Giornata mondiale dell’ictus. Ogni anno 6,5 milioni di morti

Giornata mondiale dell’ictus. Ogni anno 6,5 milioni di morti

Giornata mondiale dell’ictus. Ogni anno 6,5 milioni di morti
Si celebra oggi in tutto il mondo il World Stroke Day. Per ricordare i 6,5 milioni di morti causati ogni anno da questa condizione, ma anche i 26 milioni di sopravvissuti. Diagnosi precoce e terapie tempestive sono la chiave per salvare vite ma anche per risparmiare a chi supera la fase acuta le disabilità residue. Per questo il tema scelto per la campagna 2016 è ‘Face the facts: stroke is treatable’ .

L’incidenza dell’ictus è in aumento (ogni anno se ne verificano nel mondo 17 milioni) ma la buona notizia è che, come ricorda il tema della Giornata Mondiale che si celebra in tutto il mondo il 29 ottobre, ‘l’ictus è trattabile’. La vita delle persone colpite da questa condizione può infatti migliorare notevolmente attraverso una maggior consapevolezza dei sintomi, un miglior accesso alle cure e soprattutto all’agire prontamente.
 
La campagna 2016 mira dunque ad aumentare la conoscenza del pubblico su questi argomenti e a sottolineare quanto siano migliorati gli esiti di questa condizione grazie all’accesso ai trattamenti moderni. Stroke Unit, trombolisi e stent retriver (sistemi di aspirazione e rimozione del trombo) hanno radicalmente modificato la prognosi dell’ictus.
 
Conditio sine quanon ovviamente è la rapidità dei soccorsi e delle cure, che passa attraverso il pronto riconoscimento dei sintomi, racchiusi nell’acronimo inglese FAST che sta per ‘faccia cadente’ (F = face drooping), ‘debolezza del braccio’ (A = arm weekness), difficoltà dell’eloquio (S = speech difficulty), Tempo di chiamare i soccorsi (T = time to call 911 – o nel nostra realtà il 118).
 
Insomma di fronte alla salute non c’è scusa che tenga e i pazienti sono molto creativi in fatto di scuse; c’è chi si va a fare un pisolino pensando di star meglio dopo, quella che ha un appuntamento dal parrucchiere, quello che sta guardando una partita e pensa che problema c’è se la finisco di vedere prima di andare dal medico, quello che pensa di non potersi assentare dal lavoro. E’ anche grazie a queste ‘scuse’ che l’ictus uccide 6,5 milioni di persone ogni anno nel mondo, costringendo alla disabilità un gran numero di sopravvissuti.
 
Un vero peccato, perché la tempestività dei trattamenti, oltre a salvare la vita,  può far molto per ridurre la disabilità conseguente ad uno stroke. Lo dimostrano le statistiche: il 91% di quanti vengono sottoposti a trombolisi o a trattamento con stent retriver entro 2,5 ore dall’ictus, presentano un grado minimo di disabilità o l’assenza totale di reliquati. Ma il fattore tempo è fondamentale. Una scusa di troppo può risultare fatale. L’accesso ad una stroke unit aumenta le possibilità di un esito favorevole del 14%, la trombolisi del 30%, il trattamento con un device aspira o rimuovi-trombo del 50%.
 
Come ricorda il video della world stroke campaign, nel mondo ci sono 26 milioni di sopravvissuti all’ ictus, molti in buona salute grazie ad una diagnosi rapida e a terapie tempestive. Purtroppo ancora troppi non sono così fortunati. Ma l’ictus è trattabile e la vita della gente può migliorare. Grazie alle ‘tre A’: Awareness, Access, Action. Da far sapere a tutti, anche sui social media, mettendo un like sulla pagina www.facebook.com/worldstrokecampaign o seguendo e twittando @WStrokeCampaign #WSD16. Oggi e per i restanti giorni dell’anno.
 
Maria Rita Montebelli

Maria Rita Montebelli

29 Ottobre 2016

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