffuso associato alla compromissione della qualità di vita, i medici dovrebbero tendere al trattamento”, ha spiegato Walia. E sebbene il cPAP sia il trattamento di scelta, “se non funziona dovrebbero essere considerate terapie alternative come la stimolazione del nervo ipoglosso, messo a punto per i pazienti con OSA da moderata a grave, che non tollerano la cPAP”. Il trattamento, tuttavia, “non è adatto per i pazienti obesi, quelli con OSA prevalentemente centrali, quelli con collasso concentrico del palato molle e le pazienti in gravidanza”, ha spiegato l’esperta.

Fonte: JAMA Otolaryngology – Head and Neck Surgery

Marilynn Larkin

(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science) 

Marilynn Larkin

26 Novembre 2021

© Riproduzione riservata

Morbillo. Bambino morto a New York: primo decesso in 30 anni. Hochul accusa l’amministrazione Trump. Ecco perché ha ragione
Morbillo. Bambino morto a New York: primo decesso in 30 anni. Hochul accusa l’amministrazione Trump. Ecco perché ha ragione

Un bambino è morto, una governatrice democratica attacca un presidente repubblicano, il morbillo torna a uccidere dopo trent'anni. La morte è avvenuta nello Stato di New York ed è il...

Payback dispositivi medici 2015-2018. Il Consiglio di Stato sospende gli atti ministeriali: stop ai recuperi con effetti su tutte le imprese
Payback dispositivi medici 2015-2018. Il Consiglio di Stato sospende gli atti ministeriali: stop ai recuperi con effetti su tutte le imprese

Nuovo, importante passaggio giudiziario nella lunga vicenda del payback sui dispositivi medici. Il Consiglio di Stato, con l’ordinanza cautelare n. 4658/2026, pubblicata oggi, ha accolto l’istanza presentata dalla società Iatrotek...

Payback dispositivi medici. Confindustria DM: “Conto da 12,5 miliardi per le imprese entro il 2029”
Payback dispositivi medici. Confindustria DM: “Conto da 12,5 miliardi per le imprese entro il 2029”

Un conto complessivo stimato in 12,5 miliardi di euro per le imprese dei dispositivi medici nel periodo 2019-2029, con una prima rata relativa al 2019 da versare entro il 30...

Emofilia. Le terapie migliorano la vita dei pazienti ma l’assistenza non tiene il passo, cinque priorità per superare le disuguaglianze
Emofilia. Le terapie migliorano la vita dei pazienti ma l’assistenza non tiene il passo, cinque priorità per superare le disuguaglianze

Le nuove terapie hanno profondamente cambiato la storia dell'emofilia, consentendo ai pazienti di vivere più a lungo e con maggiori possibilità di autonomia. Ma l'organizzazione dell'assistenza non ha tenuto il...