Cuore. Donne ansiose a rischio ischemia

Cuore. Donne ansiose a rischio ischemia

Cuore. Donne ansiose a rischio ischemia
Il cuore delle donne è più sensibile a sollecitazione esterne come gli stati ansiosi, che possono giocare un ruolo decisivo nelle patologie di carattere ischemico. È quanto emerge da uno studio canadese.

(Reuters Health) – Nelle donne, l’ansia può giocare un ruolo importante nel determinare il flusso di sangue che arriva al cuore durante un test da sforzo. Lo stesso, invece, non sembra verificarsi negli uomini. È quanto suggerisce una nuova ricerca canadese pubblicata dalla rivista Circulation: Cardiovascular Quality and Outcomes, nell’edizione speciale annuale dedicata alle donne. “Nel complesso, l’ischemia miocardica è più comune negli uomini che nelle donne, e i disturbi d’ansia non erano stati fino ad ora generalmente legati a un maggiore o minore rischio di ischemia”, ha detto l’autore principale dello studio, Kim Lavoie dell’Università del Quebec a Montreal. Tuttavia, nel nuovo studio, le donne senza una cardiopatia precedentemente diagnosticata che hanno avuto disturbi d’ansia, tra cui disturbi da panico e ansia generalizzata, mostravano tassi di ischemia più elevati, rispetto a quelle senza disturbi d’ansia.
 
Lo studio
Più di 2.300 persone, tra cui 760 donne, hanno completato i test da sforzo e hanno avuto colloqui psichiatrici per valutare i disturbi dell’umore e l’ansia. Si è così dimostrato che per le donne senza una storia di malattia coronarica, quelle con ansia erano più propense a mostrare un’ischemia miocardica durante l’esercizio rispetto alle donne senza disturbi d’ansia. L’ansia, invece, non era legata al rischio di ischemia, sia per gli uomini che per le donne con una storia di malattia coronarica.

Secondo Lavoie, qualche tempo fa, gli esperti erano consapevoli delle disparità di sesso e di genere che si verificano nelle malattie cardiache, sul trattamento e i risultati, ma attualmente i medici potrebbero ancora confondere una cardiopatia con un disturbo d’ansia, in alcune donne. “Gli uomini e le donne con una cardiopatia, spesso si presentano con sintomi diversi: negli uomini si osservano più sintomi ‘classici’ come il dolore precordiale e la mancanza di respiro, ma nelle donne i sintomi possono essere meno” classici ” come affaticamento, vampate di calore, male a schiena /collo”, ha aggiunto. Così l’ansia può “mascherare” i sintomi di malattie cardiache tra le donne, con conseguenti ritardi di diagnosi e di trattamento. È anche possibile che l’ansia possa aumentare il rischio di ischemia aumentando la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna, ha proseguito Lavoie.

I commenti
“L’idea che lo stress possa essere correlato a un’ischemia e anche a un attacco cardiaco, è un messaggio importante”, ha commentato Carolyn Lam Su Ping, consulente senior del National Heart Center in Singapore e professore associato del Duke-NUS Cardiovascular Academic Clinical Program. E ha anche precisato che attualmente si ritiene che lo stress emotivo o mentale possa effettivamente causare uno spasmo coronarico, senza un vero e proprio blocco stenocardico. Tuttavia l’esperta non è pienamente convinta che le donne con sintomi da disturbi d’ansia siano prese seriamente in considerazione. “Ma è vero che si può fare più danno al cuore di una donna con ansia, piuttosto che ad una sezna ansia”, ha aggiunto. Sarebbe opportuno anche valutare se un trattamento dell’ansia possa cambiare il rischio di ischemia durante un test da sforzo”, ha detto Lam.

Fonte: Circ Cardiovasc Qual Outcomes 2016

Kathryn Doyle

(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

Kathryn Doyle

24 Febbraio 2016

© Riproduzione riservata

Accordo pandemico. Proseguono i negoziati Oms sulla condivisione dei patogeni: “La prossima pandemia non aspetta”
Accordo pandemico. Proseguono i negoziati Oms sulla condivisione dei patogeni: “La prossima pandemia non aspetta”

Gli Stati membri dell'Organizzazione Mondiale della Sanità hanno compiuto progressi nei negoziati sull'allegato PABS (Pathogen Access and Benefit Sharing), una componente centrale dell'Accordo pandemico, concordando sulla necessità di proseguire le...

Colesterolo. La Fda degli Stati Uniti approva il primo inibitore PCSK9 orale
Colesterolo. La Fda degli Stati Uniti approva il primo inibitore PCSK9 orale

Negli Stati Uniti la Food and Drug Administration (FDA) ha approvato Lipfendra (enlicitide) , il primo inibitore orale di PCSK9 per la riduzione del colesterolo LDL, il cosiddetto "colesterolo cattivo", negli adulti...

Tumori Upper GI: dalle reti oncologiche ai biomarcatori, un viaggio nei modelli organizzativi italiani
Tumori Upper GI: dalle reti oncologiche ai biomarcatori, un viaggio nei modelli organizzativi italiani

L’organizzazione dei percorsi, la qualità della diagnostica e l’accesso alle innovazioni terapeutiche rappresentano oggi alcune delle principali sfide nella gestione dei tumori dell’Upper GI, e in particolare del carcinoma gastrico...

Fibrosi polmonare, la Commissione UE approva nerandomilast
Fibrosi polmonare, la Commissione UE approva nerandomilast

La Commissione europea ha autorizzato nerandomilast per il trattamento degli adulti con fibrosi polmonare idiopatica e fibrosi polmonare progressiva. La nuova terapia orale, sviluppata da Boehringer Ingelheim, deve essere assunta...