Ictus: arriva il nuovo calcolatore ‘ABC’ per prevedere il rischio di ictus nei pazienti con fibrillazione atriale

Ictus: arriva il nuovo calcolatore ‘ABC’ per prevedere il rischio di ictus nei pazienti con fibrillazione atriale

Ictus: arriva il nuovo calcolatore ‘ABC’ per prevedere il rischio di ictus nei pazienti con fibrillazione atriale
L’ABC score è un nuovo strumento, messo a punto da un gruppo di ricercatori internazionali. Consentirà di individuare con maggior precisione quali sono i pazienti a rischio più elevato, guidando così i medici ad adottare le più opportune misure di prevenzione, come la terapia con anticoagulanti orali. Potrebbe andare a sostituire l’attuale CHA2DS2-VASc score, più complesso e meno preciso dell’ABC.

Un acronimo inglese, facile come le prime lettere dell’alfabeto, servirà a ricordare i ‘pilastri’ di un nuovo calcolatore di rischio per l’ictus in corso di fibrillazione atriale, messo a punto da un gruppo di ricerca internazionale, coordinato da un guru assoluto della cardiologia mondiale, Lars Wallentin dell’Università di Uppsala (Svezia), e appena pubblicato su European Heart Journal.
 
La fibrillazione atriale è una comune aritmia cardiaca associata ad un aumentato rischio di ictus, che viene attualmente stimato sulla base delle caratteristiche cliniche dei pazienti (ipertensione, diabete, malattie vascolari, scompenso cardiaco, pregresso ictus, età, sesso), attraverso un calcolatore di rischio, il CHA2DS2-VASc. Ma anche due biomarcatori cardiaci, l’NT-proBNP e la troponina ad elevata sensibilità (cTn-hs) risultano essere associati in maniera indipendente al rischio di ictus in corso di fibrillazione atriale.
 
Un gruppo di ricercatori, che hanno preso parte agli studi ARISTOTLE e STABILITY, hanno dunque sviluppato e validato un nuovo score di rischio, che include anche questi due biomarcatori, allo scopo di migliorare la capacità di prevedere il rischio di ictus nei soggetti con fibrillazione atriale.
 
Il nuovo calcolatore di rischio è stato sviluppato e validato sui 14.701 pazienti con fibrillazione atriale dello studio ARISTOTLE, per i quali erano disponibili i livelli di biomarcatori basali, su un follow up medio di 1,9 anni. lo studio ha preso in esame i biomarcatori e le variabili cliniche che contribuiscono in maniera significativa alla possibilità di prevedere la comparsa di ictus o di tromboembolismo sistemico.
 
Il nuovo strumento è stato quindi ‘collaudato’ su ulteriori 1.400 pazienti con fibrillazione atriale dello studio STABILITY, seguiti per una media di 3,4 anni.
 
I fattori predittivi più importanti sono risultati un precedente ictus o un attacco ischemico transitorio, i livelli di NT-proBNP e di cTn-hs e l’età. Tutti questi elementi sono stati dunque inclusi nel calcolatore di rischio ‘ABC’ (A come age = età, B = biomarcatori, C come clinical history, cioè storia clinica di ictus o di TIA).
Messo alla prova sul campo, il nuovo calcolatore di rischio si è dimostrato ben calibrato e, per una serie di indici statistici, molto più performante del classico CHA2DS2-VAScscore, attualmente raccomandato dalle linee guida, sia sulla popolazione complessiva, che su alcuni importanti sottogruppi di pazienti.
 
Gli autori del lavoro pubblicato su EHJ, concludono dunque che il nuovo calcolatore di rischio ABC è più accurato e più semplice (si basa su appena 4 punti: età, biomarcatori e precedente storia di ictus o di TIA) di quelli attualmente in uso e può contribuire a migliorare la stratificazione del rischio e le decisioni cliniche, quali quella inerente a quando iniziare la terapia anticoagulante, nel trattamento dei pazienti con fibrillazione atriale, al fine di ridurre il rischio di incorrere in eventi drammatici quali ictus ed altre manifestazioni di tromboembolismo sistemico .
 
Maria Rita Montebelli

Maria Rita Montebelli

28 Febbraio 2016

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