Influenza e altre infezioni respiratorie. Nel 30% dei casi pediatrici la diagnosi non è “in target”

Influenza e altre infezioni respiratorie. Nel 30% dei casi pediatrici la diagnosi non è “in target”

Influenza e altre infezioni respiratorie. Nel 30% dei casi pediatrici la diagnosi non è “in target”
È quanto emerge da alcuni studi condotti a Milano, Firenze ed Ancona che saranno presentati al prossimo Congresso nazionale Amcli di Rimini. La vaccinazione non esclude che nei mesi freddi si possa incorrere in infezioni respiratorie, anche severe, soprattutto tra i bambini. Da qui la necessità di una maggiore precisione diagnostica ed un più stretto collegamento tra pediatri e  microbiologi.

Nei mesi invernali occorre prestare la dovuta attenzione alla diffusione dei virus influenzali, attraverso l’ adesione alle campagne di vaccinazione. Ci si aspetta una stagione influenzale di media entità con 4 virus in circolazione: A/H1N1 California, quello che ha causato la pandemia del 2009, e altri tre che sono varianti di quelli che circolavano gli anni scorsi: uno di origine Svizzera chiamato A/H3N2, un B/Phuket e un B/Brisbane.
 
La vaccinazione è fortemente consigliata per le note categorie a rischio ma bisogna ricordare che il fatto di essere vaccinati non esclude che nei mesi freddi si possa incorrere in infezioni respiratorie anche severe in quanto altri virus respiratori sono i responsabili di oltre il 30% degli eventi, soprattutto tra i bambini. Da qui la necessità di una maggiore precisione diagnostica ed un più stretto collegamento dei pediatri ospedalieri e di base con i microbiologi.
E’ questo l’auspicio che Amcli – Associazione microbiologi clinici italiani – lancia a pochi giorni dall’inizio della campagna di vaccinazione influenzale e dal riaccendersi del dibattito su come fronteggiare i previsti picchi di diffusione dell’influenza.

Un dato tuttavia emerge da alcuni lavori di ricerca, effettuati a Milano (Ospedale Niguarda Ca’ Granda), Ancona (Ospedali Riuniti di Ancona) e Firenze (Azienda ospedaliera Universitaria Careggi), tutti aventi ad oggetto un’analisi sulla diversa tipologia di agenti infettivi riscontrati nei pazienti più piccoli negli ultimi inverni. Studi che evidenziano come – in percentuali diverse (30% dei casi nello studio condotto a Milano) – i fenomeni influenzali diagnosticati non erano collegati ai virus Influenzali propriamente detti bensì costituivano diverse forme infettive respiratorie dovute ad altri virus respiratori, in particolare il virus respiratorio sinciziale.

I tre lavori citati saranno presentati a Rimini nel corso del XLIV Congresso nazionale Amcli in programma dal 18 al 21 ottobre. Dopo uno starnuto o un colpo di tosse, i virus respiratori, eliminati con le microgoccioline di saliva si depositano anche a distanze di 3-4 metri e riescono a sopravvivere sulle superfici anche per molte ore, asserisce Tiziana Lazzarotto, Virologa di Bologna e componente del direttivo Amcli. È importante, quindi, lavarsi bene le mani dopo che si è stati in luoghi pubblici e si sono toccate superfici esposte (scuole, aule, uffici, autobus…). 

08 Ottobre 2015

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