Cuore. Resil-Card, in arrivo il ‘dinamometro’ per misurare la resilienza del Ssn

Cuore. Resil-Card, in arrivo il ‘dinamometro’ per misurare la resilienza del Ssn

Cuore. Resil-Card, in arrivo il ‘dinamometro’ per misurare la resilienza del Ssn
La prima versione dello strumento di valutazione della resilienza del sistema di assistenza e cura cardiovascolare in caso di emergenze ambientali e crisi sanitaria, progetto finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del programma EU4Health, sarà avviata entro la primavera Gise: “Una proposta di piano anti-crisi per le emergenze sanitarie”

Una guerra o un’emergenza sanitaria o ambientale possono impiegare poco tempo a mettere in crisi il sistema sanitario e, con esso, l’accesso all’assistenza e alle cure cardiovascolari. Mentre possono volerci molti anni prima che la situazione si ristabilizzi, come si è visto nel post Covid. Ad oggi siamo ancora impreparati visto che non abbiamo un piano pandemico nazionale aggiornato, rimasto fermo al 2014.

È in questo contesto che si inserisce il progetto RESIL-Card, finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del programma EU4Health, che ha l’obiettivo di realizzare uno strumento in grado di misurare la resilienza dei sistemi sanitari, proprio come un dinamometro, dinanzi alle crisi. Giunto ormai alla fase finale, RESIL-Card è composto, per l’Italia, dalla Società Italiana di Cardiologia interventistica (Gise), affiancato dall’Unità di ricerca sui servizi e sistemi sanitari del centro medico Amsterdam UMC (Paesi Bassi), dalla rete globale di cardiologi interventisti We CARE (Francia) e dal Servizio sanitario catalano CatSalut (Spagna).

“Il progetto RESIL-Card, partito lo scorso anno – spiega Francesco Saia, presidente Gise e cardiologo interventista all’Irccs Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna, Policlinico Sant’Orsola – ci permetterà di comprendere quali sono i punti deboli dei sistemi sanitari che potrebbero andare in tilt durate una crisi, qualunque essa sia, e di stilare una serie di indicazioni utili per ridurre le vulnerabilità e aumentare la resilienza dell’assistenza e delle cure cardiovascolari”,.

Il progetto triennale, avviato già da un anno, si articola in tre fasi. “La prima, conclusa, si è incentrata sull’ananlisi della letteratura e su uno screening fra gli operatori sanitari che ci hanno permesso di individuare le criticità che hanno impedito l’erogazione regolare delle cure cardiologiche nel periodo pandemico – spiega Alfredo Marchese, responsabile cardiologia interventistica dell’Ospedale S. Maria Gvm di Bari –. La seconda, conclusa, ha organizzato focus group nelle diverse nazioni coinvolte a cui hanno partecipato le figure che compongono la ‘filiera sanitaria’ e che hanno stabilito i criteri organizzativi per la realizzazione dello strumento di resilienza, il cosiddetto ‘dinamometro’ che prevediamo di aver pronto, almeno in versione preliminare, entro la primavera 2025”.

Ora verrà condotta – come terza e ultima fase – una sperimentazione che coinvolgerà professionisti e istituzioni sanitarie dell’Italia e della Catalogna e alla fine verrà stilato un vero e proprio piano anti-crisi, utilizzando l’esperienza portata anche da Pierre Carli, direttore del servizio emergenza-urgenza (Samu) di Parigi e coordinatore del piano sanitario delle recenti Olimpiadi di Parigi.

“Non possiamo permettere che la storia si ripeta – conclude Saia –. È indispensabile garantire che il ‘meccanismo salvavita’ della rete sanitaria operi senza interruzioni, come un orologio perpetuo”.

22 Novembre 2024

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