Diabete/3. Sulfoniluree: aumentano il rischio di fratture?

Diabete/3. Sulfoniluree: aumentano il rischio di fratture?

Diabete/3. Sulfoniluree: aumentano il rischio di fratture?
Un ampio studio epidemiologico, effettuato su circa 100 mila persone e presentato al congresso dell’American Diabetes Association, suggerisce una possibile relazione tra trattamento con sulfoniluree e fratture. L’aumento di rischio sarebbe quantificabile intorno al 10%.

L’allarme c’era già stato con i glitazoni, ma adesso è il momento delle sulfoniluree. Uno studio presentato al congresso dei diabetologi americani, suggerisce che, rispetto alla metformina, non solo i glitazoni, ma anche le sulfoniluree, farmaci ancora di larghissimo impiego nel trattamento del diabete di tipo 2, aumenterebbero il rischio di fratture. Si tratta di un’osservazione preliminare, che andrà confermata da altri studi. Ma intanto l’allarme è stato lanciato.

Lo studio ha preso in considerazione i dati del registro MORE (Medical Outcomes for Effectiveness and Economics) della Invalon – azienda specializzata nell’analisi di vasti database – relativi al periodo 2008-2012 e concernenti oltre 100 milioni di persone. Tra questi, sono stati individuati circa 100 mila adulti che avevano intrapreso un nuovo trattamento con ipoglicemizzanti orali: metformina (77,8%), sulfaniluree (15,3%), inibitori del DDP4 (2,7%), glitazoni (2,7%), analoghi del GLP-1 (0,8%), glinidi (0,6%).

Nei 5 anni di follow up dello studio, il 7,4% dei partecipanti ha riportato una frattura (si sono verificate in totale 7.353 fratture). Dopo aver effettuato gli opportuni aggiustamenti statistici per età, genere, zona di residenza, comorbilità associate e terapie in corso, il rischio di fratture, rispetto alla metformina è risultato del 40% superiore con i glitazoni e del 9% con le sulfoniluree. Per tutte le altre classi di farmaci, non son state rilevate differenze statisticamente significative, rispetto alla metformina.

Secondo gli autori dello studio, i glitazoni aumenterebbero il rischio di fratture perché riducono la densità minerale ossea (BMD). Questo è il primo studio epidemiologico in assoluto ad aver riscontrato una correlazione tra terapia con sulfoniluree e rischio di fratture; un’associazione che andrà ulteriormente studiata, anche alla ricerca di un razionale scientifico, e confermata da altri studi. Questo studio ad esempio non dà informazioni sui livelli di glicemia che precedevano la frattura e, in particolare, sull’eventuale presenza di una crisi ipoglicemica, che potrebbe aver causato una caduta.
“Questi risultati – suggerisce Sandhya Metha, autrice dello studio e ricercatrice della Inovalon – andrebbero comunque tenuti in considerazione, prima di prescrivere glitazoni o sulfoniluree a pazienti già ad elevato rischio di fratture”.

Maria Rita Montebelli

Maria Rita Montebelli

18 Giugno 2014

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