Calano le vaccinazioni (no Covid) tra gli adulti. Il punto al 54esimo congresso SItI

Calano le vaccinazioni (no Covid) tra gli adulti. Il punto al 54esimo congresso SItI

Calano le vaccinazioni (no Covid) tra gli adulti. Il punto al 54esimo congresso SItI
In occasione del 54esimo congresso nazionale della Società italiana di igiene gli esperti hanno ricordato l’importanza di vaccinare gli adulti e in particolare i pazienti fragili contro patologie come l’infezione meningococcica e l’herpes zoster contro cui è da poco disponibile un nuovo vaccino

Nel corso del 54esimo congresso nazionale della Società italiana di igiene – che è svolto dal 3 al 6 novembre a Lecce – gli esperti di tutta Italia hanno discusso di vaccinazioni, e in particolare del “calendario della vita”, che segna la frequenza con la quale ciascuno dovrebbe vaccinarsi in base alle proprie condizioni.

“Nel post pandemia – spiega Andrea Siddu, dirigente medico presso l’ufficio prevenzione del Ministero della salute – il livello delle vaccinazioni raccomandate è diminuito. È indispensabile individuare un sistema più efficiente di monitoraggio dell’anagrafe vaccinale, anche nelle singole Regioni (e per questo – aggiunge – speriamo nei fondi del Pnrr) e rafforzare i Dipartimenti di prevenzione”.

La pandemia da Covid-19 ci ha insegnato l’utilità delle prenotazioni on line, degli hub vaccinali, delle campagne di informazione nelle scuole, ma ci sono anche le criticità del post pandemia. “Le vaccinazioni pediatriche hanno retto – commenta Maria Teresa Sinopoli, igienista della Asl Roma 4 – perché sono obbligatorie e perché siamo riusciti negli anni a creare la base culturale che ne dà per scontata l’importanza. Ma sul resto c’è stato un calo”.
 
Un’attenzione particolare deve essere dedicata ai soggetti fragili, come i pazienti immunocopromessi. A questo proposito, Laura Sticchi, immunologa e igienista al San Martino di Genova ricorda l’importanza della vaccinazione contro il meningococco per categorie a rischio come i soggetti con immunodeficienza acquisita o congenita e contro l’herpes zoster (HZ).
 
Diverse Regioni, tra cui la Liguria, si stanno attivando per mettere a disposizione della popolazione il nuovo vaccino adiuvato contro l’HZ: “il nuovo vaccino ci permetterà di cambiare l’approccio vaccinale nei confronti di popolazioni ultra fragili che per le loro condizioni non possono ricevere un vaccino vivo attenuato”, conclude Sticchi.

La vaccinazione contro l’herpes zoster è entrata a far parte del Piano nazionale di prevenzione vaccinale nel 2017 e il nuovo vaccino disponibile in Italia da quest’anno ha registrato risultati importanti in termini di efficacia.
 
“È un vaccino sicuro, efficace e duraturo nel tempo” osserva Roberto Ieraci, direttore Uoc Vaccinazioni internazionali Asl Roma 1. “Può essere co-somministrato in tranquillità con tutti i vaccini inattivati, compreso l’antinfluenzale”.
 
L’HZ, noto anche come fuoco di Sant’Antonio, ha effetti invalidanti nella vita dei pazienti che ne sono colpiti. Le complicanze sono significative: la nevralgia post erpetica è causa di dolori spesso terribili per cui non esiste una terapia soddisfacente. La patologia può avere conseguenze più gravi nei pazienti fragili. Il nuovo vaccino ha una risposta più che soddisfacente in termini di copertura, che non mostra segnali di diminuzione con il passare del tempo. Meno soddisfacenti sono i risultati sul fronte della vaccinazione, ad ora lontanissima dall’obiettivo del 50% previsto dal Piano vaccinale.
Ieraci conclude: “nella regione Lazio stiamo lavorando per far sì che anche questo nuovo vaccino sia disponibile, soprattutto per i soggetti immunodepressi e immunosoppressi – tra cui i pazienti oncologici o le persone trattate con farmaci biologici e immunosoppressori, che ne hanno più bisogno”.

Fonte: adnkronos

08 Novembre 2021

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