Cancro e giovani. Qualità della vita bassa a due anni dalla diagnosi

Cancro e giovani. Qualità della vita bassa a due anni dalla diagnosi

Cancro e giovani. Qualità della vita bassa a due anni dalla diagnosi
Giovani e qualità della vita dopo un cancro. Uno studio olandese mette in evidenza come sia difficile ricominciare una vita normale. Il lavoro e la scuola, così come le reti sociali, possono contribuire al recupero, affiancate da un supporto assistenziale.

(Reuters Health) – La salute fisica e mentale correlate alla qualità della vita negli adolescenti e giovani adulti (AYA) malati di cancro (HRQoL) resta bassa a due anni dalla diagnosi. È quanto emerge da uno studio condotto in Olanda. La diagnosi di cancro e i trattamenti cui sono sottoposti adolescenti e giovani adultui possono influire negativamente sotto gli aspetti fisico, psicologico, sociale e relazionale. A oggi sono ancora pochi gli studi sulla qualità della vita dei giovani alle prese con una neoplasia, mentre invece n n mancano informazioni sugli adulti sopravvissuti a un cancro infantile.
 
Lo studio
I ricercatori hanno esaminato 176 pazienti con diagnosi di cancro dai 15 ai 39 anni che hanno completato l’HRQoL Short Form 36 – un testa che misura la qualità della vita – entro 4 mesi dalla diagnosi di cancro e poi a distanza di 12 e 24 mesi. I risultati hanno evidenziato che i pazienti che non frequentavano la scuola o il lavoro presentavano un HRQoL peggiore rispetto a quelli che studiavano o lavoravano. Inoltre HRQoL risultava migliore nei pazienti non in trattamento rispetto a quelli in terapia.
 
“Essere occupati nel lavoro o nello studio durante il trattamento può aiutare i pazienti a mantenere la normalità e le relazioni sociali con colleghi, compagni, amici e quindi a minimizzare i disagi della vita”, afferma Olga Husson, una delle autrici dello studio.” Il fatto che le funzioni fisiche e sociali siano state tra i domini HRQoL più colpiti 2 anni dopo la diagnosi di cancro denota l’importanza di una consulenza di sostegno psicologica e degli interventi scolastici, per aiutare i giovani pazienti ad essere coinvolti nel lavoro e nelle attività scolastiche e a mitigare le periodiche interruzioni dovute ai trattamenti, influendo positivamente sulla sopravvivenza”.
 
Fonte: Journal of Clinical Oncology
 
Reuters Staff
 
(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

30 Gennaio 2017

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