Ictus. I risultati della sperimentazione della “mano robotica”

Ictus. I risultati della sperimentazione della “mano robotica”

Ictus. I risultati della sperimentazione della “mano robotica”
Assiste i pazienti nel trattamento riabilitativo a domicilio per il recupero funzionale dell’uso della mano, e i terapisti possono osservare gli avanzamenti tramite web. Con la possibilità di programmare nuovi esercizi secondo le esigenze. L'esperienza dell'IRCCS San Raffaele Pisana, dove è in sperimentazione da 6 mesi.

All’IRCCS San Raffaele Pisana è in via di sperimentazione già da sei mesi: SCRIPT(Supervised Care and Rehabilitation Involving Personal Tele-Robotics) è un guanto robotico per la tele-riabilitazione del polso e della mano dei pazienti reduci da ictus, che può essere usato anche da casa ed invia tramite internet i dati al medico curante. Il progetto SCRIPT vede coinvolto il polo romano insieme al Roessingh Research and Development (RRD) in Olanda e all’Università di Sheffield del Regno Unito, ed è condotto in collaborazione con Alice Italia Onlus (Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale).
 

“Interessanti e particolarmente incoraggianti i primi risultati ottenuti sui 9 pazienti in Italia che hanno già terminato la sperimentazione”, ha dichiarato Patrizio Sale, medico e ricercatore dell’IRCCS San Raffaele Pisana, responsabile clinico del progetto, soprattutto per quanto riguarda la soddisfazione dei pazienti. “La compliance dei pazienti e le valutazioni positive sul recupero della funzione della mano di questi soggetti ci danno un grande input per la sperimentazione su larga scala del guanto robotico”, ha continuato. “Il dispositivo ha la funzione di assistere i pazienti nel trattamento riabilitativo a domicilio per il recupero funzionale dell’uso della mano. I medici ed i terapisti della riabilitazione con questo nuovo e innovativo strumento hanno la possibilità di monitorizzare da remoto, per mezzo di una piattaforma web, i trattamenti prescritti ed effettuati nelle 6 settimane dai soggetti e hanno la possibilità di programmare nuovi e sempre più complessi esercizi finalizzati ad un sempre più funzionale recupero dell’arto superiore. Solo per mezzo di questi nuovi e innovativi sistemi di tele-robotica e tele-assistenza, si ha la possibilità di effettuare in contemporanea misurazioni ed avere feedback immediati sui recuperi ottenuti dal paziente ad ogni seduta e, cosa fondamentale – ha concluso il medico – si ha la possibilità di intervenire immediatamente laddove siano necessarie operazioni di correzione dell’esercizio svolto riducendo così anche il numero di accessi per visite ospedaliere specialistiche”.


 


Ogni anno in Italia ci sono circa 200mila casi di ictus, l’80% dei quali rappresentato da nuovi episodi. La mortalità, dopo un ictus ischemico, è del 20% a 30 giorni e del 30% a un anno arrivando, addirittura, al 50% nei casi più gravi di ictus emorragico. L'incidenza media nella popolazione (età 65-84 anni) è del 6,5%, con percentuali leggermente più alte negli uomini (7,4%) e di poco inferiori nelle donne (5,9%). Sono questi i numeri che fotografano la dimensione e la gravità della patologia.

02 Novembre 2013

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