Disturbi dello spettro dell’autismo legati al cromosoma Y

Disturbi dello spettro dell’autismo legati al cromosoma Y

Disturbi dello spettro dell’autismo legati al cromosoma Y
Il cromosoma Y rappresenta un fattore di rischio per l’insorgenza dei disturbi dello spettro autistico. È quanto emerge dall’analisi condotta da un team USA che ha considerato i dati genetici di oltre 177 mila persone con diagnosi di questo disturbo. Quelle con un cromosoma Y in più avevano il doppio delle probabilità di ricevere una diagnosi della patologia.

Uno studio pubblicato su Nature Communications da un gruppo di ricercatori del Geisinger Health System (USA), coordinato da Matthew Oetjens, ha evidenziato come vi sia un rischio aumentato di sviluppare i disturbi dello spettro dell’autismo legato al cromosoma Y.

La scoperta offre una nuova spiegazione al fatto che il disturbo dello spettro autistico è quasi quattro volte più diffuso tra i maschi che tra le femmine.

Il disturbo dello spettro autistico è caratterizzato da compromissione dell’interazione sociale e della comunicazione, nonché da modelli di comportamento, interessi e attività ristretti e ripetitivi.

Un’ipotesi comune sull’insorgenza del disturbo riguarda la differenza nei cromosomi sessuali tra maschi e femmine, dal momento che le femmine hanno due cromosomi X, mentre i maschi hanno un cromosoma X e uno Y. Il cromosoma X fornirebbe protezione contro l’insorgenza dell’autismo.

Lo studio
Per approfondire questi aspetti, il team ha esaminato le diagnosi di disturbo dello spettro autistico in persone con un numero anomalo di cromosomi X o Y. In particolare, i ricercatori hanno analizzato i dati genetici relativi a 177.416 pazienti con una diagnosi di disturbo dello spettro autistico arruolati nello studio Simons Foundation Powering Autism Research (SPARK) e nella MyCode Community Health Initiative di Geisinger.

Dall’analisi è emerso che gli individui con un cromosoma X in più non presentavano alcun cambiamento nel rischio di disturbi dello spettro autistico, mentre quelli con un cromosoma Y in più avevano il doppio delle probabilità di ricevere una diagnosi del disturbo.

Questo aspetto suggerisce un fattore di rischio associato al cromosoma Y, anziché un fattore protettivo associato al cromosoma X. L’analisi, infine, conferma lavori precedenti che hanno mostrato come la perdita di un cromosoma X o Y, nota come sindrome di Turner, sia associata a un forte aumento del rischio di disturbi dello spettro dell’autismo.

Fonte: Nature Communications 2024

18 Ottobre 2024

© Riproduzione riservata

Medicina tradizionale. Oms: “Serve più ricerca per capire cosa è sicuro, efficace e appropriato”
Medicina tradizionale. Oms: “Serve più ricerca per capire cosa è sicuro, efficace e appropriato”

Miliardi di persone nel mondo utilizzano la medicina tradizionale, complementare e integrativa come parte del proprio percorso di cura. Eppure meno dell’1% dei finanziamenti globali per la ricerca sanitaria è...

Mpox. Ecdc: nell’Ue/See stabile la circolazione del clade I, mentre continua a diminuire il clade II
Mpox. Ecdc: nell’Ue/See stabile la circolazione del clade I, mentre continua a diminuire il clade II

Il numero complessivo di casi di mpox di clade I segnalati nell’Unione europea e nello Spazio economico europeo resta relativamente stabile, nonostante l’aumento delle notifiche osservato durante i mesi estivi....

Tumori pediatrici, Settembre d’Oro: “L’obiettivo è arrivare al 100% delle guarigioni e garantire qualità di vita dopo le cure”
Tumori pediatrici, Settembre d’Oro: “L’obiettivo è arrivare al 100% delle guarigioni e garantire qualità di vita dopo le cure”

Circa 2.500 nuove diagnosi ogni anno, un tasso di guarigione che oggi raggiunge l’80% e una sfida ancora aperta per quei bambini e adolescenti che non riescono a superare la...

Obesità infantile. Iss: oltre 7 adolescenti su 10 restano obesi anche da adulti. “Intervenire precocemente”
Obesità infantile. Iss: oltre 7 adolescenti su 10 restano obesi anche da adulti. “Intervenire precocemente”

L’obesità infantile non è una condizione transitoria, ma una patologia cronica che spesso accompagna bambini e adolescenti fino all’età adulta, incrementando sensibilmente il rischio di diabete, malattie cardiovascolari, patologie tumorali...