Epidemia di lumpy skin disease (Lsd). La sanita veterinaria di fronte alla sfida del cambiamento climatico e della sostenibilità

Epidemia di lumpy skin disease (Lsd). La sanita veterinaria di fronte alla sfida del cambiamento climatico e della sostenibilità

Epidemia di lumpy skin disease (Lsd). La sanita veterinaria di fronte alla sfida del cambiamento climatico e della sostenibilità
L'epidemia che ha colpito l’Est Europa tra il 2015 e il 2106, ha messo la medicina veterinaria pubblica europea di frote all’obbligo di contemperare il contenimento efficace della malattia con la sostenibilità economica e sociale dell’impatto delle misure di lotta. La decisione di esecuzione (Ue) 2016/2008, rappresenta la sintesi migliore tra queste diverse istanze, ed è potuta maturare grazie alla concomitanza di diverse azioni reattive e preventive.

L’epidemia di lumpy skin disease (Lsd), che ha colpito l’Est Europa tra il 2015 e il 2106, ha messo la medicina veterinaria pubblica europea di fronte ad una sfida di notevole complessità, ovvero l’obbligo di contemperare il contenimento efficace della malattia con la sostenibilità economica e sociale dell’impatto delle misure di lotta.
 
La decisione di esecuzione (Ue) 2016/2008, pubblicata il 17 novembre, rappresenta la sintesi migliore tra queste diverse istanze, ed è potuta maturare grazie alla concomitanza di diverse azioni reattive e preventive: il sostegno scientifico di Efsa, la fornitura di dosi di emergenza di vaccino da parte della banca vaccinale europea, l’impegno degli Stati membri colpiti e confinanti.

La Lsd è una malattia virale dei bovini che provoca gravi danni alla produzione zoo- tecnica. Può diffondersi molto rapidamente, in particolare attraverso l’azione dei vettori, ma anche da contatto diretto tra animali vivi o indiretto, attraverso prodotti ottenuti da animali infetti. Solo nel 2016 sono stati notificati oltre 4.100 focolai distribuiti tra Grecia, Bulgaria, Serbia, Kosovo, Montenegro, Albania e Fyrom (Macedonia).

Secondo il parere di Efsa sulla dermatite nodulare contagiosa, adottato il 29 luglio 2016, la vaccinazione è il modo più efficace per ridurne la diffusione. Di conseguenza, una solida strategia di contrasto deve includere la popolazione sensibile sia delle regioni a rischio di introduzione che di quelle colpite, arrivando ad una copertura vaccinale elevata in termini di capi e di aziende. Attualmente, a complicare questo percorso nella Ue, vi è la disponibilità in commercio soltanto di vaccini vivi attenuati prodotti da operatori extra-Ue, sprovvisti di autorizzazione all'immissione in com- mercio (Aic) nell'Ue. L’unica strada percorribile resta il permesso temporaneo all’importazione di vaccini privi di Aic, in conformità dell'articolo 8 della direttiva 2001/82/ Ce. Fino ad ora hanno proceduto a vaccinare Grecia, Bulgaria e Croazia nella Ue e Albania, Serbia, Kosovo, Montenegro e Fyrom tra i Paesi extra-Ue confinanti.

L’Italia ha adottato misure progressive di contenimento del rischio ispirate a una valutazione dinamica e al coinvolgimento dei portatori di interesse pubblici e privati. E’ stata prima divulgata un’allerta ai servizi veterinari e agli allevatori, per sensibilizzarli alla notifica rapida di casi clinici sospetti; sono state quindi concordate con l’Agenzia delle dogane e dei monopoli azioni di controllo sulla pulizia, disinfezione e disinsettazione dei camion per trasporto di animali vivi di ritorno, scarichi, da Paesi a rischio; è stato infine emanato un dispositi- vo dirigenziale per i controlli a destino, con test Pcr, di bovini da vita provenienti da Paesi Ue confinanti con aree infette – posto che la movimentazione da aree infette era già vietata da decisioni di esecuzione europee.

Successivamente, con l’entrata in vigore della decisione di esecuzione (Ue) 2016/2008, gli Stati membri interessati sono stati classificati in parte I, aree indenni che hanno vaccinato, o in parte II, aree infette che hanno vaccinato, stabilendo, a seconda dell’appartenenza ad una delle due categorie, possibilità proporzionate di deroghe al divieto di movimentazione di bovini e ruminanti selvatici, loro prodotti e sottoprodotti. Di conseguenza è stato mo- dificato il dispositivo dirigenziale applicativo, mantenendo comunque controlli sup- plementari a destino, perché l’attenzione rimane molto alta, consapevoli che l’approssimarsi di una nuova stagione di massima attività vettoriale potrà esporre il nostro Paese a maggiori rischi di introduzione della malattia.
 
Silvio Borrello
Ministero della salute
Fonte: Efsa italian focal point newsletter

Silvio Borrello (Min. Salute)

19 Dicembre 2016

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