Giornata Mondiale Osteoporosi. Un problema anche per l’uomo. Ecco i 5 step per ridurre i rischi

Giornata Mondiale Osteoporosi. Un problema anche per l’uomo. Ecco i 5 step per ridurre i rischi

Giornata Mondiale Osteoporosi. Un problema anche per l’uomo. Ecco i 5 step per ridurre i rischi
Al di sopra dei 50 anni, 1 uomo su 5 incorre in una frattura ossea legata ad osteoporosi. Dopo i 70 anni la perdita di massa ossea è uguale nelle donne e negli uomini. Tra i fattori di rischio maschili, trattamento a lungo termine con glucocorticoidi e bassi livelli di testosterone. In Italia, 4,5 milioni di persone soffrono di osteoporosi: qui, la SIOMMMS lancia un’iniziativa per attivare 21 strutture specializzate

L’osteoporosi non riguarda soltanto le donne: al di sopra dei 50 anni, circa 1 uomo su 5 incorre in una frattura ossea dovuta ad osteoporosi, ma si stima anche che circa il 90% degli adulti di sesso maschile è inconsapevole di questo rischio. Con lo slogan “I veri uomini costruiscono la loro forza dall’interno”, in oltre 90 paesi ricorre oggi, 20 ottobre, il World Osteoporosis Day 2014 (http://www.worldosteoporosisday.org/), la Giornata Mondiale dell’Osteoporosi, organizzata dalla  International Osteoporosis Foundation (IOF) a partire dal 1997. La manifestazione globale ha avuto inizio nel 1996 mediante una campagna lanciata dalla United Kingdom's National Osteoporosis Society e supportata dalla Commissione Europea. Diversi gli appuntamenti della manifestazione, che in Italia è promossa da da IOF e da FIRMO.
Il focus di quest’anno riguarda dunque l’osteoporosi negli uomini e la campagna sottolinea come l’osteoporosi non sia un problema soltanto femminile, come talvolta si può pensare.
Inoltre, gli uomini hanno un rischio raddoppiato rispetto alle donne di decesso legato alla frattura dell’anca.
L’attenzione deve essere dunque puntata sui fattori di rischio che comportano la perdita ossea. Se le donne subiscono una più rapida perdita nel periodo menopausale, dopo i 70 anni il problema procede in maniera uguale sia negli uomini che nelle donne.
 
Superata l’età di 70 anni, il consiglio per l’uomo è quello di parlare col medico ed effettuare le analisi, mentre se si è nella fascia di età dai 50 ai 69 anni, l’invito è quello di recarsi dal medico per effettuare le analisi in presenza di fattori di rischio, quali:
aver subito una frattura a seguito di una caduta da un’altezza relativamente bassa (da posizione eretta) dopo i 50 anni
Assumere un trattamento con glucocorticoidi
Avere bassi livelli di testosterone (ipogonadismo).
 
Ecco i cinque step, indicati dalla campagna (http://www.worldosteoporosisday.org/), per migliorare la salute delle proprie ossa:
1.effettuare esercizio fisico regolare,
2.assumere attraverso l’alimentazione nutrienti per l’osso (adeguate quantità di calcio e vitamina D)
3.evitare abitudini negative legate allo stile di vita (consumo di tabacco, abuso di alcol, sovrappeso o obesità)
4.identificare i propri fattori di rischio
5.assumere medicine per l’osteoporosi se vengono prescritte
 
Tra i principali fattori di rischio per l’uomo:
età
storia familiare di osteoporosi
una precedente frattura per una caduta da in piedi o da altezza inferiore avuta dopo i 50 anni
uso a lungo termine di glucocorticoidi
ipogonadismo primario o secondario
uso di particolari farmaci
alcune malattie croniche (tra cui, ad esempio, artrite reumatoide o morbo di Chron)
fattori legati allo stile di vita: fumare, consumo di alcol eccessivo, dieta carente, carenza di vitamina D, sedentarietà o inattività fisica, elevato indice di massa corporea (BMI>20)
 
In Italia, le stime riferiscono che circa 4,5 milioni di persone soffrono di osteoporosi, sottolinea la Società Italiana dell’Osteoporosi, del Metabolismo Minerale e delle Malattie dello Scheletro (SIOMMMS), che lancia un’iniziativa nazionale di prevenzione, con l’obiettivo di attivare 21 strutture specializzate nel trattamento dell’osteoporosi su tutto il territorio nazionale.
 
La Società sottolinea che in Italia la patologia nelle donne in menopausa ha un’incidenza di circa il 34%, mentre una terapia adeguata è in grado di ridurre il rischio di fratture del 50-70%: un vantaggio notevole in termini di migliorato benessere della salute della popolazione e anche in termini di costi sostenuti dal Sistema Sanitario Nazionale per le fratture di femore daosteoporosi, che, secondo i dati SIOMMMS, ammontano a circa 6.8 miliardi di Euro ogni 5 anni.
 
Viola Rita

Viola Rita

20 Ottobre 2014

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