Attivazione del midollo osseo legata ad aterosclerosi e sindrome metabolica

Attivazione del midollo osseo legata ad aterosclerosi e sindrome metabolica

Attivazione del midollo osseo legata ad aterosclerosi e sindrome metabolica
L’attivazione del midollo osseo, evidenziata dall’imaging vascolare, è associata ad aterosclerosi precoce e sindrome metabolica in individui di mezza età apparentemente sani. Ad osservarlo è stato un team di ricercatori spagnoli. I risultati dello studio sono stati pubblicati dall’European Heart Journal.

(Reuters Health) – Per esplorare l’associazione tra attività del midollo e fattori di rischio cardiovascolare e infiammazione nell’aterosclerosi, il team di ricercatori guidato da Valentin Fuster e Borja Ibanez, del Centro Nacional de Investigaciones Cardiovasculares di Madrid, ha valutato l’attivazione del midollo attraverso l’esame di imaging PET/MRI 18F-FDG su 745 individui apparentemente sani coinvolti dello studio Progression of Early Sublinical Atherosclerosis, nelle vertebre lombari, sui quali è stato misurato anche lo stato dell’infiammazione sistemica, attraverso marker circolanti.

Dai risultati è emerso che i partecipanti con attivazione del midollo osseo erano più frequentemente uomini e più di frequente presentavano sindrome metabolica, (22,2% vs 6,7%).

L’attivazione del midollo, inoltre, era significativamente associata a tutti i componenti della sindrome metabolica ed era associata a un aumento dell’emopoiesi, con conta leucocitaria significativamente elevata, e dei marcatori di infiammazione sistemica tra cui proteina C-reattiva, ferritina, fibrinogeno, P-selectina e molecole di adesione cellulare vascolare-1. Questo ha fatto concludere ai ricercatori che “l’attivazione del midollo sembra essere un fenomeno precoce nello sviluppo dell’aterosclerosi”.

“Questi risultati mostrano che il midollo osseo ha un ruolo centrale nell’associazione tra disturbi metabolici e aterosclerosi, un meccanismo precedentemente sconosciuto”, spiega Ibanez, che sottolinea come “l’iperreattività del midollo è massima in presenza di fattori di rischio associati alla sindrome metabolica”.

“Ciò che è interessante è che abbiamo a che fare con un meccanismo di difesa del midollo, che si prende cura dell’eccesso di colesterolo nelle arterie. Un meccanismo che, però, può andare contro il paziente se la risposta è eccessiva, come mostrato in questo studio, in cui la risposta è indotta da una serie di fattori di rischio della sindrome metabolica”, precisa Fuster.

Fonte: European Heart Journal

Marilynn Larkin

(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science) 

Marilynn Larkin

30 Marzo 2022

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