Bambini. Il patrimonio linguistico in età prescolare predice la capacità di apprendimento

Bambini. Il patrimonio linguistico in età prescolare predice la capacità di apprendimento

Bambini. Il patrimonio linguistico in età prescolare predice la capacità di apprendimento
La ricchezza del patrimonio linguistico è correlata a una minore incidenza di disturbi come l’autismo ed è associata a un migliore inserimento sociale del bambino. Fondamentali sono gli anni che precedono l’ingresso a scuola.

(Reuters Health) – Il patrimonio linguistico dei piccoli in età pre-scolare predice la capacità di apprendimento meglio dei fattori ambientali, familiari e pediatrici. E’ quanto emerge dalla ricerca australiana Victoria Study (ELV). All’età di 7 anni una ridotta conoscenza delle parole – definita come capacità espressiva e di comprensione di 1,25 al di sotto della media di 81 – è associata a problemi socio-emotivi, comportamentali, di alfabetizzazione e a limitazioni della qualità della vita salute-correlate.I ricercatori, che hanno pubblicato la ricerca online su Pediatrics, fanno notare che tra il 7% e il 20% dei bambini presenta un basso livello linguistico in età pre-scolare e nei primi anni di scuola che li mette a rischio di incorrere in una serie di problemi.
 
Lo studio
Il gruppo di studiosi – utilizzando la coorte ELVS – ha valutato le abilità linguistiche dei bambini di 7 anni, insieme con alcuni fattori dei primi anni di vita, usando parametri che potessero essere considerati elementi predittori delle capacita linguistiche e delle difficoltà a esse associate, quali autismo, alfabetizzazione, condizioni emotive, comportamentali, sociali e la qualità della vita correlata alla salute. I fattori dei primi anni di vita hanno incluso sesso, prematurità, peso alla nascita, parto gemellare, status socio-economico, lingua madre non inglese e storia familiare di disturbi del linguaggio. Inoltre, sono stati considerati alcuni fattori materni come la salute mentale, il vocabolario, l’istruzione e l’età, oltre alle conoscenze del bambino all’età di 2-4 anni. A 7 anni quasi il 19% dei piccoli (227 su 1.204) aveva problemi di linguaggio.
 
Una ridotta capacità linguistica si associava a concomitanti difficoltà di alfabetizzazione, socio-emotive, comportamentali e a limitazioni scolastiche e psico-sociali. In base a queste evidenze, i ricercatori suggeriscono il monitoraggio dei progressi dei bambini con bassa capacità linguistica all’età di 4 anni. I ricercatori, inoltre, sottolineano come sia fondamentale che le scuole riconoscano l’importanza delle competenze linguistiche orali nella normale acquisizione dell’alfabetizzazione sociale ed emotiva dei bambini e che si attrezzino e supportino la promozione di strategie per un sano sviluppo del linguaggio in tutti i bambini.

Fonte: Pediatrics

Reuters Staff

(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)  

13 Febbraio 2017

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