Fibrillazione Atriale. Metanalisi mette in luce ruolo patologie cardiache concomitanti

Fibrillazione Atriale. Metanalisi mette in luce ruolo patologie cardiache concomitanti

Fibrillazione Atriale. Metanalisi mette in luce ruolo patologie cardiache concomitanti
Secondo un’ampia revisione sistematica della letteratura relativa al confronto fra la terapia con anticoagulanti orali (DOACs) e quella con warfarin, nei pazienti con fibrillazione atriale (FA), emerge che la maggior parte dei decessi non è dovuta a ictus o emorragie, come ipotizzato, ma sarebbe riconducibile a condizioni cardiache persistenti, come l’insufficienza cardiaca.

(Reuters Health) – Secondo un’ampia revisione sistematica della letteratura relativa al confronto fra la terapia con anticoagulanti orali (DOACs) e quella con warfarin, nei pazienti con fibrillazione atriale (FA), emerge che la maggior parte dei decessi non è dovuta a ictus o emorragie, come ipotizzato, ma sarebbe riconducibile a condizioni cardiache persistenti, come l’insufficienza cardiaca.

Antonio Gomez-Outes della Agencia Española de Medicamentos y Productos Sanitarios (AEMPS) di Madrid e colleghi hanno studiato i dati relativi a più di 71.000 pazienti inclusi in 4 studi incentrati sull’impiego dei nuovi agenti anticoagulanti orali per la prevenzione di ictus ed embolia sistemica. I ricercatori hanno così dapprima evidenziato che nel corso dei differenti follow-up (da 1,9 a 2,8 anni) sono deceduti in totale 6.206 pazienti (9%). Il tasso di mortalità aggiustato è stato del 4,72% per anno. Complessivamente si è visto, però, che gli eventi cardiaci rappresentavano il 46% dei decessi.
 
Inoltre, l’ictus emorragico e l’embolia sistemica hanno causato il 5,7% dei decessi, mentre i decessi correlati ad emorragia si sono verificati nel 5,6% dei casi. E ancora i ricercatori hanno scoperto che, rispetto ai pazienti che sono sopravvissuti, coloro che sono morti (più probabilmente uomini) avevano maggiori probabilità di avere una storia di insufficienza cardiaca (odds ratio, 1.75), con un rapporto fibrillazione atriale persistente/permanente (OR, 1.38) e diabete (OR, 1.37). Tuttavia si evidenziava una piccola (tasso annuo attestato intorno allo 0,42%) ma significativa riduzione della mortalità per qualsiasi causa con il trattamento DOAC, rispetto al trattamento con warfarin, e questo è dovuto principalmente ad una riduzione dei sanguinamenti ad esito fatale.
 
Le conclusioni
Alla luce di questa analisi sistematica, secondo gli autori della metanalisi, i nuovi agenti DOACs hanno conferito solo una modesta riduzione della mortalità. Le recenti dimostrazioni nei pazienti con FA, sul potenziale miglioramento della gestione della scoagulazione con i DOAC, rispetto a quanto si verifica con il warfarin, hanno dimostrato che i DOAC possono conferire un certo vantaggio rispetto al warfarin nel ridurre il sanguinamento.
 
“La nostra revisione sistematica – hano aggiunto – mostra che i tassi complessivi di ictus fatali e sanguinamento fatale nei pazienti trattati con anticoagulanti sono attualmente al di sotto dell’1% all’anno, sia con DOAC che con warfarin. Pertanto, si può osservare che attualmente il trattamento con anticoagulanti di ultima generazione è giunto a un livello di efficacia decrescente. C’è ancora la necessità di migliorare la gestione delle comorbidità e dei fattori di rischio cardiovascolare associati (insufficienza cardiaca, diabete, ipertensione) al fine di ridurre i tassi di mortalità nei pazienti con AF, al di là del trattamento anticoagulante”.
 
Fonte: J Am Cardiol 2016
 
Reuters Staff
 
(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

20 Dicembre 2016

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