Chirurgia bariatrica. Rischio frattura aumentato sia prima che dopo l’intervento

Chirurgia bariatrica. Rischio frattura aumentato sia prima che dopo l’intervento

Chirurgia bariatrica. Rischio frattura aumentato sia prima che dopo l’intervento
L’intervento di chirurgia bariatrica sarebbe legato ad un aumentato rischio di fratture, sia prima, sia dopo la procedura. È quanto emerge da un ampio studio canadese pubblicato dal British Medical Journal.

(Reuters Health) – L’intervento di chirurgia bariatrica sarebbe legato ad un aumentato rischio di fratture, sia prima, sia dopo la procedura. È quanto emerge da un ampio studio canadese pubblicato dal British Medical Journal. La chirurgia bariatrica induce una perdita di peso importante e riduce anche le comorbilità correlate all’obesità, “tuttavia – ha scritto Claudia Gagnon della Laval University di Quebec City, autrice dello studio –la procedura può influenzare negativamente la salute delle ossa, aumentando il riassorbimento dell’osso e riducendo la densità minerale ossea, oltre a modificare i parametri di istomorfometria scheletrica”.

Lo studio
Lo studio ha valutato gli effetti dell’obesità e della chirurgia bariatrica sul rischio frattura in questi pazienti, confrontandoli con soggetti obesi non sottoposti a intervento. I dati clinici esaminati hanno coperto un periodo di 10 anni e gli studiosi hanno suddiviso la popolazione osservata in tre gruppi: 12.676 pazienti gravemente obesi sottoposti a chirurgia bariatrica, 38.000 obesi non sottoposti a intervento bariatrico e 126.760 individui non obesi.

Le evidenze
L’analisi ha rilevato che, prima dell’intervento chirurgico, il 10,5% dei pazienti sottoposti a chirurgia bariatrica ha avuto almeno una frattura, rispetto all’8,1% degli obesi e al 6,6% dei controlli non obesi. Dopo l’intervento, il rischio frattura è stato significativamente più elevato nel gruppo sottoposto a chirurgia bariatrica e negli obesi rispetto al gruppo dei non obesi. Dopo un follow up post operatorio di circa 4,4 anni, il 4,1% dei pazienti sottoposti a chirurgia bariatrica hanno avuto almeno una frattura, contro il 2,7% del gruppo di obesi e il 2,4% del gruppo non obesi. Il tempo mediano alla prima frattura è stato di 3,9 anni.

Il rischio frattura nel post operatorio è stato maggiore nel gruppo bariatrico rispetto agli obesi e ai non obesi. Prima dell’intervento il rischio di frattura degli arti inferiori era maggiore, così il rischio di fratture degli arti superiori, mentre il rischio di fratture della colonna vertebrale, del bacino e del femore era simile tra i tre gruppi. Dopo l’intervento si è rileva un aumento del rischio frattura degli arti superiori, della colonna vertebrale e dell’anca. Tutto questo si spiegherebbe con le comorbilità associate all’obesità.

Le conclusioni
“È quindi necessario prendere in considerazione tutti i fattori di rischio modificabili associati al rischio fratture prima della chirurgia bariatrica nei pazienti gravemente obesi – ha commentato Claudia Gagnon – Per ridurre al minimo l’impatto della chirurgia bariatrica sulla qualità del tessuto osseo ,occorre seguire le linee guida che raccomandano integratori e attività fisica. Importante, inoltre, è inviare il pazienti ad alto rischio da un ortopedico prima dell’intervento chirurgico o quando, dopo l’intervento, i parametri biochimici non si normalizzano.Questo studio servirà ad aumentare la consapevolezza tra i pazienti e tra gli operatori sanitari sullo stato di salute dello scheletro in rapporto alla chirurgia bariatrica e a stimolare sforzi per sviluppare strategie preventive e terapeutiche mirate a ridurre al minimo l’impatto di questa chirurgia sulle ossa”.

Secondo Marco Bueter, capo del programma di chirurgia bariatrica dell’ospedale universitario di Zurigo, “lo studio contribuisce a un’importante area di ricerca, esplorando gli effetti a lungo termine della chirurgia bariatrica sulla salute delle ossa, sebbene sia necessario, considerati i limiti dello studio, approfondire alcuni aspetti attraverso studi clinici controllati randomizzati e prospettici specificamente progettati”.
 
Fonte: BMJ 2016

Marilynn Larkin

(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Scicence) 

Marilynn Larkin

02 Agosto 2016

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