Leucemia mieloide cronica in fase cronica. Ponatinib raggiunge endpoint primario in studio Optic

Leucemia mieloide cronica in fase cronica. Ponatinib raggiunge endpoint primario in studio Optic

Leucemia mieloide cronica in fase cronica. Ponatinib raggiunge endpoint primario in studio Optic
Lo studio - sponsorizzato da Takeda e cofinanziato da Incyte - ha valutato il trattamento in pazienti con malattia resistente, con e senza mutazioni. I risultati ottenuti mostrano un profilo rischio-beneficio ottimale e di sicurezza clinicamente gestibile per Ponatinib.

Incyte ha annunciato che i dati dell’analisi primaria dello studio di fase 2 OPTIC (Optimizing Ponatinib Treatment In CML) saranno presentati durante una sessione orale (Abstract #7000) al meeting annuale 2021 dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO), che si terrà in modalità virtuale dal 4 all’8 giugno 2021.

Lo studio OPTIC – in corso, randomizzato, in aperto con l’obiettivo di valutare in modo prospettico i regimi posologici di ponatinib (Iclusig) basandosi sulla risposta rispetto a una gamma di tre dosi iniziali (45 mg, 30 mg, 15 mg) seguite da una riduzione della dose a 15 mg con l’obiettivo di ottimizzare l’efficacia e la sicurezza nei pazienti con leucemia mieloide cronica in fase cronica (LMC-CP) resistenti a una precedente terapia con inibitori tirosin-chinasici (TKI) – ha raggiunto il suo endpoint primario.

OPTIC, sponsorizzato da Takeda e cofinanziato da Incyte, ha valutato il trattamento in pazienti con malattia resistente, con e senza mutazioni. I risultati mostrano che il profilo rischio-beneficio ottimale per ponatinib in pazienti con LMC-CP è stato raggiunto con una dose iniziale di 45 mg/die e, in seguito a risposta (quando BCR-ABL1IS ≤1%), con successiva riduzione della dose a 15 mg/die. I risultati suggeriscono anche un profilo di sicurezza clinicamente gestibile per ponatinib.

Erano stati resi noti precedentemente i dati dell’analisi ad interim dello studio OPTIC (data di cut-off, luglio 2019), che ha valutato 216 pazienti con un follow-up mediano di 21 mesi. L’analisi primaria (data di cut-off, maggio 2020) ha valutato 283 pazienti con un follow-up mediano di 32 mesi. Tutti i pazienti nello studio OPTIC erano valutabili per l’endpoint primario al momento di questa analisi.

“L’analisi primaria di OPTIC rafforza la risposta positiva ottenibile con ponatinib in pazienti appropriati affetti da LMC-CP e la capacità che i regimi basati sulla risposta hanno di massimizzare l’efficacia, pur mantenendo un profilo di sicurezza gestibile”, dice Luca Marini, Vicepresidente Regionale, Capo del Medical Affairs europeo di Incyte. “Lo studio OPTIC fornisce un’ulteriore conferma sull’ottimizzazione del dosaggio di ponatinib e rafforza il suo ruolo come opzione terapeutica significativa per i pazienti”.

I risultati chiave dell’analisi primaria dello studio OPTIC includono:
 • I tassi massimi di BCR-ABL1IS ≤1% a 12 mesi, endpoint primario, sono stati raggiunti nella coorte con dose iniziale di 45 mg/die (44,1%) e il 73,3% dei pazienti in questa coorte ha mantenuto la risposta con la riduzione della dose a 15 mg/die. Anche le coorti con dose iniziale di 30 mg/die e 15 mg/die hanno dimostrato benefici (29,0% e 23,1% BCR-ABL1IS ≤1% a 12 mesi, rispettivamente), specialmente nei pazienti con malattia meno resistente e con una mutazione T315I.
• Risultati di sopravvivenza positivi sono stati stimati in tutti e tre i bracci, con una probabilità di sopravvivenza complessiva (OS) a 36 mesi dell’89,3% prevista per la coorte con dose iniziale di 45 mg e di sopravvivenza libera da progressione (PFS) del 73,3% prevista per la stessa coorte. Ciò indica che la strategia di riduzione della dose non ha avuto un impatto sulla OS, indipendentemente dalla precedente resistenza ai TKI di seconda generazione o dalla presenza di mutazioni di BCR-ABL1.
 • I tassi di eventi occlusivi arteriosi (AOE) osservati al momento dell’analisi primaria (6% in totale e 9,6% nella coorte con dose iniziale di 45 mg) suggeriscono un profilo di sicurezza clinicamente gestibile.

I dati sulla sicurezza includono:
– Tra tutti i partecipanti allo studio (N = 283), gli eventi avversi più comuni successivi al trattamento (TEAE) di grado 3 o superiore sono stati trombocitopenia (27%), neutropenia (17%) e anemia (7%).
– Gli AOE riportati sono stati rispettivamente del 10%, 5% e 3% per le coorti con dose iniziale di 45 mg, 30 mg e 15 mg/die. Gli eventi avversi di grado 3 o superiore erano rispettivamente del 5%, 5% e 3% per le coorti con dose iniziale di 45 mg, 30 mg e 15 mg/die.
– Gli eventi avversi gravi segnalati sono stati rispettivamente del 4%, 4% e 3% per le coorti con dose iniziale di 45 mg, 30 mg e 15 mg/die. Sono stati segnalati quattro decessi correlati ad eventi avversi (due morti improvvise e due polmoniti).

 “Come medico, sono soddisfatto dei risultati dello studio OPTIC, che valuta i pazienti con LMC-CP resistente, che necessitano di opzioni aggiuntive per migliorare i risultati”, osserva Gianantonio Rosti, dell’Istituto Romagnolo per lo Studio dei Tumori “Dino Amadori” (IRST S.r.l.) Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico. “È incoraggiante vedere il profilo rischio-beneficio positivo che può essere raggiunto con ponatinib attraverso un regime posologico basato sulla risposta, fornendo quindi efficacia e, allo stesso tempo, gestendo il rischio di eventi occlusivi arteriosi”.

Incyte è titolare di una licenza esclusiva di Takeda Pharmaceuticals International AG per commercializzare ponatinib nell’Unione Europea e in altri 29 Paesi, tra cui Svizzera, Regno Unito, Norvegia, Turchia, Israele e Russia. Iclusig è commercializzato negli Stati Uniti da Millennium Pharmaceuticals, una consociata interamente controllata di Takeda Pharmaceutical Company Limited.

21 Maggio 2021

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