Cesareo. Oms: “In aumento nei Paesi ad alto reddito e spesso eseguito senza necessità mediche” 

Cesareo. Oms: “In aumento nei Paesi ad alto reddito e spesso eseguito senza necessità mediche” 

Cesareo. Oms: “In aumento nei Paesi ad alto reddito e spesso eseguito senza necessità mediche” 
In una nota l’Organizzazione mondiale della sanità torna sull’argomento parto cesareo. “Anche se può salvare la vita è spesso eseguito senza necessità mediche mettendo le donne e i loro bambini a rischio”. In ogni caso viene ribadito che sotto la soglia del 10% non vi è alcuna evidenza di miglioramento della mortalità. In Italia siamo al 26%.

“Il taglio cesareo è uno degli interventi chirurgici più comuni nel mondo, con tassi in continuo aumento, in particolare nei paesi ad alto e medio reddito. Anche se può salvare la vita, il taglio cesareo è spesso eseguito senza necessità mediche, mettendo le donne e i loro bambini a rischio di problemi di salute a breve e lungo termine”. Una nuova dichiarazione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sottolinea l'importanza di “concentrarsi sulle "esigenze del paziente, caso per caso, e scoraggia la pratica di puntare ‘a tassi obiettivo’".
 
“Il taglio cesareo – si legge nella nota – può essere necessario quando il parto vaginale può rappresentare un rischio per la madre o il bambino, per esempio a causa di parto prolungato, sofferenza fetale, o perché il bambino è in una posizione anomala. Tuttavia, il taglio cesareo può causare complicazioni significative, invalidità o morte, in particolare in ambienti che non hanno le strutture per realizzare interventi di sicurezza o curare eventuali complicanze”.
 
Il Tasso Ideale per i parti cesarei: tra il 10 e il 15%
“Dal 1985 – ribadisce l’Oms – , la comunità sanitaria internazionale ha considerato il "tasso ideale" per parti cesarei siano tra il 10% e il 15%. Nuovi studi rivelano che quando i tassi di taglio cesareo salgono verso il 10% in tutta la popolazione, il numero di decessi materni e neonatali diminuisce. Ma quando il tasso supera il 10%, non vi è alcuna prova che i tassi di mortalità migliorano”.
 
"Queste conclusioni evidenziano il valore del taglio cesareo nel salvare la vita delle madri e dei neonati", spiega Marleen Temmerman, Direttore del Dipartimento di Salute Riproduttiva e Ricerca dell'OMS. "Ma illustrano anche quanto sia importante effettuare un taglio cesareo solo per le donne che ne hanno bisogno”.
 
In ogni caso l’Oms ribadisce come “gli effetti dei tassi di taglio cesareo sugli esiti materni e neonatali, come nati morti o patologie come asfissia neonatale sono ancora sconosciute”. E sono “ancora necessarie ulteriori ricerche sull'impatto del cesareo sul benessere psicologico e sociale delle donne2.
 
Grazie alla loro maggiore costo, alti tassi di parti cesarei non necessari può tirare le risorse da altri servizi dei sistemi sanitari di overload e deboli.
 
Adottare un sistema standard di classificazione internazionale del fenomeno
L’Oms rileva poi come “la mancanza di un sistema di classificazione internazionale accettato e standardizzato per monitorare e confrontare i tassi di taglio cesareo in modo coerente è uno dei fattori che ha impedito una migliore comprensione di questa tendenza”. L’Oms propone di “adottare la classificazione Robson” come il sistema da utilizzare a livello internazionale per classificare il fenomeno.
 
"Le informazioni raccolte in modo standardizzato, uniforme e riproducibile è fondamentale per le strutture sanitarie, che cercano di ottimizzare l'uso del taglio cesareo e valutare e migliorare la qualità delle cure", spiega Temmerman. “Esortiamo la comunità sanitaria e decisori a riflettere su queste conclusioni e metterli in pratica al più presto”.

11 Aprile 2015

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