Degenerazione maculare fortemente associata a gravi malattie cardiovascolari

Degenerazione maculare fortemente associata a gravi malattie cardiovascolari

Degenerazione maculare fortemente associata a gravi malattie cardiovascolari
La deaerazione maculare legata all’età si associa a gravi malattie cardiovascolari, in particolare se è dovuta a depositi drusenoidi subretinali. Uno studio del The Mount Sinai Hospital (USA) ha identificato specifiche forme gravi di malattia cardiaca e malattia carotidea che sarebbero alla base di questi depositi drusenoidi subretinali.

I pazienti affetti da degenerazione maculare legata all’età (AMD) presentano anche una maggiore probabilità di andare incontro a danni cardiaci, dall’insufficienza all’infarto, a malattia avanzata delle valvole cardiache e delle carotidi, e ad alcune forme di ictus. È quanto osservato da una ricerca pubblicata su BMJ Open Ophthalmology da un team di scienziati del The Mount Sinai Hospital (USA).

La AMD è la principale causa di alterazione della visione e cecità nelle persone con più di 65 anni ed è il risultato di un danno alla parte centrale della retina, nota come macula. I pazienti con malattia cardiovascolare o ictus hanno più frequentemente una forma di AMD legata a depositi drusenoidi subretinali (SDD).

Lo studio dei ricercatori del The Mount Sinai Hospital ha identificato specifiche forme gravi di malattia cardiaca e malattia carotidea che sarebbero alla base di questi depositi drusenoidi subretinali.

Analizzando 200 pazienti con AMD che si erano sottoposti a imaging della retina e che hanno risposto a un questionario sulla storia di eventuali malattie cardiovascolari, il team ha individuato che 97 presentavano una forma di AMD legata a depositi drusenoidi subretinali. Inoltre, 47 su 200 avevano malattia cardiaca grave, e fra questi 19 avevano un danno cardiaco dovuto a insufficienza cardiaca o infarto, 17 una malattia valvolare e 11 ictus.

Di contro, dei 153 pazienti con AMD che non avevano queste malattie gravi, 57 presentavano depositi drusenoidi subretinali, pari al 43%.

Fonte: BMJ Open Ophthalmology 2022

18 Novembre 2022

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