Malattie genetiche del sangue. All’ospedale di Perugia il primo trattamento genico in Italia per curare un giovane affetto da anemia falciforme

Malattie genetiche del sangue. All’ospedale di Perugia il primo trattamento genico in Italia per curare un giovane affetto da anemia falciforme

Malattie genetiche del sangue. All’ospedale di Perugia il primo trattamento genico in Italia per curare un giovane affetto da anemia falciforme
Il percorso terapeutico altamente innovativo, illustrato ieri nella sala Caduti di Nassirya di Palazzo Madama, è stato attuato dopo l’ottenimento da parte dell’Ao di Perugia delle certificazioni necessarie per divenire centro accreditato per la somministrazione di terapia genica su pazienti. A seguire il procedimento di accreditamento, la correttezza e la celerità del provvedimento, il presidente della 10° Commissione, il senatore Francesco Zaffini

Va all’Ospedale di Perugia il primato italiano per la somministrazione della terapia di editing genomico su un ragazzo ventenne affetto da anemia falciforme. Il primo trattamento genico in Italia e anche tra i primi effettuati in Europa.

Un percorso terapeutico altamente innovativo che è stato possibile attuare dopo l’ottenimento da parte dell’Azienda Ospedaliera di Perugia delle certificazioni necessarie per divenire ufficialmente centro accreditato per la somministrazione di terapia genica su pazienti.

I “risultati” sono stati presentati ieri presso il Senato della Repubblica, nella sala Caduti di Nassirya di Palazzo Madama. A aprire l’incontro il senatore Francesco Zaffini, presidente della 10° Commissione “Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale”, che ha seguito personalmente il procedimento di accreditamento e verificato la correttezza e la celerità dello stesso.

Per il trattamento è stato necessario ottenere una speciale autorizzazione dall’Aifa, che ha concesso la somministrazione ad una selezione di pazienti (4 in Italia), tra i quali anche il giovane ventenne umbro, e prima ancora dall’Ema, Agenzia Europea per i Medicinali, che ha dato il via libera dopo una promettente fase di sperimentazione, di cui uno dei centri capofila era l’Ospedale Bambino di Gesù di Roma.

“Un importante risultato per l’Azienda Ospedaliera di Perugia – spiega una nota – che si posiziona prima in Italia, con il programma accreditato di terapie innovative ed avanzate per le malattie genetiche del sangue, e tra i primi centri in Europa, per aver somministrato la prima terapia di editing genomico su un giovane ventenne affetto da anemia falciforme, malformazione genetica ereditaria dell’emoglobina caratterizzata dalla presenza di globuli rossi a forma di falce, per la quale, attualmente, l’unica terapia approvata per la cura è il trapianto di midollo osseo”.

Il trattamento è estremamente costoso, perché al momento il farmaco non è commercializzato in Italia e in Europa ma Aifa, considerato che non esiste una alternativa terapeutica valida, ne ha autorizzato l’erogazione a carico del Servizio Sanitario Nazionale, e si è impegnata a rimborsare l’intera spesa sostenuta dall’Azienda Ospedaliera di Perugia.

“Questa tecnologia di manipolazione genetica, denominata CRISPR-Cas9, che valse il premio Nobel per la chimica nel 2020 alle scienziate Emmanuelle Charpentier e Jennifer A. Doudna, è stata portata alla approvazione da parte degli organi regolatori dall’azienda statunitense Vertex – ha detto Maurizio Caniglia, direttore del Dipartimento Materno Infantile e di Oncoematologia pediatrica dell’Ospedale di Perugia –. La fase iniziale consiste nella raccolta dal paziente, di una consistente quantità di cellule staminali. Le cellule staminali subiscono poi un complesso processo di editing genomico, che le rendono in grado di produrre l’emoglobina fetale al posto dell’emoglobina falcemica. L’emoglobina fetale, seppure con qualche diversità rispetto a quella normale degli adulti, permette una qualità di vita pressoché normale ai pazienti trattati. Le cellule “editate” vengono quindi rinfuse ai pazienti, dopo una chemioterapia ad alte dosi che elimina il midollo osseo “falcemico” e che viene sostituito da quello rigenerato dalle nuove cellule midificate”

“La fase iniziale consiste nella raccolta, dal paziente, di una consistente quantità di cellule staminali (CD34) –ha spiegato Francesco Arcioni, medico ematologo in servizio in Oncoematologia Pediatrica e responsabile del progetto di terapia genica dell’Azienda Ospedaliera di Perugia – che poi con un complesso processo di manipolazione genica in laboratorio, in grado di correggere il difetto di funzionamento, vengono reinfuse al paziente. La prima raccolta sul nostro ragazzo è stata effettuata nel luglio 2024 e una seconda raccolta lo scorso settembre. Siamo ora in attesa di sapere da Vertex se le cellule raccolte, inviate nel laboratorio della casa farmaceutica in Scozia, saranno sufficienti per ottenere un quantitativo di cellule modificate in grado di portarci alla fase successiva del trattamento”.

Una volta ottenuta una quantità sufficiente di prodotto cellulare modificato (il nuovo midollo) e dopo che le cellule modificate avranno superato tutti i controlli di qualità (4-6 mesi), arriveranno all’Ao di Perugia e verranno reinfuse al paziente dopo chemioterapia mieloablativa, come se si trattasse di un trapianto di midollo osseo autologo. “Tutto il percorso si concluderà in circa un anno. In Italia sono alcune migliaia le persone affette da anemia falciforme e talassemia – conclude Arcioni – e necessitano di regolari trasfusioni e di molta terapia di supporto per tutta la vita. Finora l’unico trattamento che può essere risolutivo è il trapianto di midollo osseo, ma i possibili donatori sono fratelli e sorelle e la probabilità che siano compatibili è appena del 25%. Ancora più difficile è trovare un donatore adeguato nei registri internazionali. Inoltre mentre nei bambini i risultati del trapianto sono ottimi, con il passare dell’età le probabilità di successo si riducono ed aumentano i potenziali rischi di complicanze. L’assenza di reali alternative terapeutiche, oltre alla gravità del quadro clinico, è stato uno dei motivi per cui Aifa ha autorizzato ad avviare il trattamento”.

Il percorso di accreditamento ha coinvolto, oltre alla struttura di Oncoematologia pediatrica, capofila del progetto, e la Direzione Aziendale, anche il Servizio Immunotrasfusionale con la sezione Aferesi, la Farmacia ospedaliera, la struttura di Ematologia con il Laboratorio di Differenziazione cellulare, e il servizio Acquisti e Appalti.

“Un lavoro innovativo multiprofessionale e multidisciplinare svolto in sinergia tra i nostri professionisti – sottolinea Giuseppe De Filippis, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera di Perugia – che ha portato al riconoscimento da parte di Aifa come prima azienda pubblica italiano ed europea per un programma applicato di terapia genica su un paziente con anemia falciforme. Voglio esprimere i complimenti a nome dell’Azienda e personalmente a tutti i professionisti coinvolti che con il loro prezioso lavoro svolto con studio, dedizione e curiosità sono riusciti a portare l’Ospedale e Perugia ai primi posti nazionali e internazionali per l’utilizzo di questa terapia avanzata e innovativa”.

09 Ottobre 2024

© Riproduzione riservata

Ebola in Congo. Oms e Africa Cdc: “Epidemia più veloce della risposta”. Quasi 4mila casi e 1.801 morti
Ebola in Congo. Oms e Africa Cdc: “Epidemia più veloce della risposta”. Quasi 4mila casi e 1.801 morti

L’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo continua a correre e, in alcune aree orientali del Paese, sta avanzando più rapidamente della capacità di risposta. Al 4 agosto sono...

West Nile. D’Alterio (Rete IZS): “Sorveglianza e dati scientifici, senza allarmismi. Sistema italiano preparato”
West Nile. D’Alterio (Rete IZS): “Sorveglianza e dati scientifici, senza allarmismi. Sistema italiano preparato”

“La stagione 2026 conferma che il West Nile virus è ormai stabilmente presente in ampie aree del territorio nazionale, con una circolazione estesa e non uniforme. Il quadro richiede, quindi,...

La spesa farmaceutica sale a 39,3 miliardi (+6%). Prosegue il boom dei farmaci per diabete e obesità e cala uso antibiotici. Ecco il Rapporto OsMed 2025
La spesa farmaceutica sale a 39,3 miliardi (+6%). Prosegue il boom dei farmaci per diabete e obesità e cala uso antibiotici. Ecco il Rapporto OsMed 2025

La farmaceutica italiana continua a crescere, spinta dall'invecchiamento della popolazione, dall'arrivo di nuove terapie e dall'espansione dei trattamenti per diabete e gestione del peso. Nel 2025 la spesa complessiva per...

Aifa. Rivisto il Programma attività 2026 dopo le richieste delle Regioni. Dalla revisione del prontuario alla governance, ecco le novità
Aifa. Rivisto il Programma attività 2026 dopo le richieste delle Regioni. Dalla revisione del prontuario alla governance, ecco le novità

L’Agenzia italiana del farmaco ha rivisto il Programma delle attività per il 2026 recependo le osservazioni formulate dal Coordinamento interregionale farmaceutica e dal Coordinamento dell’Area economico-finanziaria delle Regioni. Il documento...