Diabete tipo 1. Sport troppo intensi favoriscono aterosclerosi

Diabete tipo 1. Sport troppo intensi favoriscono aterosclerosi

Diabete tipo 1. Sport troppo intensi favoriscono aterosclerosi
Per i pazienti con diabete di tipo 1 con frequenti escursioni glicemiche, praticare un'attività fisica troppo intensa può aumentare il rischio di aterosclerosi. Questa evidenza emerge da due ampi trial considerati all’interno di uno studio reso noto quantoin occasione del la 77th Scientific Sessions of the American Diabetes Association a San Diego.

(Reuters Health) – Un gruppo di ricercatori statunitensi ha voluto far luce su un’eventuale  correlazione  tra attività fisica, diabete 1 e aterosclerosi. “I risultati preliminari della nostra analisi suggeriscono che i pazienti che presentano episodi frequenti d’ipoglicemia e che si dedicano ad attività sportive molto intense, presentano un rischio maggiore di ammalarsi di aterosclerosi”, ha dichiarato l’autore principale dello studio, Elke R. Fahrmann dell’Università Marshall di Joan C. Edwards School of Medicine Huntington, West Virginia. “I vantaggi di un trattamento aggressivo del diabete, abbinato all’attività fisica, sono già bene chiari; tuttavia la letteratura indica che l’ipoglicemia, uno degli effetti più negativi del trattamento intensivo del diabete, e le attività sportive molto dure potrebbero attivare dei percorsi infiammatori. Dunque, secondo il nostro studio, ci potrebbe esistere un effetto sinergico di questi due fattori”.

Lo studio
Per valutare come l’attività fisica intensa possa influire sulla relazione tra ipoglicemia e calcificazioni coronariche (CAC) nei pazienti con diabete di tipo 1, Fahrmann e colleghi hanno analizzato i dati del Diabetes Control and Complications Trial (DCCT) e dell’ Epidemiology of Diabetes Intervention and Complications (EDIC) Study.

Nel trial DCCT, i 1.173 partecipanti hanno riportato la quantità di tempo che hanno trascorso in attività fisiche intense come il nuoto, la corsa, il tennis (singolare), il ciclismo, il basket o la squash. Nel complesso, si verificavano in media 1,8 episodi con ipoglicemia non severa per settimana con attività che duravano 35 minuti a settimana. E si è visto che l’ipoglicemia non severa e l’attività fisica intensa  erano debolmente correlate (rho = 0,08, p <0,01). Inoltre, si è visto che la durata di un’attività sportiva molto intensa ha influenzato il rapporto tra ipoglicemia e la CAC100: quando l’attività sportiva si prolungava, l’ipoglicemia diventava un fattore di rischio maggiore per l’aterosclerosi. La soglia di significatività era di 190 minuti di esercizio vigoroso a settimana, ma l’interazione tra il tempo e l’ipoglicemia era significativa solo per i maschi (p <0,001).

Nello studio EDIC, i 1.177 partecipanti che hanno riportato la quantità di tempo che hanno dedicato all’attività fisica intensiva e hanno avuto 2.3 eventi non prevedibili per settimana in media, con una media di 18 minuti di attività fisica settimanale. In questo studio, l’attività intensa e l’emoglobina A1c (HbA1c) erano correlati (rho = 0.011, p <0.001). Le relazioni tra il trattamento precedente, l’ipoglicemia e l’esercizio vigoroso erano significativi, ma la connessione tra attività faticosa e l’ipoglicemia non è stata significativa.

Fonte: American Diabetes Association 2017

Lorraine L. Janeczko

(Versione italiana Quotidiano Sanità/ Popular Science)

Lorraine L. Janeczko

06 Luglio 2017

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