Carcinoma dell’ovaio. Obiettivo: identificare le cellule malate. L’ISS nel progetto europeo Hercules

Carcinoma dell’ovaio. Obiettivo: identificare le cellule malate. L’ISS nel progetto europeo Hercules

Carcinoma dell’ovaio. Obiettivo: identificare le cellule malate. L’ISS nel progetto europeo Hercules
Finanziato con 6 milioni di euro per cinque anni nell’ambito di Horizon 2020 Research and Innovation Program, Hercules partirà il 1° gennaio 2016, sotto il coordinamento dell’Università di Helsinki (Finlandia). A comporre il network delle collaborazioni, oltre l’ISS, ci sono l’Università di Turku e l’Hospital District of South-West della Finlandia.

Identificare le cellule di cui si compone il tumore ovarico, capire come rispondono alle terapie e cosa le rende ad esse resistenti. E’ questo l’obiettivo del progetto europeo Hercules che, per la prima volta, analizza in dettaglio un sottotipo di tumore ovarico, il più comune, ma anche il più grave e difficile da trattare. Il progetto è frutto di una collaborazione internazionale in cui l’Istituto Superiore di Sanità ha il compito di identificare e classificare le popolazioni cellulari cancerose. 

Finanziato con sei milioni di euro per cinque anni nell’ambito di Horizon 2020 Research and Innovation Program, Hercules partirà il 1° gennaio 2016, sotto il coordinamento dell’Università di Helsinki (Finlandia). A comporre il network delle collaborazioni, oltre l’ISS, ci sono l’Università di Turku e l’Hospital District of South-West della Finlandia (che tra i vari compiti, hanno quello di reclutare i pazienti), l’Istitute Pasteur in Francia, il Karolinska Institutet in Svezia e, ancora una volta, un ente di ricerca italiano, quale l’ateneo di Trieste, per la validazione dei risultati, mentre il test per la predizione della risposta ai farmaci sarà sviluppato da AB Analitica, azienda italiana specializzata nella progettazione, sviluppo e immissione in commercio di dispositivi medico-diagnostici.

"Il progetto Hercules va a scandagliare con una precisione senza precedenti un tumore che colpisce in Europa oltre 40 mila donne ogni anno – afferma Mauro Biffoni, a capo della ricerca condotta in ISS – una neoplasia, la cui variabilità genetica, ovvero la presenza di diverse ed eterogenee popolazioni cellulari caratterizzate da un ampio numero di mutazioni, rende assai difficile la ricerca di una terapia idonea".

I campioni delle pazienti saranno usati per studiare la funzione dei geni e delle proteine a livello della singola cellula per mezzo delle tecnologie più avanzate di citometria di massa, di metodi di sequenziamento e computazionali. L’obiettivo dei ricercatori è la messa a punto di un set di biomarcatori in grado di individuare le differenti popolazioni di cellule a partire da campioni di tessuto. Poi, il secondo passo sarà quello di utilizzare questi campioni di tessuto e le linee cellulari per studiare la risposta delle cellule tumorali ai differenti trattamenti farmacologici. Infine, i risultati di questi studi verranno usati per lo sviluppo di strumenti computazionali in grado di prevedere quali farmaci saranno più efficaci contro ogni singola popolazione cellulare. Col fine ultimo, dunque, di una terapia su misura, mirata cioè alla singola paziente.

04 Dicembre 2015

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