Contraccezione d’emergenza. Arisi (Smic): “Nessun rischio per assunzione della ‘pillola dei cinque giorni dopo’ per le minorenni”

Contraccezione d’emergenza. Arisi (Smic): “Nessun rischio per assunzione della ‘pillola dei cinque giorni dopo’ per le minorenni”

Contraccezione d’emergenza. Arisi (Smic): “Nessun rischio per assunzione della ‘pillola dei cinque giorni dopo’ per le minorenni”
La Società Medica Italiana della Contraccezione interviene dopo la sentenza del Tar Lazio che ha confermato la validità della scelta di Aifa di togliere l’obbligo di ricetta per le under 18: “La letteratura mondiale ha dimostrato a piene mani che non vi sono rischi nella assunzione del farmaco per la contraccezione di emergenza né nelle maggiorenni né nelle minorenni,

“La letteratura mondiale ha dimostrato a piene mani che non vi sono rischi nella assunzione del farmaco per la contraccezione di emergenza né nelle maggiorenni né nelle minorenni, e che anzi la possibilità di andare direttamente in farmacia ad acquisire il farmaco ha certamente ridotto i numeri delle gravidanze indesiderate e quindi dell’aborto volontario, come dimostrano le relazioni ministeriali degli ultimi anni. In altri termini l’assenza di necessità di una prescrizione medica semmai ha portato dei grandi vantaggi per le minorenni, e per la società in senso lato. E ora la sentenza del Tar, che avversa al ricorso di alcune associazioni prolife, conferma tutto questo”.
 
È quanto ha dichiarato Emilio Arisi, presidente della Società Medica Italiana della Contraccezione che ha così commentato la recente sentenza del Tar del Lazio, con la quale è stato respinto il ricorso presentato dal Centro Studi Rosario Livatino e altre associazioni che chiedevano l’annullamento della Determina dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) dell’8 ottobre 2020 – con la quale si eliminava l’obbligo di prescrizione di ellaOne (ulipristal) per le under 18 – in quanto l’autorizzazione alla vendita senza prescrizione (per le minorenni) non sarebbe stata suffragata da studi e più specifiche sperimentazioni. Ma per i giudici della Sezione Terza Quater l’affermazione della parti ricorrenti “risulta per tabulas smentita ad una attenta lettura del cosiddetto 'Razionale scientifico e regolatorio’ del 16 dicembre 2019, dal quale risulta al contrario la presenza di numerosi studi e contributi in tale specifico settore”.
 
“Verrebbe voglia di dire che se errare è umano perseverare è diabolico da parte delle associazioni che hanno fatto ricorso al Tar del Lazio – ha aggiunto il Presidente della Smic – sono anni che provano con armi debolissime se non inesistenti a scontrarsi con verità scientifiche consolidate. Non sono stati infatti dimostrati fenomeni collaterali importanti né tantomeno è stato dimostrato un effetto abortivo del farmaco. Non si capisce quindi quale illusione sia quella di desiderare maggiori ostacoli all’utilizzo del farmaco da parte delle minorenni, se non il desiderio di renderne ‘peccaminoso’ il rapporto sessuale. Per fortuna abbiamo il Tar”.
 
“Ricordo infine che la pillola del giorno dopo ellaOne, già dalla sua immissione in commercio ormai nel 2009 – conclude Emilio Arisi – è stato considerato dalla comunità scientifica il contraccettivo d’emergenza più efficace nel prevenire una gravidanza indesiderata. È un farmaco sicuro per la salute delle donne che vogliono pianificare la loro vita familiare. La pillola del giorno dopo a base di Ulipristal acetato (ellaOne) è l’opzione più efficace tra quelle esistenti in grado di ridurre, nelle prime 24 ore, di ben due terzi il rischio di gravidanza indesiderata rispetto alle vecchie formulazioni con Levonorgestrel”.

10 Giugno 2021

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