Bpco. Le e-cig e il tabacco riscaldato possono ridurre il danno per i pazienti che non vogliono smettere di fumare

Bpco. Le e-cig e il tabacco riscaldato possono ridurre il danno per i pazienti che non vogliono smettere di fumare

Bpco. Le e-cig e il tabacco riscaldato possono ridurre il danno per i pazienti che non vogliono smettere di fumare
Una nuova revisione scientifica della letteratura – condotta da Riccardo Polosa e dai medici del Guy’s & St Thomas’ Hospitals di Londra – dimostra che le sigarette elettroniche e i prodotti a base di tabacco riscaldato riducono il danno da fumo anche nei pazienti con Bpco che hanno difficoltà a smettere di fumare.

Mentre in Italia scoppia il caso “stretta sul fumo” e nel mirino del Ministero della Salute vengono inserite anche le sigarette elettroniche al pari delle combustibili, in ambito scientifico il dibattito è già andato oltre. Una nuova ed innovativa revisione scientifica pubblicata su Expert Review of Respiratory Medicine dal titolo “Impatto delle sigarette elettroniche e dei prodotti del tabacco riscaldati sulla BPCO: prove attuali ed emergenti” dimostra l’efficacia dei dispositivi senza combustione anche sui fumatori affetti da Broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) che hanno difficoltà a smettere di fumare.

La revisione, condotta da Riccardo Polosa insieme ai medici del Guy’s & St Thomas’ Hospitals di Londra, esamina sistematicamente la letteratura attuale sulle sigarette elettroniche e sui prodotti a base di tabacco riscaldato.

La BPCO è una malattia polmonare cronica caratterizzata da difficoltà respiratorie dovute a infiammazioni delle vie aeree spesso, ma non sempre, provocate dall’abitudine al fumo di sigaretta convenzionale. A livello globale, sono più di 65 milioni le persone colpite da questa malattia, con più di 3 milioni di pazienti affetti solo in Italia. La BPCO uccide. La BPCO è la terza principale causa di morte a livello mondiale, e causa più di 3 milioni di morti ogni anno.

Rallentare la progressione della malattia, ridurre le riacutizzazioni respiratorie e migliorare la qualità della vita sono esigenze insoddisfatte nella gestione dei pazienti. La cessazione del fumo è l’unico metodo provato e noto utile a migliorare le condizioni della malattia ma è scoraggiante che la maggior parte dei programmi per smettere di fumare non sembrino funzionare per la stragrande maggioranza dei fumatori con BPCO e che, addirittura, molti pazienti continuino a fumare nonostante i loro sintomi.

Considerato che sono disponibili solo informazioni limitate sull’impatto dei prodotti senza combustione sulla BPCO, un gruppo di ricerca del CoEHAR – Centro di Eccellenza Internazionale per la Ricerca sulla Riduzione del Danno da Fumo – guidato dal suo fondatore, Riccardo Polosa, ha scritto questo articolo di revisione per identificare e valutare criticamente le prove esistenti dagli studi effettuati sull’uomo (e non sugli animali) circa gli effetti sulla salute respiratoria dovuti al passaggio all’utilizzo di prodotti senza combustione per i pazienti con BPCO che fumano sigarette convenzionali. L’obiettivo principale è fornire ai medici prove sugli effetti del passaggio all’utilizzo di questi prodotti e promuovere raccomandazioni utili all’alfabetizzazione sanitaria nei pazienti con BPCO.

“I pazienti con BPCO che hanno difficoltà a smettere di fumare dovrebbero infatti prendere in considerazione la possibilità di sostituire le sigarette convenzionali con prodotti senza combustione come le sigarette elettroniche o i prodotti a base di tabacco riscaldato. Sebbene non privi di rischi, è riconosciuto che questi prodotti rilasciano emissioni tossiche molto inferiori rispetto alle sigarette combustibili – afferma Riccardo Polosa – La nostra revisione è un riferimento importante per i soggetti interessati all’impatto del fumo, alla cessazione o alla eventuale sostituzione”

“La mia esperienza clinica mi dice che la maggior parte dei fumatori con BPCO non ha una buona ragione per smettere e molti continuano a fumare nonostante i loro sintomi – afferma Jaymin B. Morjaria, Department of Respiratory Medicine, Guy’s & St Thomas’ NHS Foundation Trust – Per questi pazienti, dovrebbe essere presa in considerazione l’alternativa di ridurre gli effetti negativi sulla salute del fumo passando dalle sigarette convenzionali alle elettroniche. Sebbene le prove siano ancora limitate, l’uso di tecnologie senza combustione può migliorare la qualità della vita nei pazienti con BPCO che abbandonano il fumo di tabacco”

24 Gennaio 2023

© Riproduzione riservata

Medicina tradizionale. Oms: “Serve più ricerca per capire cosa è sicuro, efficace e appropriato”
Medicina tradizionale. Oms: “Serve più ricerca per capire cosa è sicuro, efficace e appropriato”

Miliardi di persone nel mondo utilizzano la medicina tradizionale, complementare e integrativa come parte del proprio percorso di cura. Eppure meno dell’1% dei finanziamenti globali per la ricerca sanitaria è...

Mpox. Ecdc: nell’Ue/See stabile la circolazione del clade I, mentre continua a diminuire il clade II
Mpox. Ecdc: nell’Ue/See stabile la circolazione del clade I, mentre continua a diminuire il clade II

Il numero complessivo di casi di mpox di clade I segnalati nell’Unione europea e nello Spazio economico europeo resta relativamente stabile, nonostante l’aumento delle notifiche osservato durante i mesi estivi....

Tumori pediatrici, Settembre d’Oro: “L’obiettivo è arrivare al 100% delle guarigioni e garantire qualità di vita dopo le cure”
Tumori pediatrici, Settembre d’Oro: “L’obiettivo è arrivare al 100% delle guarigioni e garantire qualità di vita dopo le cure”

Circa 2.500 nuove diagnosi ogni anno, un tasso di guarigione che oggi raggiunge l’80% e una sfida ancora aperta per quei bambini e adolescenti che non riescono a superare la...

Obesità infantile. Iss: oltre 7 adolescenti su 10 restano obesi anche da adulti. “Intervenire precocemente”
Obesità infantile. Iss: oltre 7 adolescenti su 10 restano obesi anche da adulti. “Intervenire precocemente”

L’obesità infantile non è una condizione transitoria, ma una patologia cronica che spesso accompagna bambini e adolescenti fino all’età adulta, incrementando sensibilmente il rischio di diabete, malattie cardiovascolari, patologie tumorali...