Chirurgia mininvasiva. Il futuro è segnato dalla robotica

Chirurgia mininvasiva. Il futuro è segnato dalla robotica

Chirurgia mininvasiva. Il futuro è segnato dalla robotica
L’Italia è un paese storicamente avanti nella progettazione e nell’utilizzo di robot associati alla chirurgia, ma persiste un problema di accesso e di costi. L’arrivo di nuove piattaforme sul mercato può risolvere questi aspetti.

La chirurgia robotica è una branca della chirurgia che ha avuto grandissimo sviluppo negli ultimi anni, grazie soprattutto al rapido avanzamento tecnologico. Dalla continua sinergia tra uomo e macchina, e quindi tra le competenze dei professionisti e i robot, si può dunque migliorare l’approccio alla chirurgia mininvasiva che diventa sempre più precisa e affidabile. Come per tutte le tecnologie, soprattutto se complesse e costose, c’è però bisogno di tempo affinché vengano utilizzate su larga scala, ma siamo arrivati al momento di rendere la chirurgia mininvasiva davvero “democratica”.

Abbiamo fatto il punto con tre esperti provenienti da mondi diversi accomunati però dalla convinzione che il futuro della chirurgia sarà mininvasivo e robotico: Marco Scatizzi, Presidente dell’Associazione dei chirurghi ospedalieri italiani (ACOI) e Direttore UOC Chirurgia Generale dell’Ospedale Santa Maria Annunziata di Firenze, ASL Toscana Centro; Paolo Pietro Bianchi, Direttore della Struttura Complessa di Chirurgia I dell’Ospedale San Paolo di Milano e Maurizio De Maria, Primario Urologo, Ospedale Apuane Massa e Ospedale di Livorno.

Come precisato dal dott. Scatizzi, l’Italia è un paese storicamente avanti nella progettazione e nell’utilizzo di robot associati alla chirurgia, ma persiste un problema di accesso. La percentuale di pazienti che riesce ad usufruire di queste piattaforme e tecnologie è ancora molto bassa. Nell’ambito della chirurgia robotica, il dott.. De Maria osserva che “le indicazioni urologiche coprono più del 60%”, mentre i numeri per le altre specialità sono molto più bassi. Infatti, come sottolineato dal dott. Scatizzi, “i pazienti che possono accedere alla chirurgia robotica, per quanto riguarda la chirurgia generale, sono fra il 5 e il 10%”.

L’arrivo sul mercato di nuove piattaforme può però essere di aiuto all’accesso. “Oggi abbiamo a disposizione più piattaforme robotiche e con caratteristiche diverse”, ha detto il dott. Bianchi. Tutte queste piattaforme hanno “l’obiettivo di migliorare la chirurgia mininvasiva dal punto di vista tecnico, sia per quanto riguarda la tecnica chirurgica e quindi per quello che riguarda l’attività del chirurgo, ma soprattutto per beneficiare, dal punto di vista del paziente, dei risultati di una chirurgia mininvasiva”. Secondo Bianchi, la possibilità di avere più tecnologie sul mercato non farà altro che migliorare la tecnica chirurgica e soprattutto darà la possibilità a più pazienti e più chirurghi di beneficiare dei vantaggi della chirurgia robotica.

Tutti gli esperti sono concordi poi nel dire che l’introduzione di nuove piattaforme per la chirurgia robotica apre anche agli ospedali Spoke la possibilità di accedere a questo tipo di tecniche mininvasive, rendendo così più “democratico” l’accesso.

Rimane certo un problema di costi e anche in questo caso la concorrenza sul mercato può dare una spinta verso un accesso più uniforme che non riguardi solo gli ospedali Hub. La possibilità di un abbassamento dei costi è, secondo De Maria, “alla base di tutto perché la chirurgia robotica rimane costosa, anche se in questi anni si è visto che in tante situazioni ha un vantaggio enorme perché unisce sicuramente la mini invasività” con i risultati “in termini di impatto intra-operatorio, peri-operatorio e soprattutto di risultati funzionali molto importanti”. Il costo è quindi ben ripagato dai benefici che ne traggono pazienti, chirurghi e l’intero Servizio sanitario nazionale.

Infine, a proposito di sostenibilità, secondo Scatizzi, questa “non è soltanto economica, ma è anche ambientale”. Incrementare e migliorare l’accesso alla chirurgia mininvasiva ha un impatto sociale, ed è per questo motivo che l’impegno delle aziende e del sistema sanitario deve andare anche in questa direzione.

21 Febbraio 2023

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