Dolore in età pediatrica sottostimato dai medici del pronto soccorso

Dolore in età pediatrica sottostimato dai medici del pronto soccorso

Dolore in età pediatrica sottostimato dai medici del pronto soccorso
Secondo uno studio pubblicato sull’Emergency Medicine Journal ci sarebbero significative differenze nella valutazione del dolore pediatrico, confrontando quanto riportato dai bambini, genitori e medici.

(Reuters Health) – In età pediatrica il dolore può essere notevolmente sottostimato, specie da parte dei medici del pronto soccorso, come evidenziano alcuni ricercatori norvegesi nel loro lavoro, pubblicato dall’Emergency Medicine Journal, che rivela significative differenze nella valutazione del dolore pediatrico, confrontando quanto riportano bambini, genitori e medici.
 
La premessa
In generale può essere complicato per il medico, riconoscere l’origine e valutare adeguatamente il dolore riportato in età pediatrica, per diversi motivi. In ambulatorio, per esempio, il bambino dolorante potrebbe arrivare anche molto dopo la comparsa del dolore e di altri sintomi, e i genitori nel frattempo possono aver somministrato dei farmaci antidolorifici. E lo stesso può avvenire anche quando i genitori si presentano al pronto soccorso con il loro bambino dolorante. In questi casi, quando vi sono lesioni evidenti come fratture o ferite provocate da traumi di diversa natura la valutazione del dolore da parte del medico si complica ulteriormente.
 
Lo studio
Per approfondire la questione Christina Brudvik dell'Università di Bergen, in Norvegia, e colleghi hanno confrontato le valutazioni del dolore da parte di medici, genitori e 243 bambini e ragazzi dai 3 ai 15 anni che sono stati trattati nel novembre 2011 presso il pronto soccorso di Bergen. L'età media dei bambini era di 10,6 anni e il 53% erano maschi. All’indagine hanno partecipato 51 medici del dipartimento di emergenza e nessuno di questi aveva una specializzazione in pediatria. Per la valutazione del dolore sono stati utilizzati dei questionari adattati all’età dei ragazzini. Le categorie diagnostiche considerate erano infezioni, fratture, ferite, dolori dei tessuti molli, dei legamenti o da lesioni muscolari. Si è così dapprima evidenziato che i genitori hanno valutato il dolore prima dei loro figli, anche se genitori e bambini non erano del tutto impossibilitati a vedere le reciproche risposte. I medici, invece, non sono stati informati delle valutazioni di genitori e bambini.
 
I risultati
Per quanto riguardava la valutazione del dolore i medici hanno valutato significativo un dolore con un punteggio di 3.2 sulla scala di valutazione numerica, mentre il punteggio era 4,8 per i genitori e 5,5 per i bambini. Complessivamente si è visto anche che la concordanza tra bambini e medici, sulla intensità del dolore, era del 14,6%; mentre tra genitore-medico era del 15% e tra genitore-figlio del 40,1%. Va aggiunto che i genitori avevano somministrato antidolorifici al 14% dei bambini prima della consultazione. In questo sottogruppo, sulla scala di valutazione numerica, i medici hanno stimato un’intensità media del dolore di 3,2, rispetto alle stime di 5,6 dei genitori e 6.5 dei bambini. In generale i medici hanno valutato il livello di dolore inferiore di 2,3 punti, rispetto a quanto auto-riferito dai bambini, e 1,6 punti al di sotto delle stime da parte dei genitori e la differenza tra genitori e figli era di 0,7.
 

Le stime del medico sul livello di dolore erano in media di 3,2 punti inferiori a quelli dei bambini dai tre a otto e 1,8 punti inferiori a quelli dei loro genitori. Nei bambini di età da 9 a 15 anni, le stime dei medici erano 2,0 punti inferiori a quelli dei pazienti e di 1,5 punti rispetto alle stime dei genitori. Fatta eccezione per le fratture, condizione nella quale i medici hanno significativamente sottovalutato il dolore in confronto ai genitori e ai bambini. Infine, per ciò che riguarda il trattamento, i medici hanno somministrato antidolorifici all'8,6% dei bambini con un'intensità media stimata del dolore di 4,9 punti. E solo il 42,1% dei bambini con dolore severo (punteggio pari o superiore a 7 nella scala numerica) ha avuto sollievo dal trattamento.

In conclusione secondo Christina Brudvik è fondamentale rammentare ai medici che lavorano nei punti di pronto soccorso che la loro valutazione del dolore nei pazienti di età pediatrica, potrebbe essere notevolmente sottostimata, a scapito del benessere dei piccoli pazienti.
 
Fonte: Emerg Med J 2016

Rita Buckley

(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science) 

Rita Buckley

10 Novembre 2016

© Riproduzione riservata

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