Tumore ovarico. Meno vittime negli ultimi 10 anni grazie all’uso della pillola anticoncezionale

Tumore ovarico. Meno vittime negli ultimi 10 anni grazie all’uso della pillola anticoncezionale

Tumore ovarico. Meno vittime negli ultimi 10 anni grazie all’uso della pillola anticoncezionale
E' quanto emerge da una ricerca dell’Università di Milano e dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, pubblicata su Annals Oncology, nella quale si sottolineano i benefici per la salute della donna. In Europa la mortalità per questo cancro si è ridotta mediamente del 10%, mentre negli Stati Uniti, dove l'uso della pillola si è diffuso in anticipo rispetto ad altri Paesi e in maniera più capillare, la riduzione è stata del 16%.

I benefici extra contraccettivi della pillola e l’attività protettiva degli estro-progestinici nei confronti di alcuni tumori è da tempo nota. Oggi questo è ribadito e suffragato dai risultati di una ricerca condotta da Carlo La Vecchia dell'Università di Milano, insieme a Eva Negri dell'IRCCS Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano e pubblicata sulla rivista Annals of Oncology.
 
“Tra le false credenze sulla pillola anticoncezionale c’è proprio quella che favorisca i tumori. – dichiara Annibale Volpe, Past Presidente della Società Italiana della Contraccezione (Sic) – Come Sic abbiamo sempre sostenuto e chiarito il contrario e oltre a questa ricerca, anche altri studi clinici di grande rilevanza** hanno dimostrato come gli estro-progestinici siano efficaci nel prevenire il tumore all’ovaio, così come quello dell’endometrio e del colon retto”.
 
Secondo la recente ricerca l'uso della pillola ha ridotto notevolmente i decessi per cancro dell'ovaio nel decennio 2002-2012 in tutto il mondo, specie in Usa e in tutti quei Paesi dove le donne hanno iniziato molto presto a utilizzare il contraccettivo orale. Si è osservato inoltre che in Europa la mortalità per questo cancro si è ridotta mediamente del 10% (da un tasso di 5,76 per 100.000 donne nel 2002 a uno di 6,19 nel 2012), mentre negli Stati Uniti, dove l'uso della pillola si è diffuso in anticipo rispetto ad altri Paesi e in maniera più capillare, la riduzione è stata del 16% (da un tasso di 5,76 per 100.000 donne nel 2002 a uno di 4,85 nel 2012). Il calo della mortalità dipenderebbe anche dalla diagnosi precoce del tumore ovarico, che ha sì una bassa incidenza nel nostro Paese (circa 5000 nuovi casi l'anno) ma un’alta mortalità.
 
“Sappiamo che in caso di carcinoma a carico dell’ovaio, come per quello endometriale, con l’uso di contraccettivi orali il rischio si riduce fino al 50% e l’effetto protettivo degli estroprogestinici persiste per più di 20 anni dopo la sospensione e nel corso della post menopausa. Un beneficio da non ignorare -ha commentato  Franca Fruzzetti, Ginecologa dell'Ospedale Santa Chiara di Pisa e membro della Sic -. Del resto la pillola è un’alleata importante per la salute generale della donna. Degli studi inglesi** condotti su oltre 300mila donne seguite per lungo tempo hanno anche dimostrato che la pillola non solo riduce la morbilità e mortalità per tumori, ma anche la mortalità in generale per qualunque causa.”

13 Settembre 2016

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