Depressione. Negli adolescenti è “segnalata” da ansia e irritabilità

Depressione. Negli adolescenti è “segnalata” da ansia e irritabilità

Depressione. Negli adolescenti è “segnalata” da ansia e irritabilità
A dirlo un recente studio inglese che dimostrerebbe come altri segni quali la malinconia e i comportamenti distruttivi non sarebbero invece collegati alla depressione maggiore anche quando esiste un rischio familiare.

(Reuters Health) – Negli adolescenti ad alto rischio sintomi ansiogeni e irritabilità possono precedere la depressione. Questo accade quando i genitori hanno una storia clinica di depressione; i ragazzi sono a maggior rischio di sviluppare essi stessi la malattia e i segnali di malessere (ansia, paura, sbalzi di umore) possono precedere un primo episodio depressivo. A dirlo un recente studio inglese che dimostrerebbe come altri segni quali la malinconia e i comportamenti distruttivi non sarebbero invece collegati alla depressione maggiore anche quando esiste un rischio familiare.
 
“I risultati della nostra ricerca confermano che i fattori di rischio per gli adolescenti rispetto alla depressione sono piuttosto simili a quelli della popolazione generale: la povertà, gli eventi stressanti, il grado di parentela con adulti depressi – spiega l’autrice dello studio, Frances Rice dell’Università di Cardiff nel Galles – Tutti i genitori quindi possono tenere sotto controllo i cambiamenti emotivi del bambino quando viene a contatto con la quotidianità, per esempio se va d’accordo con i compagni, se studia, se ha una buona relazione con i genitori e i fratelli”.
 
Lo studio
Ogni anno più di un adolescente su 10 vive l’esperienza di un episodio depressivo maggiore e il fattore di rischio più frequente è avere un padre o una madre con storia di depressione, annotano i ricercatori su JAMA Psychiatry. In questo studio sono stati esaminati i dati di 337 famiglie nelle quali almeno un genitore ha sofferto di almeno due precedenti episodi di depressione maggiore e un figlio biologico tra i 9 e i 17 anni viveva in casa. Nel complesso lo studio ha osservato 315 madri e 22 padri con storia di depressione oltre a 197 ragazze e 140 ragazzi che all’inizio dell’indagine avevano in media 12 anni. I genitori e i ragazzi sono stati valutati attraverso esami, e questionari sulle loro condizioni di vita e la salute mentale. Nessuno dei ragazzi aveva sperimentato la depressione quando è iniziato lo studio, però attorno ai 14 anni 6 maschi e 14 femmine hanno avuto un episodio depressivo maggiore.
 
I commenti
I genitori, secondo Anne Glowinski, ricercatrice di psichiatria infantile alla Washington University School of Medicine di St. Louis, non possono impedire il passaggio di una parte del loro patrimonio genetico ai figli ma possono limitare gli effetti dell’ambiente domestico che aumentano il rischio depressione. Se i genitori curano la propria depressione ,questo può aiutare i ragazzi a crescere in un ambiente meno stressante, eliminando un potenziale fattore di rischio. Inoltre i genitori dovrebbero sempre prendere sul serio sintomi come sbalzi di umore, ansia, paure e irritabilità dei propri figli, anche se una linea di confine tra un comportamento normale di un adolescente e i segnali di disagio può essere non facile da individuare. “In generale, suggerisco che la sofferenza cronica e/o una compromissione delle attività scolastiche, sociali o altro –conclude Glowinski – sia comunque il segno che un ragazzo probabilmente ha bisogno di aiuto”.
 
Fonte: JAMA Psychiatry
 
Lisa Rapaport
 
(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science) 

Lisa Rapaport

13 Dicembre 2016

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