Asco. A Silvio Monfardini il “B.J. Kennedy Award” per i suoi studi sui tumori degli anziani

Asco. A Silvio Monfardini il “B.J. Kennedy Award” per i suoi studi sui tumori degli anziani

Asco. A Silvio Monfardini il “B.J. Kennedy Award” per i suoi studi sui tumori degli anziani
Il prestigioso riconoscimento internazionale è stato conferito oggi al congresso 51° Congresso dell’American Society of Clinical Oncology (Asco) in corso a Chicago fino al 2 giugno. Si tratta del primo ricercatore italiano a vincerlo. Monfardini è autore di oltre 340 pubblicazioni scientifiche.

Prestigioso riconoscimento internazionale per Silvio Monfardini, direttore del Programma di Oncologia Geriatrica dell’Istituto “Palazzolo-Fondazione Don Gnocchi” di Milano. Al ricercatore italiano è stato conferito oggi il B.J. Kennedy Award and Lecture for Scientific Excellence in Geriatric Oncology al 51° Congresso dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO) in corso a Chicago fino al 2 giugno. Il premio, attribuito per la prima volta a un oncologo italiano, riconosce il contributo decisivo nella ricerca, diagnosi e trattamento del cancro negli anziani. Monfardini, esperto di livello internazionale, è autore di più di 340 pubblicazioni scientifiche, di cui oltre 95 nel settore dell’oncologia geriatrica.

Nel 2014 in Italia sono stati diagnosticati 365.500 nuovi casi di tumore. Il 60% del totale delle neoplasie colpisce gli anziani oltre i 65 anni ed oltre il 70% delle morti per tumore si verifica in questa fascia di età. “Nel nostro Paese – spiega Silvio Monfardini – finora non è stata riservata sufficiente attenzione a questa popolazione di pazienti, a differenza di quanto avviene ad esempio negli Stati Uniti, in Francia, in Olanda e in Belgio. Serve un cambio di passo e iniziative concrete che coinvolgano questi pazienti. L’accesso alle cure diventa più difficile con l’avanzare degli anni. E gli anziani sono esclusi dalle sperimentazioni cliniche dei farmaci innovativi. Per questo molto spesso non sappiamo come rispenderanno ai nuovi trattamenti”.

“Alcune aree specifiche devono essere migliorate – continua Monfardini -. Ad esempio, è fondamentale diminuire in questi pazienti il rischio operatorio con una valutazione geriatrica prima dell’intervento. Un aiuto potrebbe essere offerto in casi selezionati per alcune neoplasie dalla cosiddetta Radiologia Intervenzionale, meno invasiva, ma sono troppo pochi gli studi per i pazienti anziani in questo ambito. Un altro settore che merita particolare attenzione, finora sottovalutato, è quello costituito dagli anziani lungosopravviventi, per cui i controlli di follow up dovrebbero anche considerare gli aspetti legati ad altre malattie associate e i difetti funzionali non solo quindi quelli oncologici. Infatti il 39% degli italiani che convivono con una precedente diagnosi di tumore (quasi 900.000 persone) ha un’età compresa tra 60 e 74 anni, il 34% è over 75 (oltre 750.000 persone). In quest’ultima fascia di età, la percentuale di cittadini con diagnosi di neoplasia è particolarmente elevata (il 19% degli uomini e il 13% delle donne). E mancano sperimentazioni sui pazienti fragili, non autonomi, che rappresentano almeno il 25% degli over 70”.

“La vera chiave di volta – conclude Monfardini – come ho sottolineato nella lettura magistrale al Congresso ASCO, è rappresentata dalla collaborazione fra geriatri e oncologi. Finora è mancato il dialogo fra queste due categorie di professionisti. Uno scambio che dovrebbe includere anche le altre figure coinvolte, i chirurghi e i radioterapisti. La geriatria dovrebbe entrare nel mondo dell’oncologia medica e viceversa. A Treviso dall’8 all’11 luglio organizzeremo il corso SIOG ASCO Treviso Geriatric Oncology Advanced Course, proprio per costruire una relazione fra le due categorie che parta da una effettiva conoscenza delle rispettive competenze”.

Monfardini è stato presidente della Società Europea di Oncologia Medica (1984-1987), dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (1986-1988) e della Società Internazionale di Oncologia Geriatrica (2003-2004). Ha diretto l’Oncologia Medica dell’Istituto Oncologico Veneto di Padova ed è stato direttore scientifico dell’Istituto Nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori di Napoli e del Centro di Riferimento Oncologico di Aviano. 

31 Maggio 2015

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