Levotiroxina. Minor problemi di assorbimento e di compliance con quella ‘liquida’ o in capsule molli softgel

Levotiroxina. Minor problemi di assorbimento e di compliance con quella ‘liquida’ o in capsule molli softgel

Levotiroxina. Minor problemi di assorbimento e di compliance con quella ‘liquida’ o in capsule molli softgel
Nel trattamento cronico dell’ipotiroidismo molti ostacoli possono essere bypassati con le nuove formulazioni in soluzione orale e in capsule molli softgel della Levotiroxina. Non è più necessario ad esempio assumere il farmaco a digiuno, perché con queste nuove formulazioni non ci sono interferenze con i cibi né con le bevande. Un recente documento dell’Associazione Medici Endocrinologi raccomanda lo switch alle nuove formulazioni di L-tiroxina nei soggetti in terapia sostitutiva, con livelli di TSH instabili.

Quella per l’ipotiroidismo è una terapia cronica che in genere viene portata avanti per tutta la vita. In questo lungo lasso di tempo i valori di TSH possono risultare decisamente instabili perché l’assorbimento della Levotiroxina può essere influenzato dall’assunzione contemporanea di altri farmaci, dalla presenza di varie comorbilità, ma soprattutto, per quanto riguarda le formulazioni tradizionali in compresse, dall’assunzione non a digiuno, ma durante la colazione.
 
Le società scientifiche ben consapevoli di queste problematiche, hanno cominciato a raccomandare lo switch verso formulazioni di Levotiroxina in soluzione orale nei soggetti con marcata instabilità dei valori di TSH e con scarsa compliance per quanto riguarda l’indicazione dell’assunzione a digiuno.
La formulazione ‘liquida’ garantisce infatti un assorbimento stabile anche se la Levotiroxina viene assunta insieme alle bevande calde o fredde tipiche della colazione (caffè espresso, caffè-latte, latte, succo di pompelmo o soia); questo evita le interferenze con i cibi, particolarmente evidenti, nel caso delle formulazioni in compresse.
 
La formulazione in compresse obbliga il paziente ad assumere la Levotiroxina a digiuno, 30-60 minuti prima della colazione (o 3 ore dopo la cena) e questo può influire sulla compliance. Il fatto di evitare il ‘paletto’ del digiuno, come dimostrato anche dal TICO Study (Cappelli, 2015), migliora la compliance al trattamento con Levotiroxina, visto che il paziente può assumere la sua terapia tranquillamente durante la colazione.
 
Un focus sul vantaggio delle nuove formulazioni in soluzione orale e in capsule molli softgel viene dall’Associazione Medici Endocrinologi (AME) che ha chiesto ad un panel di esperti di redigere uno statement aggiornato sull’uso appropriato delle formulazioni di ormoni tiroidei, per definire quale sia la terapia sostitutiva più adeguata nel trattamento dell’ipotiroidismo primitivo (Guglielmi R. et al, Endocrine Practice vol. 22, n. 11, Nov 2016).
 
La Levotiroxina ne emerge come il trattamento di scelta per la terapia sostitutiva. In corso di trattamento i livelli di TSH dovrebbero essere mantenuti tra 1 e 3 mIU/L nei giovani. Nelle persone anziane e fragili è accettabile che il TSH resti entro i limiti superiori della norma. Viene raccomandato inoltre di fare attenzione al raggiungimento dei target biochimici, al benessere del paziente e alla sua aderenza al trattamento.
 
Nei soggetti con livelli di TSH instabili si raccomanda di indagare sulla presenza di eventuali fattori di interferenza e sulla compliance del paziente. Fino al 50% dei pazienti ipotiroidei in trattamento presenta valori di TSH non a target e ‘fluttuanti’, che richiedono frequenti adeguamenti posologici della Levotiroxina. In questi pazienti è appropriato pensare allo switch alle formulazioni liquide di levotiroxina.

16 Marzo 2017

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