Cancro al polmone. In futuro diagnosi precoci grazie a nuovi biomarcatori

Cancro al polmone. In futuro diagnosi precoci grazie a nuovi biomarcatori

Cancro al polmone. In futuro diagnosi precoci grazie a nuovi biomarcatori
Ricercatori Usa hanno individuato una coppia di biomarcatori che, combinati insieme, sembrano in grado di identificare precocemente la malattia in 8 pazienti su 10. Necessarie ulteriori ricerche. La Tac a basso dosaggio rimane comunque lo strumento chiave per diagnosi precoce. Lo studio sul Journal of Clinical Oncology

Un gruppo di ricercatori dell’Università della California a Davis ha individuato una coppia di biomarcatori, che, combinati insieme, potrebbero in futuro essere utili come strumento per una precoce individuazione del cancro al polmone, il secondo tipo di tumore maligno più diffuso. Lo studio, condotto dalla West Coast Metabolomics Center presso University of California (UC) Davis, è stato pubblicato sul Journal of Clinical Oncology.
La coppia di biomarcatori è composto da una molecola chiamata diacetilspermina (non nuova ai ricercatori) ed una sostanza già identificata come biomarcatore, ovvero la proteina Pro-SP-B (proteina B precursore del surfattante).
 
“La diagnosi precoce è la chiave per la lotta contro il cancro al polmone”, ha affermato Oliver Fiehn, direttore del Centro di Metabolomica e professore di Biologia molecolare e cellulare presso la Università UC Davis.
Attualmente la diagnosi precoce può essere effettuata tramite Tac (tomografia computerizzata) a basso dosaggio da ripetere regolarmente, indicata all’interno della popolazione a rischio per cancro al polmone. “Tuttavia, questi test sono molto costosi e comportano un’esposizione ai raggi X”, sottolineano i ricercatori, che si sono posti l’obiettivo di individuare biomarcatori dello sviluppo della malattia presenti nel sangue dei pazienti.
 
In generale, in tutto il mondo la ricerca per la lotta del cancro al polmone si occupa di rintracciare e studiare possibili biomarcatori (ecco un esempio di uno studio recente su questo tema), ovvero ‘firme biologiche’ della presenza della malattia, per poter ottenere una diagnosi precoce.
In particolare, il laboratorio di Fiehn è specializzato in Metabolomica, un approccio scientifico relativamente nuovo che prevede l’analisi di tutti i prodotti biochimici del metabolismo (chiamati appunto metaboliti) sia nelle cellule che nei tessuti. Un po’ come una sorta di lente di ingrandimento di alcuni meccanismi cellulari alla base del funzionamento del nostro organismo, questo approccio, reso possibile dalle nuove tecnologie e dall’utilizzo sempre più avanzato degli strumenti computazionali, apre nuove prospettive di comprensione e indagine di numerosi processi biologici, spiegano i ricercatori della UC Davis.
 
In primo luogo, i ricercatori hanno avuto accesso ai dati di uno studio clinico, chiamato CARET, condotto dal 1985 al 1996. Questo trial, che aveva come obiettivo quello di stimare se i dosaggi di vitamine antiossidanti fossero in grado di prevenire lo sviluppo del cancro all’interno di un gruppo di forti fumatori e altre persone a rischio della malattia, ebbe esito fallimentare; tuttavia, i campioni di siero, sangue, tessuti e i dati relativi a questi campioni sono stati conservati nel ‘Biodeposito CARET’.
 
Così, applicando la Metabolomica a questo materiale, i ricercatori William R. Wikoff ed Oliver Fiehn hanno scoperto che la molecola N1,N12diacetilspermina (DAS), del gruppo delle poliammine, un insieme di sostanze coinvolte nella crescita cellulare che sono sovra-regolate nel tumore e in altri tessuti a rapida crescita risultava quasi doppia nel siero dei pazienti cui è stato poi diagnosticato il cancro al massimo a sei mesi di distanza rispetto al gruppo di controllo.
 
Gli scienziati hanno poi combinato questa sostanza con un biomarcatore del cancro già identificato, la proteina Pro-SP-B, ed hanno poi testato entrambi i marcatori in un altro set di siero raccolto dai pazienti dello studio CARET mesi prima della comparsa del cancro.
“Presi singolarmente, questi marcatori sono risultati predittivi [del cancro al polmone ndr] circa al 70%, mentre, combinati insieme la loro ‘predittività’ è salita all’80%", ha spiegato Fiehn. I ricercatori sottolineano che in base a questo risultato, mediante questo test combinato 8 persone su 10 riceverebbero una diagnosi corretta e precoce.
 
In futuro, nell’ipotesi che questo doppio marcatore possa essere utilizzato come test clinico, spiegano i ricercatori, questi pazienti potrebbero ricevere indicazione di effettuare una Tac a basso dosaggio per confermare la presenza della malattia.
Il prossimo step, ha dichiarato Fiehn, consiste nell’effettuare altri studi in più ampie coorti di pazienti  per validare questo risultato.  
 
Viola Rita
 
*W. R. Wikoff, S. Hanash, B. DeFelice, S. Miyamoto, M. Barnett, Y. Zhao, G. Goodman, Z. Feng, D. Gandara, O. Fiehn, A. Taguchi.Diacetylspermine Is a Novel Prediagnostic Serum Biomarker for Non-Small-Cell Lung Cancer and Has Additive Performance With Pro-Surfactant Protein BJournal of Clinical Oncology, 2015; DOI:10.1200/JCO.2015.61.7779
Lo studio è stato finanziato da National Institutes of Health, Department of Defense.

Viola Rita

20 Agosto 2015

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