Citomegalovirus post trapianto refrattaria. Da Commissione europea via libera a maribavir

Citomegalovirus post trapianto refrattaria. Da Commissione europea via libera a maribavir

Citomegalovirus post trapianto refrattaria. Da Commissione europea via libera a maribavir
In Europa è ora disponibile una risorsa terapeutica specifica  per il trattamento dell’infezione/malattia da citomegalovirus (CMV) post trapianto refrattaria a una o più terapie precedenti. Maribavir – messa a punto da Takeda - è il primo e unico trattamento orale che inibisce la proteina chinasi UL97 specifica del CMV e i suoi substrati naturali.

La Commissione Europea ha concesso l’autorizzazione all’immissione in commercio di Livtencity (maribavir) di Takeda per il trattamento dell’infezione/malattia da citomegalovirus (CMV) refrattaria (con o senza resistenza) a una o più terapie precedenti, tra cui ganciclovir, valganciclovir, cidofovir o foscarnet, in pazienti adulti che hanno subito un trapianto di cellule staminali ematopoietiche (HSCT) o a trapianto di organi solidi (SOT).

Maribavir è il primo e unico trattamento orale che inibisce la proteina chinasi UL97 specifica del CMV e i suoi substrati naturali.

“La Società Europea per il Trapianto di Organi (ESOT) è consapevole che il percorso del paziente trapiantato si estende ben oltre il trapianto stesso. Quando non viene trattato con successo, il citomegalovirus rappresenta una sfida per i riceventi trapianto e per i loro medici e spesso porta ad un aumento del rigetto dell’organo, a tassi di ospedalizzazione più elevati e ad un maggiore onere per le risorse sanitarie, contribuendo a creare disuguaglianze per i pazienti in tutto il sistema”, dichiara Luciano Potena, presidente dell’ESOT. “L’approvazione di maribavir da parte della Commissione Europea riconosce la necessità di un nuovo approccio antivirale per la gestione dell’infezione da CMV refrattaria (con o senza resistenza) a una o più terapie precedenti contro il CMV”.

L’autorizzazione all’immissione in commercio si basa sullo studio di Fase 3 SOLSTICE, che ha valutato la sicurezza e l’efficacia di maribavir rispetto alle terapie antivirali convenzionali – ganciclovir, valganciclovir, cidofovir o foscarnet – per il trattamento di riceventi adulti sottoposti a HSCT e SOT con infezione da CMV refrattaria (con o senza resistenza) alle terapie precedenti.

“I pazienti che ricevono un trapianto possono trovarsi ad affrontare un difficile percorso verso la guarigione, che prevede l’uso di farmaci immunosoppressori. L’ulteriore complicanza di un’infezione da CMV che è diventata refrattaria al trattamento e che potrebbe minacciare il trapianto, rappresenta una sfida per i pazienti a cui viene offerta una seconda possibilità di vita”, osserva Ramona Sequeira, Presidente della Divisione Global Portfolio di Takeda. “Con l’approvazione di maribavir in Europa, abbiamo il privilegio di offrire agli operatori sanitari un ulteriore trattamento antivirale orale per i pazienti sottoposti a trapianto con infezione da CMV refrattario.”

“Questo è un risultato che testimonia e valorizza l’impegno di Takeda per rispondere alle necessità del paziente in tutto il suo percorso di cura”, dichiara Barbara Capaccetti, Medical & Regulatory Head di Takeda Italia. “I trapianti rappresentano un grande investimento per il Servizio Sanitario Nazionale ed è per questo importante preservare questi doni preziosi anche dal pericolo di infezioni che ne minacciano l’esito positivo. È, perciò, fondamentale mantenere elevato il livello di awareness in questo contesto per prevenire o gestire opportunamente il rischio connesso alle infezioni, come quelle da Citomegalovirus, che colpiscono quasi 1 paziente su 3”.

Lo studio SOLSTICE
Lo studio TAK-620-303 (SOLSTICE) (NCT02931539, Eudra CT 2015-004725-13) è stato uno studio globale, multicentrico, randomizzato, in aperto, controllato, per valutare l’efficacia e la sicurezza del trattamento con maribavir o con la terapia antivirale convenzionale in 352 pazienti sottoposti a trapianto di cellule staminali ematopoietiche e di organi solidi con infezione da CMV refrattaria, con o senza resistenza, a una o a combinazione di terapie antivirali convenzionali, quali ganciclovir, valganciclovir, foscarnet o cidofovir.

I pazienti adulti sono stati sottoposti a un periodo di screening di 2 settimane, seguito dalla randomizzazione 2:1 a maribavir (n=235) (400 mg, due volte al giorno) o alle terapie antivirali convenzionali (n=117) (secondo il dosaggio dello sperimentatore) per un massimo di 8 settimane. Dopo il completamento del periodo di trattamento, i soggetti sono stati sottoposti a una fase di follow-up di 12 settimane.

L’endpoint primario di efficacia era la clearance della viremia da CMV confermata in due prelievi consecutivi a distanza di 5 giorni (concentrazione plasmatica del DNA del CMV al di sotto del limite inferiore di quantificazione (< LLOQ; cioè < 137 UI/ml)) alla settimana 8.

14 Novembre 2022

© Riproduzione riservata

Ema. Contraccettivi a base di desogestrel ed etonogestrel sotto osservazione per rischio meningioma. Boxed warning anche per Litfulo
Ema. Contraccettivi a base di desogestrel ed etonogestrel sotto osservazione per rischio meningioma. Boxed warning anche per Litfulo

Il Pharmacovigilance Risk Assessment Committee (Prac) dell'Agenzia europea dei medicinali (Ema), riunitosi dal 6 al 9 luglio, ha adottato nuove raccomandazioni sulla sicurezza di due categorie di farmaci: i contraccettivi...

Nota Aifa 39. Doppio aggiornamento in poche settimane: prima le novità cliniche, ora la correzione dei refusi
Nota Aifa 39. Doppio aggiornamento in poche settimane: prima le novità cliniche, ora la correzione dei refusi

L'Agenzia italiana del farmaco ha pubblicato nella Gazzetta Ufficiale di oggi una nuova determina relativa alla Nota 39, che disciplina la prescrizione a carico del Servizio sanitario nazionale dell'ormone della...

Alzheimer, Beckman Coulter Diagnostics amplia il portafoglio dei biomarcatori ematici: marcatura CE per Access p-Tau217 e nuovo test RUO Access BD-pTau217
Alzheimer, Beckman Coulter Diagnostics amplia il portafoglio dei biomarcatori ematici: marcatura CE per Access p-Tau217 e nuovo test RUO Access BD-pTau217

Il test ematico Access p-Tau217 di Beckman Coulter Diagnostics, progettato per supportare la valutazione clinica della patologia amiloide nei pazienti con segni e sintomi di declino cognitivo, ha ottenuto la...

BPCO, la nuova Nota 99 semplifica l’accesso alle terapie: più tempestività nelle cure e maggiore ruolo della medicina territoriale
BPCO, la nuova Nota 99 semplifica l’accesso alle terapie: più tempestività nelle cure e maggiore ruolo della medicina territoriale

Con l’aggiornamento della Nota 99, l’AIFA introduce nuove misure per semplificare l’accesso alle terapie inalatorie di mantenimento per le persone con BPCO. Tra le principali novità figurano la rimozione del...