L’ansia migliora l’olfatto. E così riconosciamo meglio i pericoli

L’ansia migliora l’olfatto. E così riconosciamo meglio i pericoli

L’ansia migliora l’olfatto. E così riconosciamo meglio i pericoli
Le persone ansiose potrebbero ritrovarsi con un senso dell’olfatto più sviluppato rispetto agli altri. E secondo una ricerca statunitense la speigazione è semplice: l’olfatto serve a discriminare le situazioni pericolose da quelle più tranquille.

Negli animali il senso dell’olfatto è uno strumento indispensabile per scovare potenziali rischi, tanto è vero che spesso questo senso è particolarmente sviluppato sia tra le prede che tra i predatori. Questa caratteristica potrebbe però non essere relegata soltanto al mondo animale, ma essere in qualche modo rimasta anche agli esseri umani: secondo uno studio dell’Università del Wisconsin-Madison, infatti, le persone in stati di ansia hanno un senso dell’olfatto più sviluppato delle altri, e anche grazie agli odori in cui sono immersi stabiliscono se si trovano in situazioni pericolose o meno. Lo studio è stato pubblicato su Chemosensory Perception.
 
Insomma, secondo i ricercatori che hanno condotto lo studio, gli uomini riconoscerebbero gli odori particolarmente cattivi come segnale di pericolo, che potrebbe indicare che nell’aria è dispersa una sostanza tossica oppure che nelle vicinanze sia presente un oggetto in decomposizione portatore di malattie.
Per arrivare a questa scoperta il team ha esposto 14 giovani partecipanti a tre tipi di odore: un odore neutrale puro, un misto di profumi ancora neutrale e uno negativo. Gli scienziati hanno poi chiesto loro di riconoscere la presenza o l’assenza di un odore mentre il loro cervello veniva scansionato da uno strumento di risonanza magnetica: durante questa procedura i ricercatori potevano anche controllare il ritmo del respiro e misurare l’abilità della pelle di condurre l’elettricità, un valore che indica il livello di eccitazione di una persona. Quando il test di riconoscimento degli odori si concludeva i soggetti rimanevano nel macchinario e veniva chiesto loro di dichiarare il livello di ansia che provavano.
Combinando questi risultati gli scienziati hanno scoperto che quando il livello di angoscia cresceva, lo faceva anche l’abilità di discriminare più accuratamente gli odori negativi. Ciò, secondo il team suggerisce che un olfatto più acuto potrebbe essere una caratteristica dei soggetti più ansiosi. I livelli di conduttività della pelle mostravano che lo stato d’ansia aumentava anche la risposta emotiva ai cattivi odori. “Abbiamo scoperto qualcosa in più su come funziona il nostro corpo”, hanno spiegato i ricercatori nello studio. “Questo accoppiamento tra emozioni forti e una percezione più precisa degli odori potrebbe servire all’organismo proprio per attivare le giuste risposte fisiologiche nelle situazioni di pericolo”.
 
Laura Berardi

24 Marzo 2012

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