Il 65% della spesa farmaceutica in Italia è per gli anziani, ma con poca aderenza alle cure. Fadoi: “Polifarmacoterapia è una realtà che va gestita attentamente”

Il 65% della spesa farmaceutica in Italia è per gli anziani, ma con poca aderenza alle cure. Fadoi: “Polifarmacoterapia è una realtà che va gestita attentamente”

Il 65% della spesa farmaceutica in Italia è per gli anziani, ma con poca aderenza alle cure. Fadoi: “Polifarmacoterapia è una realtà che va gestita attentamente”
Secondo il Report Osmed, il 68% degli anziani riceve prescrizioni per almeno 5 farmaci all’anno, ma poi aderiscono molto poco alle cure sul lungo periodo. Per gli internisti c’è in forte rischio di effetti collaterali da mix di principi attivi, a cui si deve rispondere con una medicina di precisione.

Nel 2024 il 97,4% degli over 65, pari a 14,4 milioni di persone, ha ricevuto almeno una prescrizione. Questa fascia di popolazione assorbe il 64% della spesa farmaceutica totale e il 70% delle dosi dispensate nel Paese. In media ogni anziano assume 7,6 principi attivi, che diventano 8,7 negli over 85. La polifarmacoterapia è la norma: il 68,1% degli anziani riceve almeno cinque farmaci diversi all’anno e il 28,3% arriva a dieci o più, con valori più alti nel Mezzogiorno. Inoltre, tre anziani su dieci restano in politerapia cronica per almeno sei mesi consecutivi, con un picco del 43,7% intorno agli 89 anni.

I dati del Rapporto OsMed 2024 confermano una tendenza chiara: gli anziani italiani assumono un numero crescente di medicinali, spesso in contemporanea, con livelli di aderenza e continuità terapeutica molto bassi. Per FADOI – la Federazione dei medici internisti ospedalieri – la polifarmacoterapia è una condizione diffusa che richiede un monitoraggio attento e una gestione appropriata per evitare sovrapposizioni inutili, interazioni dannose, reazioni avverse e ricoveri che potrebbero essere prevenuti.

A questo crescente carico farmacologico, inoltre, si associa una scarsa aderenza ai trattamenti, soprattutto nelle patologie croniche. Il Rapporto segnala percentuali di “alta aderenza” estremamente basse: solo il 19,5% dei pazienti con asma o BPCO segue correttamente la terapia, il 32,4% dei diabetici e il 37,8% dei pazienti in trattamento con antidepressivi. La persistenza terapeutica è anch’essa insufficiente: dopo un anno rimangono in cura l’8,4% dei pazienti con asma o BPCO, il 34,2% di chi assume antidepressivi e il 48,8% dei pazienti in terapia antidiabetica. Con l’avanzare dell’età, soprattutto oltre gli 85 anni, aderenza e persistenza crollano ulteriormente, aumentando i rischi clinici in una popolazione già vulnerabile.

Per FADOI sottolinea questo scenario rappresenta una priorità clinica. Gli internisti evidenziano che gli over 75 sono i principali consumatori di dosi giornaliere e che la frammentazione delle prescrizioni – spesso affidate a specialisti diversi senza una visione complessiva del paziente – espone gli anziani a interazioni farmacologiche, effetti indesiderati e ricoveri evitabili. La Federazione richiama inoltre il tema dell’inappropriatezza prescrittiva, testimoniata tra l’altro dall’aumento del 19% nell’uso degli inibitori di pompa protonica, talvolta associati in modo non giustificato agli anticoagulanti orali diretti.

“I numeri dell’OsMed parlano chiaro – afferma il Presidente FADOI, Francesco Dentali –. Non possiamo lasciare una fascia fragile come quella anziana immersa in una giungla terapeutica fatta di 8, 10 o 12 farmaci, spesso assunti con scarsa aderenza e senza una valutazione strutturata dell’appropriatezza. Il rischio clinico è enorme e coinvolge tanto i pazienti quanto il Servizio sanitario nazionale”.

La Federazione chiede quindi un cambio di passo: maggiore attenzione all’appropriatezza delle terapie, revisioni periodiche dei trattamenti, percorsi integrati ospedale-territorio e programmi mirati alla riduzione del carico farmacologico evitabile. “Il Rapporto OsMed 2024 ci lancia un segnale inequivocabile – sottolinea il Presidente eletto FADOI, Andrea Montagnani –. Per proteggere gli anziani servono cure più leggere, più semplici e davvero personalizzate”. “È una necessità clinica oltre che un dovere etico”, conclude il Presidente della Fondazione FADOI, Dario Manfellotto.

21 Novembre 2025

© Riproduzione riservata

Pharma, l’innovazione digitale alla prova dei risultati: aperte le candidature agli European AI & Digital Pharma Awards
Pharma, l’innovazione digitale alla prova dei risultati: aperte le candidature agli European AI & Digital Pharma Awards

Una campagna digitale che migliora la relazione con i medici. Un programma che accompagna i pazienti durante il trattamento. Una piattaforma per il confronto scientifico o un progetto di comunicazione...

Morbillo. Pediatri Fimp e Sip: “Coperture vaccinali insufficienti. Una malattia prevenibile non può tornare a mettere in pericolo i bambini”
Morbillo. Pediatri Fimp e Sip: “Coperture vaccinali insufficienti. Una malattia prevenibile non può tornare a mettere in pericolo i bambini”

“La morte di un bambino per morbillo nello Stato di New York, il primo decesso registrato dopo trent’anni, è una notizia drammatica che ci ricorda quanto sia pericoloso considerare alcune...

Catalyst: un progetto Novartis per rafforzare la capacità organizzativa dei centri
Catalyst: un progetto Novartis per rafforzare la capacità organizzativa dei centri

Che cosa succede dentro un ospedale quando inizia uno studio clinico? Novartis Italia è partita da questa domanda per costruire Catalyst, il progetto presentato a Milano il 3 novembre durante...

Farmaci. Aifa: difetti di chiusura e rischio infezione in 13 lotti di Respreeza
Farmaci. Aifa: difetti di chiusura e rischio infezione in 13 lotti di Respreeza

L'Agenzia italiana del Farmaco (Aifa) segnala difetti di chiusura dei contenitori su 13 lotti di Respreeza, inibitore dalla proteinasi alfa-1 (umani) prodotto da CSL Behring. In Italia il codice del...