Ebola. Rezza (Iss): “Potenziale di diffusione del virus a distanza per ora resta limitato”

Ebola. Rezza (Iss): “Potenziale di diffusione del virus a distanza per ora resta limitato”

Ebola. Rezza (Iss): “Potenziale di diffusione del virus a distanza per ora resta limitato”
Il Direttore del Dipartimento di malattie infettive dell'Istituto superiore di sanità, intervenendo a Riccone al Congresso nazionale della SItI, ha spiegato che è necessario alzare al massimo i livelli di sorveglianza e di controllo rispetto a un’epidemia che ha tra il 50 e il 70 per cento di letalità. "Prima dell’arrivo dei vaccini l’epidemia deve essere arginata”.

“L’attuale epidemia di Ebola in Africa occidentale ha visto il virus attraversare rapidamente i confini di 3 stati, mentre il suo potenziale di diffusione a distanza sembra per ora limitato”. Così Gianni Rezza, Direttore del Dipartimento di Malattie Infettive dell’Istituto superiore di sanità (Iss), in occasione del Congresso Nazionale della Società italiana di igiene, medicina preventiva e sanità pubblica (SItI) in corso a Riccione. 
 
Rezza, che durante il Congresso ha tenuto una relazione sul tema “Turismo e migrazioni: sulle rotte dei microbi”, ha spiegato che “da sempre i microbi si muovono e migrano con l’uomo. Viaggi, conquiste di nuovi territori, flussi migratori; tutte queste forme di mobilità umana hanno contribuito a trasportare virus e batteri, e in alcuni casi i loro vettori, in aree del mondo precedentemente indenni. Il trasporto veloce poi ha comportato l’insorgere di focolai epidemici ad enorme distanza dall’epicentro dell’epidemia, come è accaduto anche nel 2003 con la Sars”.
 
Il Direttore del Dipartimento di Malattie Infettive dell’Iss ha sottolineato quindi che “monitorizzare la circolazione degli agenti patogeni emergenti e valutare la probabilità della loro introduzione in una nuova area geografica non è solo un esercizio accademico bensì strumento per pianificare interventi di prevenzione appropriati nell’era della globalizzazione”. Occorre quindi tenere alta la vigilanza anche a fronte della nuova epidemia di Ebola che ha colpito l’Africa occidentale e che il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, parlando all’Assemblea Generale, ha in questi giorni definito “una crisi senza precedenti”. L’esperto dell’Iss ha poi rimarcato che “oggi è necessario alzare al massimo i livelli di sorveglianza e di controllo rispetto a un’epidemia che ha tra il 50 e il 70 per cento di letalità. Prima dell’arrivo dei vaccini – dice Rezza -, l’epidemia deve essere comunque arginata”.

A fare la differenza nella diffusione della malattia possono essere le rotte degli aerei che vedono scambi più o meno intensi da e per alcuni paesi. E anche il primo caso del virus letale diagnosticato negli Usa ha acceso un ulteriori campanelli d’allarme circa le misure di prevenzione e la possibile diffusione della malattia lontano dal focolaio di origine. Quanto all’Europa va ricordato che in Italia, che non ha voli diretti da e per i paesi finora colpiti – Sierra Leone, Guinea e Liberia -, i rischi di diffusione sono teoricamente inferiori anche rispetto ad altri paesi europei che storicamente hanno rapporti più stretti con questi territori. Come per le altre patologie virali trasmissibili, è in ogni caso prima di tutto importante mettere in atto le misure di prevenzione quando c’è il sospetto che si possa verificare un caso di Ebola.

“La malattia, il cui contagio avviene solo per contatto diretto con i fluidi corporei – ha spiegato Carlo Signorelli, Vice Presidente della SItI -, ha sintomi rapidi ed evidenti come le febbri emorragiche. Ad oggi mancano sia strumenti di prevenzione, sia una terapia specifica. Nel caso di individuazione di un soggetto infetto dovrebbero scattare subito le procedure di isolamento, riducendo così al minimo il rischio di contagio grazie al contenimento del virus”. 

03 Ottobre 2014

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