L’inquinamento atmosferico accelera la perdita ossea da osteoporosi

L’inquinamento atmosferico accelera la perdita ossea da osteoporosi

L’inquinamento atmosferico accelera la perdita ossea da osteoporosi
Gli agenti inquinanti presenti nell’aria accelerano il processo di osteoporosi nelle donne in post menopausa, con un tasso di incidenza quasi doppio a quello degli effetti dell’invecchiamento. In particolare questo fenomeno colpisce la zona lombare della colonna vertebrale. E’ quanto emerge da uno studio condotto dalla Columbia University Mailman School of Public Health.

Elevati livelli di inquinanti dell’aria sono associati a danno dell’osso tra le donne in menopausa. È quanto emerge da una ricerca condotta da un team della Columbia University Mailman School of Public Health, pubblicata su eClinicalMedicine. Gli effetti degli agenti inquinanti sono particolarmente evidenti a livello di zona lombare della colonna vertebrale.

Lo studio. I ricercatori americani – guidati da Diddier Prada, del Dipartimento di Scienze della salute ambientale presso la Columbia Mailman School of Public Health – hanno analizzato dati raccolti dallo studio Women’s Health Initiative relativi a 161.808 donne in post menopausa.

Il team ha stimato la quantità degli inquinanti ambientali – livelli di PM10, ossido nitrico, biossido di azoto e anidride solforosa – sulla base degli indirizzi di residenza delle donne, e ha valutato la densità minerale ossea al momento dell’arruolamento nello studio e a uno, tre e sei anni di follow-up, utilizzando l’assorbimetria a raggi X a doppia energia.

Dai risultati è emerso che gli effetti degli ossidi di azoto a livello lombare della colonna vertebrale determinano una riduzione annuale della densità minerale ossea dell’1,22%, quasi il doppio rispetto all’effetto dell’invecchiamento. Gli autori ipotizzano che gli effetti erosivi degli agenti inquinanti siano dovuti alla morte delle cellule ossee per danno ossidativo.

“I nostri risultati confermano che la scarsa qualità dell’aria può essere un fattore di rischio per la perdita ossea, indipendentemente da fattori socioeconomici o demografici. Per la prima volta, abbiamo prove che gli ossidi di azoto, in particolare, contribuiscono seriamente al danno osseo e che la colonna lombare è uno dei siti più suscettibili di questo danno “, conclude il primo autore dello studio, Diddier Prada.

Fonte: eClinicalMedicine 2023

22 Febbraio 2023

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