Lesioni spinali. Un gel alle staminali che fa recuperare l’uso degli arti

Lesioni spinali. Un gel alle staminali che fa recuperare l’uso degli arti

Lesioni spinali. Un gel alle staminali che fa recuperare l’uso degli arti
Per ora è stato testato solo sui topi permettendo loro di ricominciare a muovere le articolazioni a seguito di un danno spinale grave. Il gel è formato da staminali, fibrina e fattori di crescita, e ottiene risultati in sei settimane, facendo ricrescere le connessioni tra sistema nervoso e sito della lesione.

Le lesioni più gravi al midollo spinale possono provocare delle conseguenze permanenti sull’organismo, compresa la perdita dell’uso di arti e dunque la paraplegia. Ma questa potrebbe presto non essere più la prospettiva definitiva con cui fare i conti: alcuni scienziati dell’Università della California di San Diego (UCSD) e del VA San Diego Healthcare, sono infatti riusciti a far ricrescere nei topi che avevano subito traumi spinali le connessioni che collegavano il sistema nervoso centrale con il sito della lesione, permettendo ai ratti di ridurre i danni. Nella ricerca, pubblicata su Cell, questo risultato è stato ottenuto grazie a cellule staminali neurali.
 
Più nello specifico, gli scienziati hanno inserito queste staminali in una matrice di fibrina, una proteina che serve per la coagulazione del sangue e che era stata già usata per trattamenti che riguardano i neuroni umani. Questi due ‘ingredienti’ erano mischiati a fattori di crescita per formare un gel, che poteva essere poi applicato sulla lesione. “Con questo metodo, dopo sei settimane il numero di assoni, e dunque di connessioni, nella zona del danno era più di 200 volte maggiore di quello osservato in precedenza”, ha spiegato Mark Tuszynsku, ricercatore della UCSD a capo dello studio. Un risultato che gli scienziati hanno potuto osservare grazie all’uso di proteine verdi fluorescenti – una tecnica mai usata prima per tracciare la crescita neurale – e che ha permesso loro di osservare come le staminali si trasformavano in neuroni e assoni.
“Gli assoni generati risultavano inoltre anche 10 volte più lunghi di quelli ottenuti negli studi precedenti, e – ancor più importante – questa rigenerazione causava un miglioramento funzionale significativo nei topi”, ha poi aggiunto il ricercatore. Su una scala da 0 a 21 capace di valutare la capacità dei ratti di camminare, i roditori registravano infatti prima della procedura un valore medio di circa 1,5, che dopo la terapia con le staminali saliva a 7, il valore che corrisponde alla capacità di muovere tutte le articolazioni delle zampe colpite dalla lesione.
 
In più, le cellule adulte al di sopra del sito della lesione, si rigeneravano a loro volta in staminali neuronali, e creavano così un ‘circuito’ che poteva essere poi misurato elettricamente. “Stimolando il midollo spinale da sei segmenti più in alto della lesione, e misurando il segnale elettrico tre segmenti più in basso, si poteva dunque osservare come le connessioni fossero molto migliorate”, ha spiegato Tuszynsku.
Un risultato sorprendente, che è stato verificato anche su tessuti umani. E che fa ben sperare per il trattamento futuro delle persone che subiscono traumi spinali.

18 Settembre 2012

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