Celiachia. Una dieta gluten free migliora i sintomi in due anni. Soprattutto nei bambini

Celiachia. Una dieta gluten free migliora i sintomi in due anni. Soprattutto nei bambini

Celiachia. Una dieta gluten free migliora i sintomi in due anni. Soprattutto nei bambini
Seguire un regime dietetico senza glutine migliora i sintomi – soprattutto gastrointestinali – dei pazienti. A beneficiarne sono soprattutto i bambini. Lo studio è stato pubblicato dal Journal of Pediatric Gastroenterology and Nutrition.

(Reuters Health) – Se un bambino celiaco segue una dieta rigorosamente gluten free, ha buone possibilità che sintomi della malattia si risolvano in breve tempo. Stessa cosa, invece, non può dirsi gli adulti celiaci. Questa evidenza emerge da uno studio dell’Università di Chicago.
 
 
Lo studio
I ricercatori si sono serviti di 13 anni di cartelle cliniche per confrontare i sintomi in 513 pazienti celiaci (bambini e adulti) per monitorarne l’aderenza a un regime dietetico privo di glutine e il conseguimento di miglioramenti nel tempo. Tra i bambini, i sintomi più comunemente riportati erano dolore addominale, diarrea e ritardo nella crescita. Altri sintomi extra-intestinali erano rappresentati da bassa statura, stanchezza e mal di testa Gli adulti lamentavano soprattutto diarrea, sanguinamento e dolore addominale, anemia, stanchezza, mal di testa e disturbi dell’umore. A due anni dalla diagnosi, i miglioramenti in termini di sanguinamento, diarrea, perdita di peso e dolore addominale erano maggiori tra i bambini che tra gli adulti. Anche i sintomi extra-intestinali, in entrambe le categorie di soggetti, erano migliorati. Fra tutta la popolazione studiata, solo l’8% dei bambini e il 12% degli adulti non aveva seguito una dieta rigidamente priva di glutine.

I commenti
“È importante sapere che non tutti i pazienti guariscono da un giorno all’altro e per alcuni possono essere necessari fino a 24 mesi prima che le analisi e i sintomi tornino a posto”, ha affermato Hilary Jericho, autrice principale dello studio, aggiungendo che coloro che presentano il grado più severo della malattia all’esordio impiegheranno un tempo più lungo per assistere a una normalizzazione dei valori dei risultati delle analisi e dei sintomi.
 
“È importante per i pazienti aderire a un’alimentazione senza glutine poiché si tratta dell’unico trattamento di cui attualmente disponiamo – aggiunge Runa D. Watkins della University of Maryland School of Medicine di Baltimora – Inoltre, è importante che i pazienti siano controllati ogni anno sia dal gastroenterologo che dal dietologo. Le sierologie e i livelli di vitamine devono essere verificati per determinare se un paziente rispetta la terapia e per monitorare le eventuale carenze nutrizionali”.

Fonte: Journal of Pediatric Gastroenterology and Nutrition 2017

Will Boggs

(Versione Italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

Will Boggs

27 Maggio 2017

© Riproduzione riservata

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