Caso Avastin-Lucentis. Soi: “Solo 57 strutture su 215 utilizzano Avastin. Chi dovrà rispondere per il danno causati ai pazienti?”

Caso Avastin-Lucentis. Soi: “Solo 57 strutture su 215 utilizzano Avastin. Chi dovrà rispondere per il danno causati ai pazienti?”

Caso Avastin-Lucentis. Soi: “Solo 57 strutture su 215 utilizzano Avastin. Chi dovrà rispondere per il danno causati ai pazienti?”
La Società oftalmologica italiana deposita un nuovo esposto presso la Procura di Roma a tutela del diritto di accesso alle cure per i pazienti affetti da maculopatia. A seguito dell’incontro, la Procura di Roma, starebbe valutando l’avvio di nuove indagini per disastro colposo. La Fondazione "Insieme per la Vista" studia l'attivazione di una class action contro le "illogiche direttive" dell'Aifa.

Big Pharma sotto l’occhio della Procura di Roma. La Società oftalmologica italiana (Soi) ha annunciato di aver richiesto un nuovo incontro alla Procura di Roma per aggiornare la situazione, riguardante il caso Avastin-Lucentis, con nuove prove e dati (vedi dati), trovando grande disponibilità a sostegno dell'attivazione di ulteriori indagini. "Con grande sensibilità, la Procura ha recepito l’importanza della nostra azione, rivolta alla salute e tutela della vista ed al rispetto dei diritto costituzionale di accesso alla cura", ha spiegato il presidente Soi, Matteo Piovella.

Sulla base di dati raccolti da Soi collaborando con le divisioni di oculistica Ospedaliere e Universitarie, è emerso, infatti, che le regole imposte da Aifa hanno comportato che solo 57 strutture ospedaliere su 215 esistenti, oggi utilizzano Avastin. Inoltre, ogni Regione fa a modo suo: ad esempio, in Veneto e Emilia Romagna si utilizza Avastin mentre questo farmaco non ha quasi cittadinanza in Lombardia. "Questa drammatica realtà oggi consente solo a 100 medici oculisti di poter utilizzare Avastin – esterna Piovella – e tutto questo è incredibile".

"A differenza di quanto accade in tutto il resto del mondo, in Italia gli altri 6900 medici oculisti non hanno alcuna possibilità concreta di prescrivere e di utilizzare Avastin. Una situazione a dir poco vergognosa, che di fatto ha impedito di erogare il 70% delle cure intravitreali necessarie per sostenere le esigenze terapeutiche dei pazienti italiani rispetto a quanto viene fatto normalmente in Francia, Inghilterra e Germania. Il tutto – prosegue il presidente Soi – certificato da IMS l’organizzazione mondiale che mette a disposizione delle Aziende affiliate i numeri di vendita dei farmaci nei differenti Paesi".
 
La Fondazione “Insieme per la vista” ha valutato che il danno subito (una media di 20.000 euro a persona) dai 65 mila pazienti che non hanno avuto un adeguato accesso alle cure, ammonterebbe ad una somma risarcitoria superiore ad 1 miliardo di euro quale conseguenza delle "inspiegabili direttive approvare da Aifa". La Fondazione sta valutando l’attivazione di una Class Action a tutela dei diritti dei pazienti.

"Esprimiamo quindi la nostra gratitudine alla Procura di Roma – afferma Piovella – che ha deciso di far luce su tutta questa incredibile vicenda che ribadiamo ha come risultato che ad oggi l’utilizzo di Avastin in Italia è diminuito del 80% . In tutto questo, va evidenziato che Roche e Novartis – le aziende produttrici sia del farmaco più costoso che di quello meno caro – hanno già dovuto pagare una multa comminata dall’Antitrust di circa 180 milioni di euro, il cui ricavato purtroppo non è andato a vantaggio e a sostegno dei pazienti affetti da maculopatia".

"Dopo che Antitrust, il Tar del Lazio e la stessa Corte Europea, hanno con le loro sentenze e pronunce sancito la necessità di diffondere l’utilizzo di Avastin, le riforme messe in campo da Aifa e dal Ministero della Salute hanno determinato il risultato opposto a quello richiesto e sperato : il tutto con un danno diretto da parte dei pazienti italiani che per questi motivi sono stati esclusi dalle cure. Questa realtà ha portato nel 2014 ad erogare solo 220.000 iniezioni contro le oltre 650.000 somministrate in Francia, in Germania e in Inghilterra – conclude Piovella – eppure tutti sanno che utilizzando Avastin al posto di Lucentis si risparmierebbero oltre 400 milioni di euro all’anno".

31 Maggio 2015

© Riproduzione riservata

Ebola in Congo. Oms e Africa Cdc: “Epidemia più veloce della risposta”. Quasi 4mila casi e 1.801 morti
Ebola in Congo. Oms e Africa Cdc: “Epidemia più veloce della risposta”. Quasi 4mila casi e 1.801 morti

L’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo continua a correre e, in alcune aree orientali del Paese, sta avanzando più rapidamente della capacità di risposta. Al 4 agosto sono...

West Nile. D’Alterio (Rete IZS): “Sorveglianza e dati scientifici, senza allarmismi. Sistema italiano preparato”
West Nile. D’Alterio (Rete IZS): “Sorveglianza e dati scientifici, senza allarmismi. Sistema italiano preparato”

“La stagione 2026 conferma che il West Nile virus è ormai stabilmente presente in ampie aree del territorio nazionale, con una circolazione estesa e non uniforme. Il quadro richiede, quindi,...

La spesa farmaceutica sale a 39,3 miliardi (+6%). Prosegue il boom dei farmaci per diabete e obesità e cala uso antibiotici. Ecco il Rapporto OsMed 2025
La spesa farmaceutica sale a 39,3 miliardi (+6%). Prosegue il boom dei farmaci per diabete e obesità e cala uso antibiotici. Ecco il Rapporto OsMed 2025

La farmaceutica italiana continua a crescere, spinta dall'invecchiamento della popolazione, dall'arrivo di nuove terapie e dall'espansione dei trattamenti per diabete e gestione del peso. Nel 2025 la spesa complessiva per...

Aifa. Rivisto il Programma attività 2026 dopo le richieste delle Regioni. Dalla revisione del prontuario alla governance, ecco le novità
Aifa. Rivisto il Programma attività 2026 dopo le richieste delle Regioni. Dalla revisione del prontuario alla governance, ecco le novità

L’Agenzia italiana del farmaco ha rivisto il Programma delle attività per il 2026 recependo le osservazioni formulate dal Coordinamento interregionale farmaceutica e dal Coordinamento dell’Area economico-finanziaria delle Regioni. Il documento...