Infarto. L’insonnia è una fattore di rischio, soprattutto tra le donne

Infarto. L’insonnia è una fattore di rischio, soprattutto tra le donne

Infarto. L’insonnia è una fattore di rischio, soprattutto tra le donne
A mostrarlo è un’ampia review che ha analizzato dati provenienti da nove studi, con un campione complessivo di oltre un milione di persone con storia di insonnia. Il 43% era composto da donne.

Soffrire di insonnia aumenta del 69% il rischio di andare incontro a infarto. E’ quanto emerge da una review presentata all’incontro annuale dell’American College of Cardiology. Secondo lo studio – coordinato da Yomna E. Dean, dell’Università di Alessandria d’Egitto – le persone con diabete e con insonnia presentano una probabilità doppia di andare incontro a infarto, così come chi dorme massimo cinque ore a notte. Indipendentemente dall’età, poi, l’infarto si verifica più spesso tra le donne che soffrono di insonnia. Per insonnia si intende avere problemi ad addormentarsi, a restare addormentato o avere una buona qualità del sonno.

Lo studio
Il team ha condotto una review della letteratura che ha preso in considerazione nove studi. In totale, sono stati valutati i dati relativi a 1.184.256 adulti, di cui il 43% era rappresentato da donne. L’età media del campione era di 52 anni e il 13% soffriva di insonnia, escludendo le persone con apnee notturne.

Analizzando i dati raccolti negli studi, sono stati registrati infarti tra 2.406 persone che avevano insonnia e 12.398 tra coloro che non soffrivano di questo disturbo.

Sulla base dei dati aggregati, è emersa un’associazione statisticamente significativa tra insonnia e infarto, anche dopo aver controllato altri fattori che potrebbero rendere più probabile un attacco di cuore come età, sesso, comorbidità e fumo. Questa associazione tra insonnia e infarto è rimasta significativa in tutti i sottogruppi di pazienti, tra cui età più giovane e più avanzata (sotto i 65 anni e sopra i 65), durata del follow-up (più o meno di cinque anni), sesso maschile e femminile e comorbidità comuni (diabete, ipertensione o colesterolo).

Fonte: Clinical Cardiology 2023

28 Febbraio 2023

© Riproduzione riservata

Medicina tradizionale. Oms: “Serve più ricerca per capire cosa è sicuro, efficace e appropriato”
Medicina tradizionale. Oms: “Serve più ricerca per capire cosa è sicuro, efficace e appropriato”

Miliardi di persone nel mondo utilizzano la medicina tradizionale, complementare e integrativa come parte del proprio percorso di cura. Eppure meno dell’1% dei finanziamenti globali per la ricerca sanitaria è...

Mpox. Ecdc: nell’Ue/See stabile la circolazione del clade I, mentre continua a diminuire il clade II
Mpox. Ecdc: nell’Ue/See stabile la circolazione del clade I, mentre continua a diminuire il clade II

Il numero complessivo di casi di mpox di clade I segnalati nell’Unione europea e nello Spazio economico europeo resta relativamente stabile, nonostante l’aumento delle notifiche osservato durante i mesi estivi....

Tumori pediatrici, Settembre d’Oro: “L’obiettivo è arrivare al 100% delle guarigioni e garantire qualità di vita dopo le cure”
Tumori pediatrici, Settembre d’Oro: “L’obiettivo è arrivare al 100% delle guarigioni e garantire qualità di vita dopo le cure”

Circa 2.500 nuove diagnosi ogni anno, un tasso di guarigione che oggi raggiunge l’80% e una sfida ancora aperta per quei bambini e adolescenti che non riescono a superare la...

Obesità infantile. Iss: oltre 7 adolescenti su 10 restano obesi anche da adulti. “Intervenire precocemente”
Obesità infantile. Iss: oltre 7 adolescenti su 10 restano obesi anche da adulti. “Intervenire precocemente”

L’obesità infantile non è una condizione transitoria, ma una patologia cronica che spesso accompagna bambini e adolescenti fino all’età adulta, incrementando sensibilmente il rischio di diabete, malattie cardiovascolari, patologie tumorali...