La depressione in gravidanza colpisce anche i padri. Ma pochi se ne preoccupano

La depressione in gravidanza colpisce anche i padri. Ma pochi se ne preoccupano

La depressione in gravidanza colpisce anche i padri. Ma pochi se ne preoccupano
 Uno studio neozelandese apre un fronte in parte inedito nel campo della depressione in gravidanza, dimostrando che a soffrirne è anche un numero significativo di maschi, sia durante che nel post-partum. Una situazione che può passare inosservata se non ricercata proattivamente e che può avere pesanti ripercussioni sullo sviluppo cognitivo e psico-sociale del figli

La gravidanza è un periodo assai delicato nella vita di una donna che può sfociare nella depressione post-partum, ancora troppo spesso non riconosciuta e dunque non adeguatamente gestita. Ma adesso uno studio pubblicato da ricercatori neozelandesi su JAMA Psychiatry, attira l’attenzione sui rischi che una gravidanza può comportare anche per l’altro partner.
 
L’équipe di ricerca guidata da Lisa Underwood dell’Università di Auckland (Nuova Zelanda) ha già pubblicato numerosi studi sulla depressione delle madri, ma questa è la prima volta che affronta il problema da questo diverso angolo.
 
Lo studio appena pubblicato ha ricercato la presenza di sintomi della depressione prima della gravidanza e nel post-partum in un gruppo di 3.523 maschi, di età media 33 anni, che hanno effettuato un’intervista con i ricercatori neozelandesi mentre la compagna si trovava al terzo trimestre di gravidanza, ripetendola poi a distanza di 9 mesi dalla nascita del bambino.
La ricerca ha portato ad appurare che il 2,3% dei padri presentavano sintomi depressivi importanti in epoca pre-concepimento e che il 4,3% presentava una sintomatologia depressiva di rilievo a 9 mesi dalla nascita.
 
Nel corso della gravidanza, la presenza di gravi sintomi di depressione tra i maschi era correlata con lo stress e con una condizione di salute precaria; nel post-partum la depressione dei padri era invece correlata con lo stress patito durante la gravidanza , con l’eventuale rottura della relazione con la madre, con la presenza di problemi di salute, con il fatto di essere disoccupato o di avere una storia di depressione alle spalle.
 
“E’ solo di recente – sottolineano gli autori dello studio – che l’influenza dei padri sui figli è stata riconosciuta vitale per lo sviluppo adattativo psico-sociale e cognitivo. Visto che la depressione paterna piò avere un effetto diretto o indiretto sulla prole è importante individuarne la presenza e trattarne i sintomi da subito; e ovviamente il primo passo da fare è quello di aumentare la consapevolezza del problema tra i padri.”
 
Maria Rita Montebelli

Maria Rita Montebelli

15 Febbraio 2017

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