Guarire le ulcere croniche con le staminali. Ma senza le staminali. La ricerca del Carlo Besta

Guarire le ulcere croniche con le staminali. Ma senza le staminali. La ricerca del Carlo Besta

Guarire le ulcere croniche con le staminali. Ma senza le staminali. La ricerca del Carlo Besta
L’impiego di matrici decellularizzate, imbevute dei fattori di crescita prodotti da staminali mesenchimali di derivazione adiposa, fa guarire le ulcere croniche dei topini diabetici, in metà del tempo abituale. Un importante successo della ricerca italiana, pubblicato su Stem Cell Research & Therapy

E’ un ulteriore passo avanti nell’utilizzo delle cellule staminali in medicina rigenerativa ed è frutto della ricerca italiana. L’idea, di paternità dei ricercatori dell’Istituto Neurologico ‘Carlo Besta’ di Milano è di utilizzare le staminali come ‘fabbrica’ di proteine e fattori di crescita, in grado di accelerare la guarigione di ferite croniche, senza utilizzarle come ‘trapianto’. Questa ipotesi, testata su topini diabetici, si è dimostrata un successo: le ulcere diabetiche di questi animaletti da esperimento, con il trattamento ‘made in Italy’ sono guarite in metà del tempo abituale e lo studio, condotto in collaborazione con ricercatori dell’Università di Perugia e dell’Innovhub di Milano, è stato pubblicato su Stem Cell Research & Therapy.
 
La tecnica messa a punto dai ricercatori del ‘Besta’ consiste nella creazione di scaffold in seta, una sorta di piccolissimi bozzoli fatti di fibre di seta (fibroina) sottilissime. Gli scaffold vengono immersi in una coltura di cellule staminali, dove le loro fibre si imbevono come spugne dei preziosi fattori di crescita di derivazione staminale. Il ‘bozzolo-spugna’ carico di questi fattori di rigenerazione è stato quindi posizionato sull’ulcera cronica e ne ha prodotto la guarigione a tempo di record.
 
Si tratta di un passo avanti notevole, che andrà naturalmente confermato datrial clinici. Dovesse funzionare anche nell’uomo, sarebbe una vera e propria svolta per la medicina rigenerativa perché consentirebbe di fare una terapia cellulare, senza utilizzare direttamente le cellule e quindi senza correre il rischio di reazioni di rigetto ad esempio; questa tecnica inoltre consentirebbe di utilizzare più e più volte le staminali, come ‘fabbrica’ di fattori di crescita. Gli scaffold utilizzati per questo esperimento sono costituiti di fibroina della seta, dei fili sottilissimi che si dissolvono gradualmente nel corpo, rilasciando le molecole che vi sono ancorate. Le cellule staminali utilizzate come ‘fabbrica’ di fattori di crescita in questo esperimento erano cellule mesenchimali adulte derivate dal tessuto adiposo.
 
Nello studio sono stati confrontati due tipi di scaffold: ‘cellularizzati’, cioè contenenti le cellule mesenchimali e ‘decellularizzati’, cioè imbevuti solo delle molecole prodotte dalle staminali. Queste strutture, applicate alle ulcere diabetiche degli animali da esperimento hanno prodotto  una riduzione dell’area della ferita, rispettivamente del 40% e del 35% in soli 3 giorni, portandola a guarigione completa in entrambi i casi in una decina di giorni. La matrice decellularizzata ha funzionato dunque alla stessa stregua di quella contenente le staminali, ma ha il vantaggio di conservarsi meglio, di non esporre al rischio di reazioni di rigetto o di infezioni.
 
Le matrici decellularizzate potrebbero dunque rivelarsi un giorno di grande aiuto nel trattamento delle ulcere croniche e delle ferite difficili. “Ma quella pubblicata su Stem Cell Research & Therapy è solo una sperimentazione di laboratorio – ammonisce il prof. Eugenio Parati, direttore del Dipartimento di Neuroscienze Cliniche dell’Istituto Neurologico ‘Carlo Besta’ di Milano  e primo autore dello studio –  non ancora di una terapia. Per arrivare all’impiego nella pratica clinica saranno necessari alcuni anni”.
 
Maria Rita Montebelli

Maria Rita Montebelli

26 Febbraio 2014

© Riproduzione riservata

Negli Stati Uniti il morbillo uccide di nuovo. E l’Italia è il primo Paese d’Europa per contagi
Negli Stati Uniti il morbillo uccide di nuovo. E l’Italia è il primo Paese d’Europa per contagi

Un bambino è morto a New York, il primo decesso per morbillo nello Stato dopo trent'anni. Basterebbe questo per capire quanto poco serva perché una malattia considerata sotto controllo torni...

Morbillo. Pediatri Fimp e Sip: “Coperture vaccinali insufficienti. Una malattia prevenibile non può tornare a mettere in pericolo i bambini”
Morbillo. Pediatri Fimp e Sip: “Coperture vaccinali insufficienti. Una malattia prevenibile non può tornare a mettere in pericolo i bambini”

“La morte di un bambino per morbillo nello Stato di New York, il primo decesso registrato dopo trent’anni, è una notizia drammatica che ci ricorda quanto sia pericoloso considerare alcune...

Pharma, l’innovazione digitale alla prova dei risultati: aperte le candidature agli European AI & Digital Pharma Awards
Pharma, l’innovazione digitale alla prova dei risultati: aperte le candidature agli European AI & Digital Pharma Awards

Una campagna digitale che migliora la relazione con i medici. Un programma che accompagna i pazienti durante il trattamento. Una piattaforma per il confronto scientifico o un progetto di comunicazione...

Johnson & Johnson, 50 anni in Italia: investire in salute conviene, lo studio Cerm ne misura il valore
Johnson & Johnson, 50 anni in Italia: investire in salute conviene, lo studio Cerm ne misura il valore

La farmaceutica italiana genera valore economico, occupazione e competitività, ma deve poter contare su regole stabili e condizioni che favoriscano gli investimenti. È quanto emerge dallo studio realizzato dal CERM,...