Il 74° congresso dell’American Diabetes Association. I numeri del diabete a stelle e strisce

Il 74° congresso dell’American Diabetes Association. I numeri del diabete a stelle e strisce

Il 74° congresso dell’American Diabetes Association. I numeri del diabete a stelle e strisce
Attesi 14 mila esperti da tutto il mondo, oltre 2.300 gli abstract pervenuti. Tra i temi ‘caldi’ i benefici dell’esercizio fisico anche senza calo ponderale, i pro e i contro del controllo dell’emoglobina glicata, la patologia cardiovascolare subclinica nel diabete, i target pressori nella nefropatia diabetica, le ricadute dell’Affordable Care Act sul diabete e le nuove linee guida ACC/AHA per i lipidi.

Secondo l’ultimo National Diabetes Statistics Report (2014), si calcola che attualmente siano 29,1 milioni gli americani con diabete, di cui 8,1 milioni ancora non diagnosticati. Per comprendere la misura di questa pandemia, basta guardare alle cifre del 2010; appena 4 anni fa, i diabetici stelle e strisce erano 18,8 milioni, di cui 7 milioni non diagnosticati. Secondo le ultime statistiche, oggi in America, una persona su quattro sopra i 65 anni ha il diabete.
Per quanto riguarda invece la condizione di prediabete, con le statistiche ferme al 2012, si stima che siano 86 milioni gli americani ultra-20enni, affetti da questa condizione – praticamente il 37% nella popolazione generale – mentre oltre la soglia dei 65 anni, presenta una condizione di prediabete ben un americano su due.

A fronte di tutto ciò, non sorprende dunque che il diabete sia la settimana causa di morte negli Usa, con ben 69 mila decessi attribuibili direttamente a questa condizione nel 2010 e almeno altri 234 mila che vedono il diabete come concausa.
Il diabete è un problema ancora maggiore tra le minoranze etniche. Secondo l’ultimo Statistic Report, la prevalenza di questa condizione è del 7,6% tra i bianchi non ispanici, del 9% tra gli asiatici americani, del 12,8% tra gli Ispanici, del 13,2% tra i neri non ispanici e  del 15,9% tra gli indiani d’America e i nativi dell’Alaska. All’interno delle diverse minoranze etniche, i cinesi hanno la prevalenza di diabete più bassa (4,4%), mentre i Porto Ricani svettano con un 14,8%.
 
Le complicanze
Sul fronte delle complicanze, una delle più recenti new entry dello Statistic Report è l’ipoglicemia; nel 2011 sono stati registrati oltre 282 mila accessi al pronto soccorso, tra la popolazione oltre i 18 anni, legati a questa condizione. Meno dell’iperglicemia, che di accessi in pronto soccorso ne ha fatti registrare 175.000.

Nel periodo 2009-2012, tra gli adulti con diabete, il 71% era iperteso o utilizzava farmaci antipertensivi. Sempre nello stesso periodo, il 65% presentava livelli di LDL superiori a 100 mg/dl o era in terapia con farmaci anti-colesterolo.

La mortalità cardiovascolare, nel periodo 2003-2006, era superiore di 1,7 volte nella popolazione con diabete rispetto a quella generale, mentre nel precedente rapporto era indicata come da 2 a 4 volte superiore nei diabetici. Nel 2010 inoltre, i ricoveri per infarto sono stati 1,8 volte superiori tra gli adulti con diabete che nella popolazione generale e quelli per ictus 1,5 volte di più.
Nel periodo 2005-2008, 4,2 milioni di americani con diabete (il 28,5%), al di sopra dei 40 anni presentava retinopatia diabetica, una condizione che può portare alla perdita della vista.

Nel 2011, circa 229 mila americani erano in dialisi o avevano subito un trapianto di rene per insufficienza renale cronica causata dal diabete.
Nel 2010, 73.000 americani sono stati amputati agli arti inferiori per il diabete; circa il 60% di tutte le amputazioni di gamba non traumatiche, tra le persone al di sopra dei 20 anni, si verificano nei soggetti diabetici.

Il diabete costa agli Stati Uniti 245 miliardi l’anno, di cui 176 miliardi in costi medici diretti e 69 miliardi in perdita di produttività. Una persona con diabete costa cioè in media 2,3 volte più di una non affetta da questa condizione.

Maria Rita Montebelli

Maria Rita Montebelli

15 Giugno 2014

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